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Vengo anch'io? No, tu No

| martedì 12 aprile 2016

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Ancora pochi giorni e il 15 aprile scadrà il temine per poter iscrivere i propri figli ai servizi comunali per l’infanzia nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. A disposizione centinaia di posti nelle Case Vacanza comunali e accreditate (tra cui Andora nella foto, Vacciago, Bardonecchia e Finale) e nei Centri Estivi per i bimbi delle scuole primarie. Uno dei fiori all’occhiello del Comune nasconde però una trappola: la sedicente semplificazione. La procedura di iscrizione, a cui si accede solo dopo aver ricevuto un PIN dal sito del Comune, è in realtà una corsa ad ostacoli…digitale. Digital Divide allo stato puro: chi è dentro è dentro e chi è fuori. E’ il sito www.comune.milano.it infatti (senza eccezioni) l’unico modo di iscriversi. Con buona pace di più di 1/4 di bimbi nati da genitori non italiani presenti nei servizi di infanzia Comunali (dati 2015 fonte Assessore Cappelli) e di tanti italiani doc. incapaci o impossibilitati ad usare un PC. Non tutte le famiglie hanno PC e connessioni a casa, alcune non hanno nemmeno la casa, e non tutti capiscono l’italiano (figuriamoci il burocratese). Non fa niente. I filosofi dell’accoglienza e dell’integrazione del Comune di Milano, distratti da convegni (Dire, Fare Educare, di poche settimane fa) e dotte elucubrazioni, dimenticano la pratica: il sito è solo in italiano e non c’è né un numero né un ufficio (vero) a cui rivolgersi. Le risposte che danno gli operatori del servizio di informazioni …beh lasciamo perdere: senza l’ISEE nei tempi giusti sei fuori. Non importa a nessuno che molti CAF abbiano aperto solo i primi di aprile, e che diversi datori di lavoro (specie coop.e subappalti) abbiano consegnato il CUD ai propri dipendenti solo dopo pasqua. La procedura trasforma i servizi all’Infanzia del Comune di Milano in un coustomer center di una marca di trapani tedesca: decine di voci (anche gentili) ma nessuna soluzione al problema. Manca solo il trasferimento del call center 02.02.02 in Moldavia e il cerchio sarebbe perfetto. Requisito fondamentale per accedere ai posti senza pagare una cifra spropositata è l’ISEE (o DSU) il certificatore di redditi, proprietà e altri beni. Giustissimo direte voi. Certo, peccato che da quest’anno l’INPS di Mr. so tutto io Boeri ci mette dai 10 ai 15 giorni a rilasciarlo, vanificando gli sforzi di centinaia di famiglie milanesi, che dovranno sperare in nonni, oratori o altre soluzioni nel privato sociale per ‘sistemare’ i propri figli per l’estate senza pagare la quota massima prevista dal Comune di Milano per chi non presenta l’ISEE alla scadenza prevista. Nessuno sforamento dei termini è concesso, anche se il CAF tarda a trasmettere l’Isee, le solerti funzionarie dell’educazione avvertono via mail che non c’è nulla da fare. Un escamotage molto pulito quanto odioso per escludere centinaia di famiglie dai servizi pubblici che, per legge, dovrebbero essere aperti e accessibili a tutti i cittadini… C’è sempre il laboratorio natura del ‘Bosco in Città’ direte voi. O i ‘Laboratori di didattica musicale ‘ di cascina Cuccagna. Bastano solo 250 euro a settimana (pranzo al sacco però…) e il problema è risolto.

La scadenza per la presentazione del famigerato indicatore di reddito era domani, ma il Comune viste le lamentele arrivate sia dai genitori che dai comunali che stanno gestendo le iscrizioni (anche quelle a nidi e asili dell’anno 2016-2017) ha prorogato il termine sino a venerdì 15 aprile. Uno solo dei documenti da presentare ( e recuperare presso la propria banca) mostra in modo inequivocabile la complessità di tutta l’operazione: il valore della giacenza media annua del vostro conto corrente.

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Un dato che molti istituti di credito non sono preparati a trasmettere così velocemente ai correntisti. Così saranno migliaia i bimbi privati della possibilità di frequentare i Centri Estivi Comunali questa estate, nonostante queste cifre resteranno fuori da statistiche e dati ufficiali, veline date in pasto ai giornali e ai lavoratori. Un ultima annotazione: nelle strutture a luglio si schiatta. L’aria condizionata è un miraggio e mancano persino pale e ventilatori, anche nelle scuole recentemente ristrutturate (via Borsa), come hanno denunciato diverse educatrici durante l’ultima assemblea del settore. Se caldazza deve essere, chiediamo almeno i ventilatori per bimbi ed educatrici. Basta una mail assessore.cappelli@comune.milano.it. Senza ISEE non si entra, e va bene. Ma almeno un po’ d’aria volete assicurarla ai bimbi?