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Vamos #22M – Le Marce per la Dignità si Prendono Madrid

| domenica 23 marzo 2014

22m

Più di un milione di persone sabato si è preso Madrid. Convocate da tutta la Spagna, le marce per la dignità hanno fatto la loro imponente convergenza ieri nella capitale spagnola con centinaia di autobus e treni e anche a piedi. Tutti i sindacati di sinistra (CC.00. e CGT soprattutto) e tutte le reti indignate, in particolare quelle del fortissimo movimento PAH contro gli sfratti, hanno chiamato a manifestare il popolo di Spagna, Catalogna, Paesi Baschi e Galizia per le strade di Madrid, dove il 15 maggio 2011 ha preso l’avvio il più grande movimento di massa d’Europa contro l’austerità, la precarietà, la disoccupazione e i tagli alla spesa sociale e all’istruzione che hanno reso metà dei giovani spagnoli disoccupati e sei milioni di persone senza lavoro. Molto in vista i tricolori rosso-gialli-viola della repubblica spagnola sopraffatta dal franchismo dopo la guerra civile vinta contro socialisti, anarchici e comunisti. Nel nuovo contesto storico stanno a significare la volontà di rottura con l’attuale sistema politico, monarchico e antidemocratico che anima il movimento 15M, populista quanto di sinistra, che ha molto da insegnare ai movimenti italiani se non vogliono farsi schiacciare da destra reazionaria e grillismo.

Mentre il governo Rajoy si è spostato a destra salvando banchieri in corruttela con alti esponenti del PP, attaccando il diritto di abortire delle donne spagnole e passando leggi che limitano il diritto di manifestare, la società ha continuato ad andare a sinistra e si è mobilitato di nuovo ieri in nome delle dignità e dell’uguaglianza del popolo contro tagli e repressione. Se El Pais ha cercato di ridimensionare l’enormità della prova di forza di ieri (che speriamo dia il là a una primavera di grandi mobilitazioni in tutta Europa alla vigilia delle elezioni europarlamentari, una su tutte quella lanciata dalle reti Blockupy e Precarious United per il 15 maggio davanti alla Commissione e al Consiglio UE), parlando di 50.000 persone, media più propensi a tastare il polso dell’opinione pubblica non hanno potuto nascondere l’enormità di un corteo lungo due chilometri e mezzo (e le strade di Madrid sono davvero larghe).

Alla fine della manifestazione, al calare della sera migliaia di giovani si sono scontrati con la polizia, che dopo gli arresti e le cariche iniziali, si è vista costretta ad indietreggiare sotto la gragnola di sassi e bottiglie lanciati dai manifestanti inferociti.

E’ giunto il momento per la generazione NEET delle metropoli europee di chiedere conto alle élite nazionali e UE delle suicide politiche d’austerità che hanno ridotto la spesa per welfare e istruzione e allargato i cordoni della borsa inondando di liquidità le banche che hanno prodotto la crisi. Sconfiggere il neoliberismo e la disoccupazione che portato:
Se non ora quando? Se non adesso, mai!