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vodafone blocca skype

| venerdì 1 aprile 2011

Vodafone Italia infrange il criterio di neutralità della rete ed impedisce alla sua clientela base di effettuare telefonate con Internet (VoIP e Skype).

Durante la navigazione in Internet ci sono tre attori principali: la persona davanti al proprio terminale che vede a monitor le immagini, il gestore (ISP) sta in mezzo a dare la linea, e all’altro capo il server che fornisce le informazioni che vengono richieste. Il gestore fornisce a pagamento la connessione ed ha la possibilità di monitorare il traffico, eventualmente anche di limitarlo quantitativamente in modo da offrire a pagamento più o meno velocità. Ha anche la possibilità di limitare qualitativamente il traffico, di scegliere cioè dove possono andare i suoi clienti e dove no, quali servizi possano o meno utilizzare. Quest’ultima è una possibilità che non è mai stata (fino ad oggi) utilizzata in quanto è una forma di censura che viola uno dei cardini del funzionamento di Internet: la Network Neutrality.

Neutralità della rete significa che il fornitore d’accesso non effettua discriminazioni sul traffico e in quanto semplice trasportatore si mantiene neutrale rispetto ai contenuti che conduce. Non va a vedere come viene utilizzata la banda e non si permette di censurare quello che per motivi morali considera disdicevole, in quanto non deve applicare la sua morale ai suoi clienti. Non deve censurare neanche quello che viene considerato illegale, perché Internet oltrepassa le frontiere nazionali, e quello che è fuorilegge in un Paese non lo è in un altro e il gestore comunque non è un poliziotto. Tantomeno deve censurare per trarre un profitto personale, ad esempio potrebbe stringere un accordo con un website e facilitare l’accesso verso quest’ultimo e ostacolare rallentandolo il website concorrente. Il caso di cui stiamo parlando appartiene a quest’ultima categoria, Vodafone è principalmente un gestore di telefonia mobile, ma da diversi anni fornisce anche collegamenti a Internet e ha recentemente deciso di impedire ai suoi clienti di telefonare attraverso la sua rete. Bloccando Skype e le telefonate VoIP impedisce fisicamente la concorrenza. Dovrebbe essere vietato? si certo, dovrebbe. In America è vietato. Colla regolamentazione del 2010, la Federal Communication Commission vieta agli ISP di fare discriminazioni sul traffico di rete, con queste parole: “Per incoraggiare lo sviluppo della banda larga e preservare la natura aperta e interconnessa della Rete pubblica, i consumatori (a patto di non violare la legge) hanno diritto a: Accedere ai contenuti di Internet a loro scelta, Usare applicazioni e servizi a loro scelta, Collegare i dispositivi a loro scelta, Infine hanno diritto alla Competizione tra fornitori di connettività, fornitori di servizi e fornitori di contenuti”. l’Europa conta di prendere presto posizione in merito e ne discute dal 2007, in Italia esiste una proposta di legge del 2009 per rifiutare la discriminazione del traffico legata ai contenuti, al servizio o al tipo di apparecchio.

Ma ad oggi niente impedisce a Vodafone di censurare l’uso dei dati-voce sulle chiavette-USB. È il rischio che si corre quando si creano dei monopoli; quando il produttore del latte acquista il camion che lo trasporta e anche il negozio che lo vende, si crea un monopolio.

La rete trova soluzioni, hanno titolato i giornali, dicendo che gli smanettoni riescono comunque a telefonare. È vero che Internet considera la censura come un bug da aggirare o eliminare, e che dunque usando correttamente una VPN (Virtual Private Network) cioè facendo passare le comunicazioni attraverso un server remoto, si aggira il problema. Ma non è una soluzione semplice da implementare, comporta dei costi e in sostanza non cambia il fatto che discriminare il traffico di rete è una forma di censura e come tale non deve essere tollerata.

Vodafone ufficialmente nega, e giocando colle parole dichiara: “L’attuale offerta, perfettamente in linea con il quadro regolamentare, rispetta la neutralità della rete, consentendo al cliente di scegliere in maniera chiara e trasparente la tipologia di offerta e i servizi inclusi”. Sta dicendo che la legge glielo permette e allora perché non dovrebbe farlo? E anche che basta pagare di più per non essere censurati. Ma in Italia la rete non ha mai avuto censure di questo tipo, non deve esistere una rete senza limiti per i ricchi e una rete con limitazioni per i poveri.

di Daniele Salvini