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Un Anno fa la 'Ndrangheta Bruciava il Palazzetto di via Iseo

| lunedì 8 ottobre 2012

Lo scheletro abbrustolito del palazzetto di via Iseo è ancora lì, così come lo hanno lasciato le fiamme un anno fa.
Non è un bel segno, e quando si parla di mafia i segni, i simboli, sono importanti. Per un anno è stato una sorta di monumento all’impunità mafiosa, ora l’amministrazione annuncia che entro fine ottobre partiranno i primi lavori di restauro della parte anteriore (quella che si affaccia ad Affori), dal 2013 quelli sulla parte direttamente danneggiata dall’attentato (quella verso via Fermi). L’assessore allo sport Bisconti questa mattina a Radio Popolare ha spiegato che “abbiamo voluto aspettare un anno prima di far partire i lavori per incassare i soldi dell’assicurazione e fare tutte le perizie del caso”. La Bisconti ha anche detto che è sua intenzione “istituire un codice etico antimafia per tutti i concessionari sportivi che hanno rapporti con l’amministrazione comunale”. La ristrutturazione del centro era anche una delle nostre tre proposte lanciate nel caldo agostano sul fronte antimafia/incendi, qui.

LA STORIA DEL CENTRO DI VIA ISEO
Nel 2008 il centro Iseo viene ceduto dalla partecipata del comune MilanoSport alla società privata Milano Sportiva A.s.d. Secondo l’operazione dell’antimafia milanese del marzo 2011 “Redux-Caposaldo” si può dire con “assoluta certezza che il centro sia gestito dai Flachi, che esercitano tutti i poteri tipici del dominus: decidono sul personale, risolvono le controversie, gestiscono i servizi e incassano i guadagni. E il Comune, senza consapevolezza, in quanto proprietario del centro, finanziava il gruppo Flachi sostenendone le iniziative economiche». Il presidente di Milano Sportiva, Massimiliano Buonocore, figlio di uno dei fondatori del Pdl, Luciano, pur non essendo indagato, secondo il gip “garantiva alla consorteria criminale la partecipazione coperta alla vita politica della città”. Sempre a marzo 2011 il Prefetto di Milano Lombardi sequestra la struttura che a giugno torna nelle mani del Comune, che nel frattempo ha cambiato giunta. L’8 ottobre qualcuno da’ fuoco al palazzetto.