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XXD 13 per un inverno di gender

| giovedì 8 dicembre 2011

E’ on line su www.xxdonne.net il numero 13 di XXD – Rivista di varia donnità. Nella nuova edizione, con una grafica rinnovata ma che conferma il carattere femminista e anticonformista del nostro magazine, l’editoriale e una lettera a Monti aprono e chiudono la sezione articoli, inserendosi nel dibattito sul nuovo esecutivo impegnato a ‘salvare l’Italia’. Ma bisogna anche cambiarla. L’intervista di Alice nel paese delle femministe a Maria Mies, studiosa tedesca che ha elaborato la “prospettiva della sussistenza” che ribalta i nostri concetti di povertà e ricchezza, una lettura altra della crisi economica ed ecologica del pianeta. Stefania Doglioli nell’articolo di chi è il nostro corpo? ” parrebbe spostare il piano di riflessione sul privato ma invece ci svela quanto sociale sia l’uso che possiamo fare di ciò che più ci appartiene individualmente, come la nostra pelle e i nostri organi: una originale riflessione sui diversi significati del motto “il corpo è mio e lo gestisco io”.

Dalla Spagna invece Eliana Cabrera ci propone un resoconto dello scontro tra ginecologi e mamme, che dal web l’associazione spagnola ‘Il parto è nostro’ ha portato sui media main streaming, denunciando la rappresentazione maschilista e misogina del rapporto medico-paziente fatta da Sego.

Sempre a proposito di internet, nel resoconto del Feminist blog camp tenutosi a Torino dal 28 al 30 ottobre, Ornella Guzzetti ci parla della community femminista che è ora meno virtuale e più connessa e decisa ad ‘occupare’ il web. Con un contributo fotografico di Vincenzo Cammarata.

Su quanto è accaduto nella manifestazione degli indignati a Roma il 15 ottobre, Daniela Danna in “Ho iniziato a vedere delle cose” raccoglie una testimonianza sulle dinamiche della manifestazione osservate da un’attivista durante il corteo, lontano dagli scontri. Il retroscena della ribalta violenta, con le foto di Karolina Mosiej. E inoltre, un inserto regalo: l’inizio del fotoromanzo The Working Woman, opera del Carrot Worker, collettivo londinese impegnato a smascherare il progressivo smantellamento del modo del lavoro e della cultura a discapito soprattutto delle donne, come succede alla protagonista. Sul sito della rivista la puntata completa da leggere o scaricare.

Non mancano le consuete rubriche: Dalla cruna dell’ago di Michele Poli che ci parla delle violenze che subiscono uomini e donne durante il servizio militare; Tre civette di Alessia Muroni che segnala la mostra a Roma fino al 22 gennaio di Georgia O’Keeffe; media stat virtus “spiazzamenti” di madame corbeau, Sesso globale (i) (ind) (scv) (et) di Isabel; e le immancabili news dal mondo della musica e dei social networks in Istantanee musicali di Lucy van pelt, e Tweet invaders di donasonica. E infine questo mese due novità: Mediawatch, un distillato delle ‘cose stupefacenti’ uscite sui media a proposito di donne, dalla Nannini alle nuove ministre, a cura di Eleonora de Bernardi e Mi Girano Le Pagine dove una inesorabile Isabella di Morra sfoglia i libri ‘di genere’ in libreria e fa le sue contro-recensioni.