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True Detective: Mappare la Topografia dell’Orrore Saccheggiando la Letteratura di Genere

by Duka | martedì 11 ottobre 2016

True Detective serie antologica – che ha debuttato il 12 gennaio 2014 sul canale via cavo HBO – creata e interamente scritta da Nic Pizzolato. Autore, dalla penna sopraffina, capace di saccheggiare – per sua stessa ammissione – la migliore letteratura di genere. Per copiare “bene” bisogna sapere scrivere. Nella prima e osannata stagione – un capolavoro – l’autore sovrappone il crime al horror. Pizzolato non ha attinto – ormai scontata soluzione – al maestro del genere Stephen King. Tracciare oggi la toponomastica del male significa stracciare la piantina – disegnata in Shining – del Overlook Hotel. Si è guardato intorno. Ha cercato il meglio della letteratura, americana contemporanea, odierna. Incappando in un autore di culto – da depredare – Thomas Ligotti. Grande scrittore erede di Howard Phillips Lovecraft e Edgard Allan Poe – poco conosciuto in Italia – di cui consiglio assolutamente la lettura di Teatro Grottesco (Il Saggiatore). Ligotti evoca un orrore informe i cui personaggi si muovono in realtà sotterranee fatte di scantinati umidi, fabbriche abbandonate e paludi in cui dimorano culti antichi e terribili. La trama della prima stagione, ambientata in Louisiana, segue le vite degli sbirri Rust Cohle e Marty Hart lungo una caccia, durata diciassette anni, a un serial killer. I due investigatori – la migliore coppia di guardie mai vista sul piccolo e grande schermo – sono magistralmente interpretati da Mattthew McConaughey (premio oscar – miglior attore – per Dallas Buyers Club) e Woody Harrelson (Natural Born Killer, Larry Flynt).