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Torino-Milano: ArancioTav

redazione MilanoX | lunedì 12 novembre 2018

Da Kiev a Milano fino a Torino, il camuffo corre veloce. Non stiamo parlando del corridoio 5 del TAV che doveva congiungere Lisbona alla capitale ucraina ma del percorso delle ‘rivoluzioni arancio’, il colore divenuto il simbolo dell’arte più moderna del trasformismo della politica, non solo italiana. Un abbaglio che, nonostante la triste parabola della ‘Rivoluzione Arancio’ a Milano con 54 sgomberi certificati dal 2011 ad oggi, senza parlare delle ruspe delle Expo vie d’acqua al Parco di Trenno, dei precari del Comune di Milano, dei muri dei giusti al Monte Stella e i 70 ettari di piazza d’armi e quartiere ippico a rischio bitume, funziona ancora. Ma si è spostata decisamente alla peggior sinistra liberista, coniugando mutui bancari a diritti civili, grandi opere e precariato libero, liberalizzazioni spinte a totale sudditanza alle leggi del mercato con l’appoggio, anche economico, di fondi immobiliari esteri e banche di investimento.

Ci pensa MilanoX a rinfrescare la memoria a chi dimentica ( e a chi fa finta di nulla), grazie a ben due nostri corrispondenti convenuti in quel di Torino, che fiutando l’operazione hanno visto coi propri occhi i camuffati da cartelli ‘l’Italia che dice Si’, in un minestrone che univa attempate borghesi con filippina fissa a imprenditori, sindacalisti ed ex candidati di centrosinistra, consiglieri e ‘giovani democratici’ con molti commercianti e professionisti torinesi, quasi tutti con immancabile sciarpa/spilletta arancione. Della serie ci siamo cascati una volta con Pisapia, vediamo di non ripetere l’errore. Le avvisaglie erano state subito notate da alcuni osservatori (vero Camilla Mian?) già da alcune settimane, guarda caso dopo il via libero dato dall’ultima Leopolda: ‘resistenza civile’. Il successo dei SiTav, ampliato oltre ogni misura da opinionisti, media e StamCorseRepubblica, con 20.000 persone in piazza Castello, è stato definito manifestazione ‘spontanea’ da tutti i più autorevoli giornalisti italiani.

In realtà, la manifestazione ‘apartitica’  è solo l’ultima di una serie, e la ‘sedicente’ spontaneità dell’appuntamento è una vera e propria fake news prodotta ad arte. Infatti il 27 ottobre a Roma si era svolta la manifestazione #Romadicebasta definita ‘spontanea’ e ‘apartitica’ ma che aveva avuto una enorme eco su giornali e TV. I profili e la storia delle organizzatrici però, avevano presto svelato il bluff. Associazioni amiche, onlus collettori di voto alla prima occasione utile, soggetti privati percettori di spazi, progetti, assunzioni, regalie, contributi, convenzioni: la società civile arancione. L’appuntamento di Torino, descritto da giornaloni e Tv come ‘autorganizzata’ da 6 fantastiche professioniste con sciarpa arancione di cachemire d’ordinanza, è stata il culmine di queste iniziative che stanno coinvolgendo molti, una sorta di ‘spungnette 2.0’ tanto spontanee da usare gli stessi cartelli sfoggiati dal gruppo PD in consiglio comunale (in foto). Un ‘sistema’ che noi a Milano conosciamo molto bene, specie chi ha avuto a che fare con i ComitatiXPisapia, i laboratori e i tavoli succedutisi nel biennio 2010-2011 culminati con la vittoria ‘arancione’ del 2011 e chi segue i social media.

Un sistema di sicuro rodato, di certo intelligente, basato sul camuffamento di politici di professione e loghi di partito, che consci dei sentimenti ormai diffusi in tutta la vera società civile, si nascondono dietro una artificiale ‘società civile’ costruita alla bisogna, per poi raccoglierne i frutti. Un’operazione riuscita alla perfezione a Milano nel 2011 con il partito di riferimento, il Partito Democratico, capace di raccogliere un numero di consiglieri mai ottenuto prima con l’en plein in tutte le 9 zone di decentramento e la maggioranza assoluta a Palazzo Marino. Di più. Capace di fagocitare tutti i ‘sedicenti’ rappresentanti della ‘società civile’ della lista MilanoCivicaxPisapia, unica lista elettorale vera della ‘Rivoluzione Arancione’ fondata tra gli altri dall’ex socialista Franco D’Alfonso che era a Torino insieme a tanti altri arancioni milanesi ieri.  L’attuale vicesindaco Anna Scavuzzo, infatti, eletta anche coi voti dei tantissimi milanesi che avevano creduto nella ‘Rivoluzione Arancione’ era passata dopo pochi mesi al P.D. e oggi, annoverata tra i renziani di ferro in Comune, è Vicesindaco del Comune di Milano. Insomma una operazione di potere che non ha nulla a che vedere con la democrazia e la partecipazione, così come i tanti episodi milanesi, questi taciuti scientificamente dai media dimostrano. Non c’è bisogno di citarli tutti, di elencare il penoso trattamento riservato dai media ‘ufficiali’ ai movimenti di protesta spontanei per davvero. Basti citare, per rimanere a Milano, il movimento di cittadini e studenti contro la megaoperazione immobiliare di Città Studi che è lì a dimostrare che una cosa sono le mele vere, succose, naturali e non trattate con prodotti chimici e un’altra i prodotti artificiali, striminziti e senza sapore, delle serre. La Democrazia e la partecipazione, quelle vere, non nascono in cattività.