MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Generazione (A)

Uruguay: Ganja in Farmacia a €0,75/g! (max 40g al mese, mica poco;)

| mercoledì 11 dicembre 2013

cannabis_bud

by Red Proof

Primo paese del globo terracqueo, l’Uruguay promulga una legge che legalizza la marijuana, approvata ieri sera dopo una lunga e dibattuta seduta del Senato di Montevideo, con 16 voti favorevoli e 12 contrari. A seguito del via libera del potere legislativo resta adesso la ratifica dell’esecutivo, affinché completato l’iter alla Camera, a partire da giugno-luglio prossimi, uno stato – e non i cartelli criminali – gestisca finalmente in prima persona l’intera filiera di produzione, distribuzione e vendita dell’erba. Votata dai senatori del Frente Amplio – per i quali essa rappresenta un punto d’equilibrio tra proibizionismo e legalizzazione, mentre secondo l’opposizione non si combatte il proibizionismo legalizzandolo – la legge prevede l’istituzione di un Istituto di regolamentazione della cannabis, preposto alla concessione delle licenze ai privati per la coltivazione da parte delle singole persone (non più di 6 piante a testa, coltivabili negli ambiti istituiti dalla legge); associazioni di consumatori (massimo 45 soci e 99 piante); plus altri produttori. Tutti potranno commercializzare la propria marijuana, acquistabile poi per un massimo di 40 grammi al mese a persone, alla cifra di 1 dollaro cada grammo (75 centesimi di euro!) attraverso una rete di farmacie autorizzate, con un introito finanziario stimato dal governo uruguayano intorno ai 25 milioni di euro annui. La legge contempla inoltre la creazione di un registro dei circa 300.000 consumatori delle predilette infiorescenze di cannabis essiccate (non dimenticate rigorosamente al buio e a testa in giù), garantendone la privacy, e vieta la vendita ai minori di 18 anni e agli stranieri.

“Non vogliamo diventare il paese del fumo libero, non è questo l’obiettivo. Si tratta di un esperimento alternativo al fallimento del proibizionismo, nel tentativo di strappare un mercato importante ai trafficanti di droga. Pensiamo di trattare questo vizio come si tratta una dipendenza, rendendo poco conveniente il traffico illegale. Invece di reprimerlo, combattiamo il fenomeno con le regole del mercato”, ha detto Pepe Mujica, presidente uruguayano promotore della legge, conscio tuttavia del fatto che il suo paese non è probabilmente ancora pronto per un’innovazione civile di tale portata, come rivelato dai sondaggi che danno più del 60% dei cittadini contrari alla riforma, perché preoccupati da un possibile aumento dei consumi e dalla possibilità che il paese possa divenire meta di un turismo di sballo.

Contemporaneamente alla prossima attuazione della legge, Pepe Mujica – un ex dirigente tupamaros che gira tranquillamente a piedi senza scorta e vive in modo frugale con meno di 1000 dollari al mese in una piccola casa rurale appena fuori Montevideo – ha avviato una campagna rivolta soprattutto ai giovani su come consumare l’erba, evitando per esempio di fumarla, e nuocere ai polmoni, per invitare a ingerirla con infusi e cibi: dolci, nei ripieni delle empanadas, nelle salse, dentro la maionese e nelle zuppe; ottima per macerare pesci e carni d’agnello o nandù asade.

Insomma, un pensiero riconoscente verso una legge di estrema intelligenza e civiltà, in grado di allontanare i giovani da un mercato dove oltre la marijuana possono facilmente reperire le vecchie droghe pesanti e le nuove droghe sintetiche, entrambe distruttive per la salute. Una legge che se approvata in Italia, paese leader in Europa secondo l’Onu World Drug Report 2012 per consumo di cannabis, priverebbe le mafie di circa 60 miliardi di euro l’anno di guadagni, garantendo un’entrata di circa 5,5 miliardi allo stato, ricavabili dalla vendita di cannabis, secondo uno studio del professor Marco Rossi dell’università La Sapienza. Ma soprattutto libererebbe le congestionate carceri italiane dalle migliaia di detenuti in condizioni disumane in virtù di una legge (la Fini-Giovanardi), retriva al punto da non distinguere tra droghe pesanti e droghe leggere, e così stolidamente iniqua e repressiva da mettere sullo stesso piano detenzione e spaccio. E sempre secondo lo studio, con la depenalizzazione, si risparmierebbe un miliardo di spese carcerarie.

(foto: en.wikipedia)