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Una poltrona che brucia: a sinistra si corre divisi

| giovedì 17 settembre 2015

20150915_112241E’ quella del Sindaco nella lussuosa Sala Giunta di Palazzo Marino. Tanto calda che nessuno sembra così ansioso di sedercisi sopra, vista la mole di problemi, di bilancio prima di tutto, che dovrà essere affrontata nel 2016. Tranne che per le autocandidature di Majorino e Fiano, che nemmeno dentro al PD raccolgono forti entusiasmi, il sindaco ideale è ancora un rebus. Destre, PD, sinistra e grillini condividono la stessa sorte, una volta tanto. Almeno fino al 31 ottobre, quando finiranno le code che affollano Expo e Re Mida 425mila euro lordi l’anno Giuseppe Sala potrà tornare in Comune (è stato direttore generale con la Moratti) forte di un risultato di immagine che inchieste, appalti truccati ed extracosti non sono riusciti a scalfire. La settimana appena trascorsa, ha fatto registrare due fatti importanti per la politica milanese, trascurati da quasi tutti i media impegnati a fare pubblicità al raduno di Casapound a Castano primo. Il primo è che lo schieramento che si opporrà all’attuale maggioranza, quindi al PD+pezzi di Sel+PDcivismo, è agguerrito, va dai camerati di Iannone a parte di Scelta Civica. Manca solo il nome del candidato, ma i programmi e soprattutto gli accordi politici ci sono già, come testimoniano la presenza di Gallera e dei senatori leghisti a Castano e di Feltri alla conferenza stampa della festa. Il secondo è che parte di Rifondazione (ma non Basilio Rizzo) e di Sel (ma non Quartieri e Gibillini) correranno da sole senza il PD, nemmeno al primo turno. Pensano addirittura di candidare Agnoletto, tanto per non farsi mancare nulla. In Comune aleggia ancora la presenza di Ada Lucia De Cesaris, i cui uomini dettano legge all’Edilizia e all’Urbanistica imponendo le ‘priorita’ dei faldoni. Le Destre invece sono unite su poche cose, ma tutte di sicura presa. Sicurezza in città prima di tutto, come gridavano almeno un migliaio di abitanti del quartiere Adriano, a Crescenzago, sabato pomeriggio e quelli di Villapizzone martedì sera in un’infuocata assemblea dove l’assessore Granelli ha subito la rabbia dei cittadini. Pulizia e stop ai bivacchi in strada, pensano anche i più liberal abitanti tra viale Vittorio Veneto e viale Tunisia, nel 2011 zona a maggioranza arancione. I cedimenti del centrosinistra milanese sono a macchia di leopardo, e coinvolgono molti residenti. Da non trascurare il ruolo di diversi comitati civici delusi: nel 2011 erano schierati tutti pro-Pisapia. Difficile che a sto giro temi come l’immigrazione e l’antifascismo, che saranno martellanti da qui al maggio 2016, riusciranno a ricomporre tutto il centrosinistra. Sull’asse Padova-Palmanova, per esempio, a Villapizzone e Bruzzano, a Ponte Nuovo, scricchiolano i consensi, smottamenti si hanno anche al Trenno, Qt8 così come in Bovisa. Resistono l’Isola, il centro (tranne le vie intorno al Castello), Brera, Gallaratese, Figino, Corvetto, San Siro, Baggio, Città studi, Muggiano, piazzale Abbiategrasso ma non c’è bisogno dei sondaggi di Pagnoncelli per capire che resuscitare l’entusiasmo del 2010-2011 sarà impresa difficile. Anche perché: ‘Ormai, molti di noi, pensano che non possiamo più andare dietro al PD’, ci spiega una fonte interna a Rifo che preferisce mantenere l’anonimato. ‘Rizzo non vuole che ci dividiamo e anche mezza Sel che a Roma è all’opposizione qua a Milano è decisa di fare ancora un accordo col PD. Ma come si fa, dico io, a mettersi ancora insieme a loro dopo quel che hanno combinato in questi 5 anni, specie in Zona 7? Rifondazione non parteciperà nemmeno alle primarie, e anche Basilio (Rizzo, nda) non sa se si ricandiderà. ‘Se le facciano da soli le primarie i ‘compagni’ del PD, se si possono ancora definire tali. In alcune zone ormai, andiamo ognuno per conto suo’. Lunedì sera al Cam di Corso Garibaldi, Fiano ha incontrato gli amministratori del PD delle zone. Tanta gente, molte richieste ma una sensazione che serpeggiava tra tutti. Qui c’è l’onorevole Fiano. Va bene ed è giusto raccontare i problemi del territorio. Ma chi sarà davvero il ‘nostro’ candidato sindaco?