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Via d’acqua Sud: a volte ritornano!

Stefano Mansi | venerdì 27 aprile 2018

Se fosse un film si intitolerebbe: ‘Il ritorno dei morti viventi’ ma qua siamo di fronte a una farsa più che a un film horror. Peccato non faccia ridere visto che modalità (voto on line) e tipo di comunicazione (fotomontaggi) ricalcano il modello che Sala & Compagni (di merende) vogliono utilizzare per i ‘Finto-Navigli’. Vi ricordate il progetto devastaparchi di Expo bloccato da due anni di proteste e da un’indagine che ha decapitato (Antonio Acerbo, Maltauro spa, MM spa e Angelo Paris) tutta la Direzione Lavori delle vie d’Acqua?

Ci voleva il Bilancio Partecipativo di Milano, un ex dipendente di Expo 2015 spa (Davide Amendola), e il voto on line di 1200 cittadini per far resuscitare lo zombie, un incubo che tutta la ex Giunta Pisapia, trasmigrata con Sala, Gianni Confalonieri in testa, ricorda ancora con i brividi sulla schiena. Eppure è lui, il nome non lascia spazio a dubbi: Vie d’acqua Sud. I fotomontaggi sono gli stessi che hanno indotto in fallo centinaia di cittadini nel 2013: là dove si parlava di canale navigabile un canaletto di cemento armato, lì dove le immagini descrivevano mobilità dolce e percorsi ciclopedonali, asfalto largo 4 metri e sottoservizi oltre a una dozzina di megapiloni per illuminazione e telecamere bocciati come ‘incongrui’ persino dalla timida Soprintendenza dei Beni Culturali e Paesaggistici di Milano,  bar e ristoranti con fondazioni in cemento armato dentro le aree verdi. Certo, con 500 mila euro al posto dei 40 milioni iniziali, di canali navigabili non ci sarà nemmeno l’ombra e il progetto, di cui non sono disponibili ancora planimetrie e sezioni in scala, salta furbescamente tutto il tratto ‘caldo’ Parco Pertini, Trenno, Bosco in Città e Cave, dove le proteste erano state più veementi, concentrandosi sulla parte terminale del progetto iniziale. Da via Cancano, col fontanone mangiasoldi perennemente chiuso, al parco di via Cividale lungo via Nitti verso Bisceglie e sino al Parco dei Fontanili, il pomposo nome dato alle aree oggetto di bonifiche parziali del mega intervento urbanistico Mi –West, dietro al Giambellino e verso il Naviglio vero, dove sono previsti altri corposi interventi immobiliari e dove sono già attive le talpe delle nuova metrò blu.

Amendola inoltre non è un ‘cittadino qualunque’, come era previsto nell’idea balzana iniziale della Assessore Francesca Balzani, candidata arancione anti Sala sparita insieme a quasi tutta la galassia arancio della sinistra x Pisapia. Infatti con lo stesso nome (una coincidenza?) figura un architetto (guarda caso) esperto di cartografia laureato al Politecnico di Milano che ha lavorato per ben 5 anni cinque a Expo 2015 s.p.a., non certo un disinteressato ciclofilo che ama attraversare i parchi tramite ipotetiche connessioni verdi dove al posto di prati ci sono aree ristoro, e invece di sentieri sono previste strisce di asfalto più simili a quelle di una strada che a percorsi ciclopedonali che nelle aree in questione già esistono. Tra le sue attività per la manifestazione guidata dall’attuale sindaco Giuseppe Sala tra i principali sponsor del progetto delle vie d’Acqua e della loro naturale evoluzione del megaprogetto dei ‘finto-navigli’, vi è la ‘Infrastructures & urbanization plan Designer, Development communication projects’, cioè la comunicazione dei progetti alla cittadinanza. Un compito svolto con dovizia tanto particolare da aver dimenticato dei pannelli o dei cartelli illustrativi ai cittadini che nell’ottobre 2013 si videro tagliare 4 parchi cittadini da oltre 4 chilometri di cantieri, ruspe, teloni arancioni e tondini di ferro. Un brutto precedente, combattuto a suon di presidi e manifestazioni, arresti e interventi presso il Municipio 7, allora come oggi concorde nell’appoggiare il progetto nonostante la diversa maggioranza che lo presiede.

 

Con 500.000 euro previsti per le Vie d’acqua Sud 2.0 si doterebbero 10 scuole di Certificazioni anti incendio oggi mancanti nel 90% delle strutture comunali, oppure si potrebbero dotare 20 asili comunali di impianti elettrici conformi alle norme della sicurezza. Una boccata di ossigeno per la devastata Edilizia Scolastica che da anni chiede più risorse, uomini e mezzi per intervenire tra le tante situazioni di emergenza esistenti a Milano. Le Vie d’acqua Sud sono solo un brutto ricordo morto e sepolto, fatto di mala comunicazione e malaffare, presidi continui e tensioni, sperpero di denaro pubblico e il tradimento delle promesse elettorali ‘ecologiste’ da parte di Pisapia & soci, un precedente che nessuno ha più voglia di resuscitare…non è vero?