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Tsunami! Tsunami!

| martedì 6 marzo 2012

Dodici mesi fa, l’11 marzo del 2011, un terremoto di magnitudo 9 colpiva il Giappone, innestando uno tsunami che avrebbe raso al suolo buona parte della sua costa settentrionale in una tragedia che cambierà per sempre la storia del paese. Un anno più tardi potremmo dire che è uno tsunami sonoro quello che travolgerà le orecchie dei milanesi nelle prossime settimane, ma è bello osservare come ad aprirlo ed accompagnarlo ci sia proprio una gemma splendente del panorama musicale nipponico, che si carica tutta la sua secolare tradizione sulle spalle e va a sbatterla in faccia al mondo intero. Simbolo di una storia lunga e tenace che nemmeno la forza della Terra riesce ad arrestare.

Kodò è l’ensemble percussionistico per eccellenza nel panorama nipponico, e arriva proprio a Milano a festeggiare il suo trentennale con due concerti al Teatro Dal Verme, martedì 6 e mercoledì 7. Niente a che vedere con il terribile suono dei bonghisti padani, qui la percussione è sinonimo di eleganza e di forza bruta. 30 anni di mazzate, insomma.
Proprio nelle stesse sere un altro maestro del ritmo alloggia da queste parti, si tratta di Han Bennink, settantenne genio dell’impro batteristica olandese, che per tre giorni (dal 5 al 7) è ospite della città di Bollate con una rosario di appuntamenti.

Mercoledì si riaccende l’acusmonium del Centro San Fedele per una sonorizzazione live del “Letze Mann” di Murnau ad opera di F. Gardella, dalle parti del minimalismo su quelle stesse coordinate su cui cresce il progetto Der Mauer, in cui l’onnipresente polistrumentista Enrico Gabrielli rilegge l’opera di Steve Reich e dei suoi allieve. Tutt’altri toni saranno quelli del Blue Note, in una settimana di iper-attività che si apre con il virtuoso del sax Chris Potter.

Ci si avvicina ad un fine settimana impegnativo, e già la serata di giovedì 8 non scherza un cazzo. Al Conservatorio si apre la due giorni degli Elio & le Storie Tese che portano nella loro città il nuovo “Enlarge your penis tour”, mentre l’Alcatraz rimbomberà tra le note degli Wilco, una delle ultimissime band ancora in grado di infondere energia al rock più classico, quello coi chitarroni e con le ballad, quello che fa saltare e cantare, e di cui si avverte il bisogno ogni dì. Vi sono alternative più o meno low-cost, comunque, e altrettanto valide: come l’appuntamento mensile con la rassegna Full Moon Saloon, a O’, che questa volta propone la bizzarra idea di un concerto via skype. Un’idea che puzzerebbe di bruciato forte, se non fosse che a premere i tastini del suo pc ci sarà Carlos Giffoni. Ma se proprio non resistete all’istinto omicida, allora l’appuntamento è al Magnolia, dove si celebra l’ennesima venuta degli Atari Teenage Riot. Un concerto che è come un brain-storming di Al-Qaeda, prendetevi le dovute protezioni.

Si era detto tsunami e tsunami sarà, venerdì 9, c’è da annegare. Del bis di Elio si è detto sopra, andiamo oltre che è tanta roba: al Lo-Fi arriva Wino, uno che ha suonato con il meglio del black metal e dell’hard rock degli ultimi decenni, e che oggi si dedica a violentare il blues, con ottimi risultati. In un luogo segreto del nord di Milano il Jooklo Duo incrocia il suo bordello con il chitarrista Billa Nace, mentre alla Ciclofficina Unza! di Niguarda tocca al Trio Banana e ai For Food, tutti giovani adepti della lezione di vita dei Sonic Youth. Si prosegue in Brianza, a partire da Monza, con l’ammucchiata di riot grlz al Boccaccio (?Alos, Agatha, Malaise e Restless Yellow Flowers), o dal Blob di Arcore che diventa tempio voodoo con l’assalto percussivo dei Mombu. E poi ancora più in là, al Bloom di Mezzago che si fa propaggine della città verso il nord, verso i monti da cui scende il Verso del Cinghiale, tenace label della provincia lombarda che si festeggia con una serata che mette in vetrina le sue uscite migliori (The Great Saunites, Thee Jones Bones, Black Banana, Canide e Labrador). Chiedere un consiglio per questa serata è impossibile.
E’ più facile per il sabato sera, molto più rilassato: andate al Tnt Club a sentire Linea Aspera e Cyndies, atmosfere scure e sintetiche dopo tanta abbondanza. (C’è pure Ron Carter al Blue Note, che si sappia).

Domenica 11 la prima ondata di questo tsunami si ritira, lascia sulla strada l’Aperitivo in Concerto del Teatro Manzoni (con Bill Laswell) e torna a caricarsi nel profondo dell’oceano. Avrà bisogno di poco, dopo aver raccolto cotanta energia, e infatti sarà una nuova ondata, la settimana successiva.