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Telecontrollo: da Expo a tutta Milano

by Redazione MilanoX | giovedì 13 ottobre 2016

Vi ricordate il centro di via Drago? La palazzina dedicata al coordinamento della sicurezza durante l’esposizione. Dietro viale Espinasse, a due passi dall’ex teatro occupato dove Dario Fo e Franca Rame tenevano i corsi di teatro per proletari alla fine degli anni Settanta. Li a due passi da Largo Boccioni e dalla Quarto più popolare parte la nuova stagione di repressione e videocontrollo. Il centro diventerà l’occhio del Comune sulle periferie milanesi. Una nuova ondata di telecamere è in procinto di invadere la città: l’incubo securitario non fa differenze di sponda. Oggi tocca a Sola e al PD gestire gli appalti per le decine di nuove telecamere da installare tra Lorenteggio e il Giambellino, dal Corvetto a Quinto Romano passando da Bruzzano per finire alle case rosse in fondo a Viale Zara. La centrale verrà ampliata e dotata di personale proprio. Il primo quartiere a finire sotto la lente di ingrandimento delle telecamere è il quadrilatero di San Siro, il quartiere popolare Baracca, il più grande di Milano coi suoi 20 mila residenti (ufficiali). Attenzionare fa più fico che reprimere ma tant’è. Tutto ciò che viene prima degli sgomberi diventa un lavoro. Sembra l’incubo cinematografico de ‘Le vite degli altri’, ma tra via Micene e la DDR si fa fatica a scegliere il ‘menopeggio’. Per essere cattivi vorremmo dire ben vi sta che l’avete votato, ma non siamo così stronzi.