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Smogville

Trotto & Galoppo: Snaitech coinvolta nei Paradise Paper

Stefano Mansi | mercoledì 15 novembre 2017

L’operazione Trotto, uno dei grandi ‘ambiti di trasformazione urbanistica’ del PGT Pisapia-De Cesaris, si tinge di giallo. E’ della scorsa settimana la pubblicazione da parte della redazione di Report dei nomi di centinaia di società riconducibili a soggetti italiani che spostano i loro capitali nei paradisi fiscali più sicuri, le Isole Cayman. Tra i tanti nomi evidenziati spicca la Snaitech, società di scommesse on line che ha in mano la gestione dell’immensa area del Quartiere Ippico di Milano, un unicum paesaggistico per Milano che sta per essere dilaniato dalle feroci mandibole di immobiliari senza scrupoli e dei loro appoggi dentro Palazzo Marino. MilanoX ha già trattato l’argomento in passato, ma la notizia dell’apposizione di un ‘vincolo’, diffusa ad hoc dal Corsera ( che non specifica di quale parte del Codice dei Beni Culturali l. 42/2004, nda), non fa altro che spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sul reale destino delle aree, tra cui vanno ricordate le scuderie De Montel, area di proprietà del Comune di Milano incredibilmente deturpata dalla recente costruzione di un hotel che si affaccia sul piazzale della Curva Nord del Giuseppe Meazza. Il vincolo posto dalla Soprintendente Ranaldi, ex pari ruolo in quel di Ravenna, nominata dal Ministro del PD Franceschini, i cui uffici si trovano presso il Palazzo Litta Modigliani di Corso Magenta, non è ancora stato pubblicato o diffuso, né tantomeno le planimetrie delle quali si compone sono state oggetto di una presentazione pubblica, alla faccia della tanto decantata partecipazione promossa dalle Giunte Pisapia-Sala. Un accesso agli atti indirizzato all’Assessore Pierfrancesco Maran e al Direttore dell’Urbanistica Franco Zinna lo scorso marzo da un rappresentante del Comitato Trotto Bene Comune è rimasto senza alcuna risposta, deludendo le richieste di chiarezza che tutti i cittadini della zona interessata chiedono a gran voce.

Che ne sarà delle stalle di primo Novecento di via Capecelatro? Che fine faranno gli oltre 400 alberi di alto fusto, veri e propri monumenti naturali compresi tra l’impianto del Trotto e gli edifici di via Rospigliosi? Da due settimane, intanto, fervono i lavori nell’area abbandonata delle ex stalle, un triangolo posto all’uscita della nuova metropolitana lilla MM4 Ippodromo. I negozianti riferiscono di aver visto due camioncini con circa 8 operai intenti a non meglio precisati lavori, anche se diverse finestre murate e una numerosa serie di aperture chiuse con grate metalliche, sono segnali ambivalenti. Se l’area deve essere trasformata in qualcosa di completamente diverso, come una sciagurata determina dirigenziale del 2014 che elimina la destinazione d’uso sportiva dell’area prevede, a che servono i lavori in corso. Ad aumentare la preoccupazione dei residenti, ma l’importanza paesaggistica dell’area dovrebbe risvegliare la sopita sensibilità culturale cittadina, è la mancanza di un qualsiasi riferimento all’interno del Piano di Governo del Territorio che tratta le stupende palazzine in stile inglese disegnate nel 1927 dal Vietti alla stregua di un qualsiasi impianto industriale da dismettere. Dietro via Bisanzio, a due passi dal Galoppo, non è raro incontrare specie animali rare a Milano, quali i ricci o i fagiani, eppure i professoroni dell’Urbanistica, gli archistar di boschi veryicali e skyline da urlo, hanno inserito l’enorme area non ancora cementificata tra quelle con una ‘sensibilità paesaggistica Bassa’. Basta osservare le foto a corredo dell’articolo per rendersi conto che la vicenda ha un insopportabile puzza. Un olezzo che si estende da Expo con la variante degli ex Boschi di Cascina Merlata, destinati ad essere ricoperti da 400.000 mq di un centro commerciale della Coop, sino a Piazza d’Armi (ex campo di esercitazione militare, area demaniale ceduta dallo Stato a Invimit spa per fare cassa) dove l’ex commissario di Governo Giuseppe Sala ha deciso di costruire il centro di allenamento giovanile dell’Internazionale, sottraendo una immensa area verde a Smogville, il nomignolo affibiato da molti utenti di Facebook alla nostra città, visti i dati shock delle centraline dell’ARPA del mese di Ottobre. Intanto, tra un articolo della Gazzetta e uno del Corsera, i cittadini si danno appuntamento il prossimo 30 novembre alla biblioteca di via Pistoia a Baggio. Riusciranno a fermare l’ennesima colata di bitume?