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Veloclub du mercredi

| venerdì 11 marzo 2011

5 marzo 2011, Siena. Segniamoci data e luogo, perchè con il consueto scatto-gioiello Pippo Gilbert è andato a prendersi la prima vittoria “di peso” della stagione, la Strade Bianche. Se corre come sa, e come può, questo uomo-rasoio ne raccoglierà diverse altre in tutta la stagione, a partire -speriamo- già dalla Sanremo della prossima settimana.
Segniamoci la data ma un luogo diverso, Sierra Espuña: Alberto Contador vince l’arrivo in salita della Vuelta a Murcia, come faceva Pantani qualche anno fa, ed ottiene la prima vittoria dell’anno. Forse non saranno tante a segurila, ma è già un risultato che conta. In un giorno, le due corse maggiori in programma in Europa vanno ai due Campioni del Ciclismo mondiale, il re delle classiche e quello dei grandi giri. Vendetta dolce quella di Albertino, perdipiù, che con il primo successo in maglia Saxo scaccia via i fantasmi dei vampiri dell’Uci, del clenbuterolo e dei grovigli di serpi nascoste in ogni angolo del mondo a due ruote. L’assoluzione di Contador, infatti, non era stata accolta come una vittoria del diritto dei corridori, ma come un’ingiustizia, un favoritismo, perchè il corridore anche solo sospettato deve essere emarginato, torturato, magari giustiziato. Fino alla disperazione. Fino a Pantani, a Vandenbroucke… a Riccò, verrebbe da concludere, dopo i fatti di questo lungo inverno. Tanto per andare a citare uno che di cazzate ne ha fatte tante, che anzichè del nuovo sangue avrebbe avuto bisogno di iniettarsi un supplemento di materia grigia, ma anche uno a cui le porte in faccia, cercate e trovate con frequenza disarmante, non hanno certo dato una mano. E il talento c’era.
E allora ben venga la vittoria giudiziaria del campione, con la tristezza nel pensare a tutti coloro che non potranno permettersela, e che ai vampiri dovranno sempre offrire il collo, per poi essere lapidati sulla pubblica piazza.
L’Italia è il paese dove si manifesta sventolando manette in piazza e chiedendo nuove forme di inquisizione, strano che il ciclismo dei giorni nostri non sia ancora più popolare da queste parti…