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Generazione (A)

Un “cattivo maestro”

| giovedì 31 gennaio 2013

E’ morto Antonio Caronia. Stamattina.
Stava male da tempo, e in queste situazioni te lo aspetti da un giorno all’altro. Ma non è che lo shock è diverso.

Caronia lo incrociai quando ero ancora un teenager appassionato di fantascienza, mi piacevano le sue riflessioni spietate sul cyberpunk, sulla filosofia del cyborg e la cosiddetta “morte della fantascienza” (in cui credeva fortemente). Una volta al mese, negli scantinati della libreria Utopia si tenevano delle conferenze su Dick: Caronia era sempre quello che tesseva il filo della discussione, che fosse il relatore o che fosse nel pubblico, quasi un “disturbatore”.

Antonio Caronia era uno degli ultimi esemplari di una specie in via d’estizione, quella dei “cattivi maestri”. Una specie di cui se ne sentirà bisogno sempre di più, soprattutto in tempi cupi come questi, perchè sono gli unici maestri da cui si impara davvero qualcosa: “Il conflitto è una delle poche cose che servono davvero a scuola” diceva in un’intervista di pochi anni fa.

Negli anni seguenti a quelle conferenze in cantina, lo ho ri-incrociato nei contesti più diversi, nelle mailing list parlando di Critical Mass, sull’Onda dei movimenti studenteschi contro la distruzione delle università, agli HackMeeting, in improbabili seminari fumosi o durante lezioni in piazza… lo vidi esibirsi su un palco, in Conchetta, in un assurdo reading in cui parlava di simulacri su un tappeto di oscura ambient-noise… e lo incontrai spostando le scatole dei suoi libri, una preziosa collezione della profonda storia della fantascienza che decise di donare all’archivio della Cascina Torchiera perchè restasse accessibile a tutti…

Quella fantascienza che da tempo dava per morta. Oggi Antonio l’ha raggiunta. Chissà in quale dimensione.