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Welfare Milano: cambio al fotofinish?

| mercoledì 27 maggio 2015

L’avvicinarsi della fine del mandato di Giuliano Pisapia, resa precipitosa dalla decisione del Sindaco di non ricandidarsi, provoca strani sobbalzi nella ‘macchina comunale’. Gli assessori vanno ormai in ordine sparso: si avvicendano presentazioni, comunicati stampa, concerti, riorganizzazioni: una giostra-eventi che gira sempre più veloce sul nuovo sito www.comune.milano.it. Da pochi o nulli cambiamenti sostanziali rispetto all’assetto imposto dai 15 anni del regno Albertini-Moratti, agli annunci schizofrenici dell’ultima ora che rimbalzano sui tweet, e nelle ormai doppie e triple conferenze stampa quotidiane. Così dopo il caso MM spa, fresca del flop progettuale delle Vie d’acqua, che sta cercando (faticosamente) di gestire le case popolari (link:http://www.milanox.eu/periferie-tradite-stop-agli-alloggi-per-sfrattati/), e dopo il cambio di passo dei lavori pubblici dell’ex segretaria del Sunia-Cgil made in Ragusa Carmela Rozza, è la volta dei Servizi Sociali, oggetto di una riorganizzazione territoriale che partirà il 1 giugno. Il cambio poltrone e l’impossibilità di gestirne le conseguenze per una base falcidiata da pensionamenti e mancate assunzioni, è stata aspramente criticata dai rappresentanti sindacali presenti a un tavolo di confronto/scontro tenutosi lunedì 25 maggio. Nessuna contrattazione, nessuno spazio di compartecipazione, ma una semplice comunicazione di decisioni già prese: è questo il collaudato ‘sistema di relazioni sindacali’ della Giunta Pisapia. La rivoluzione del Welfare, tanto tardiva quanto precarie sono le poltrone dei suoi esecutori (l’assessore Majorino e il dirigente ex Provincia di Milano Claudio Minoia e i consulenti Cosimo Palazzo-Seble Woldegheorghis) è in realtà un progetto pensato 10 anni fa che riunisce tutti i servizi sociali (tranne Minori e Disabili), in uno sportello unico per ogni zona. ‘Esisteva un gruppo di studio’, ci spiega E., da 36 anni nella sede di Largo Treves. ‘Un progetto pensato da noi che ‘loro’ hanno ripreso’, ci confida chiedendo l’anonimato. Anziani, famiglie, disoccupati, adulti in difficoltà: tutto in uno in un settore forte di oltre 1000 dipendenti suddivisi in più di 60 sedi sparse in tutto il territorio comunale.
L’ennesima riorganizzazione fuori tempo massimo, porterà alla creazione di 4 nuove posizioni organizzative (posizioni di fiducia scelte dai dirigenti che garantiscono un sostanziale aumento di stipendio) responsabili dei nuovi 9 sportelli, già inaugurati in via sperimentale nelle zone 3 e 7, la Baggio-Olmi-San Siro-Pagano-Figino, la cui sede si trova nel Consiglio di Zona di via Anselmo da Baggio, a 20 minuti di bus dalla più vicina stazione metropolitana. Majorino-Minoia, già protagonisti dei Forum del Terzo Settore (l’ultimo dei quali ospitato presso il teatro Elfo Puccini) hanno ricevuto in extremis fondi per formare 400 operatori dei nuovi servizi, dai commessi agli amministrativi, dagli educatori agli assistenti sociali, in quello che sembra essere il primo passo concreto verso la creazione di quella Città Metropolitana (la città dei Municipi, ognuna con un sindaco eletto) di cui tutti parlano ma che in pochi sanno cosa davvero sia. I responsabili delle zone dovranno fare da collegamento tra un settore comunale sempre più malridotto e con un’età media vicina ai 56 anni, e un Terzo settore che tra accreditamenti, appalti, spazi e gestioni dirette, è il vero protagonista del Welfare meneghino. Dall’interazione tra pubblico e privato il Comune è passato alla gestione privato-privato con qualche sacca di resistenza pubblica persa nei meandri scalcinati delle periferie meneghine. Tra le novità annunciate dal sessantenne Minoia (che guadagna 135mila euro lordi l’anno) vi è la nuova offerta di domiciliarità per i casi di adulti e anziani in difficoltà che non necessitano di ricovero nelle strutture, in attesa del rinnovo del contratto d’appalto delle residenze socio assistenziali, esternalizzate dalle giunte di centrodestra, scelta confermata dalla Giunta Pisapia che rinnoverà il loro milionario appalto entro il prossimo mese di giugno. ‘I nostri servizi’, ha dichiarato il direttore di settore Minoia, ‘gestiscono emergenze continue. Non possiamo nascondere il nostro affanno. In tutti questi mesi di emergenza migranti, in Stazione Centrale, non abbiam mai visto nemmeno un impiegato dell’ASL’. L’ex dirigente della Giunta provinciale guidata da Filippo Penati ha anche comunicato che i prestigiosi uffici di via San Tomaso, che ospitano anche la direzione specialistica Expo di Gianni Confalonieri, diventeranno la nuova sede del Celav, la struttura comunale che gestisce le politiche dei migranti. L’unico servizio sul quale le critiche dei sindacalisti hanno sortito un qualche effetto è quello dei Centri Diurni per Disabili, che vedranno entro giugno la convocazione di un nuovo tavolo ad hoc: ‘Non è possibile che nessuno degli otto funzionari che li gestiscono abbia funzioni di posizione organizzativa viso il doppio controllo (Comune–Regione) a cui sono sottoposti e i tanti casi di burn –out degli operatori che seguono i disabili’, è stato ripetuto più volte dai delegati sindacali che hanno posto l’accento sulle condizioni fatiscenti di alcune sedi (la sede di via Sant’Erlembardo a Gorla su tutte) e sulla cronica assenza nei territori più ‘difficili’ di assistenti sociali (per i 110 mila abitanti di Quarto Oggiaro sono in servizio solo due assistenti…). ‘Grave il fatto che in alcune sedi manchino le sale per i colloqui coi cittadini’, ha dichiarato Dario Cella, delegato della Cgil, mentre Cazzaniga (segretaria della Cgil Funzione Pubblica) ha posto l’accento sulla carenza di operatori: ‘Non riescono nemmeno a mandarci le sostituzioni maternità’, ha ripetuto accalorata Caliseo, dipendente delegata della Uil. Ma di quale riorganizzazione state parlando?’ Tutti, anche il dirigente ‘interno’ Aurelio Mancini, hanno posto l’accento sull’assurdità della ‘riorganizzazione’, a 10 mesi dalle elezioni, un cambio di modalità e procedure di lavoro che non potrà dare i primi frutti prima del 2016. ‘Ma vi rendete conto che tra pochi mesi potreste non sedere più su quelle poltrone?’ ha dichiarato un delegato di fronte a un esterefatto Minoia. ‘Il prossimo pensionamento di almeno 4 funzionari-colonna dei servizi’, ha detto Mancini, ‘Mette tutto il settore in gravissima difficoltà, con vuoti che sarà molto difficile riempire. Anche perché i capitoli di spesa resteranno disgiunti e non seguiranno il modello unico del front-office.’ Mancini ha risposto caustico alle critiche: ‘La riorganizzazione è partita solo ora’, ha ripetuto scocciato, ‘solo per la ‘complessità del Comune’, e ancora, ‘Chi parla di mancata partecipazione dei lavoratori rispondo che non è possibile fare momenti assembleari di massa, mentre al Forum del Terzo Settore (svolto in orario di lavoro e durante i week end) potevano partecipare i dipendenti comunali.’ Ammettendo però che:’Non esiste al momento, nessun progetto o appalto di risistemazione delle sedi dei servizi’. I sindacati, per bocca del nuovo coordinatore RSU Gianni Pizzi hanno anche espresso la loro contrarietà alla nomina di 4 nuove posizioni organizzative. ?I soldi che saranno utilizzati per gli aumenti di stipendiovengono dal fondo di produttività, uno dei pochi ambiti rimasto alla contrattazione’, ha detto, ‘Se li nominate e poi ce lo comunicate, la natura stessa del sindacato viene negata’. Pesante Gianni Zin del sindacato autonomo Csa, seguito dai rappresentanti di Usb e Cisl che hanno parlato di ‘Ennesimo spot elettorale pagato da dipendenti e dai cittadini. Una mossa puramente elettorale’. ‘Preferite pagare le squadre anti-degrado al posto di assumere educatori e assistenti sociali, certo questi ultimi non vanno in giro con le pettorine e i pennelli a farvi pubblicità…’. E l’aria nella sala si fa di ghiaccio.