MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Svendita Piazza d’Armi: presidio per il verde

by Stefo Mansi | venerdì 12 gennaio 2018

Crescono le aspettative e le adesioni per la prima manifestazione di piazza del mandato Sala contro le scelte urbanistica del Comune di Milano. Lungo viale Forze Armate angolo della Rovere (MM Inganni) domenica 28 gennaio a partire dalle 15, infatti, si troveranno tutti i comitati (Trotto Bene Comune) le associazioni (Le Giardiniere, Dimensioni Diverse) i collettivi (Off Topic) e i singoli cittadini che contestano le scelte urbanistiche della Giunta di centrosinistra in uno dei luoghi simbolo di una Milano sconosciuta quanto preziosa: Piazza d’Armi. 35 ettari di boschi, orti, sentieri e prati miracolosamente sopravvissuti al bitume dietro via Novara, nella periferia Ovest di Milano. Terreni del demanio militare, sedi del primo aerodromo di Milano nel lontano 1927, che lo stato sta cercando di vendere per far cassa, tramite la società Invimit, grazie al ruolo di facilitatori agli investimenti del duo Sala-De Cesaris (ex assessora all’Urbanistica e fautrice del Piano di Governo del Territorio in vigore).

Piazza d’Armi, dietro l’Ospedale San Carlo Borromeo

Non serve essere dei geografi (cartografie allegate) per capire che l’enorme spazio verde sia un polmone d’ossigeno ormai irrinunciabile per la Milano odierna che soffoca con i suoi più di 200 giorni annui di sforamento dei limiti di PM10 nel biennio 2016-2017. I progetti che vorrebbero sventrare i prati dietro la Caserma Voloire di piazza Perrucchetti, anch’essa in odore di chiusura, parlano di una serie di grattacieli da costruire sul perimetro esterno dell’area, o in alternativa della vendita di tutti i prati all’Inter di Suning che trasferirebbe tutte le attività del settore giovanile oggi divise tra Interello (campo della Lombardini a Niguarda) e Appiano Gentile alla Pinetina con una serie di campi in erba e sintetico, un ostello per gli atleti, e una serie di attività che poco avrebbero a che vedere con i valori naturalistici del luogo. L’area inoltre, ha il non disprezzabile ruolo di bloccare il traffico trasversale e convogliarlo sulle due direttrici Novara-Forze Armate verso l’esterno, un pregio particolarmente apprezzato dai cittadini di questi quartieri, tra i meno trafficati dell’intera area metropolitana milanese.

In realtà l’area, divenuta nel corso degli anni una delle più ricche di biodiversità di Milano, è caratterizzata dalla presenza di diversi alveari di api, decine di ricci e diverse coppie di fagiani tra arbusti, prati e decine di alberi di alto fusto. Contigua a piazza d’Armi vi sono gli spazi dell’Ospedale San Carlo Borromeo, di cui si vocifera da tempo la dismissione per mano della Regione Lombardia, e il primo intervento di Housing Sociale del Comune di Milano in via Cenni. Là dove era presente sino al 2014 l’ultima cascina con stalla attiva più vicina al centro di Milano, di proprietà del Comune di Milano, Cascina Torrette di Trenno in via Cenni (foto allegata). Nei due ettari utilizzati per la fienagione e l’alimentazione di una mezza dozzina di mucche sino a tre anni orsono, oggi trovano spazio diversi edifici, affacciati sugli orti coltivati dietro via Fleming, utilizzati da centinaia di cittadini della zona sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. La cascina ristrutturata, è stata conferita in concessione a Mare Culturale Urbano, un’associazione che ne cura le attività.

Piazza d’Armi, sullo sfondo i palazzi su viale delle Forze Armate

Piazza d’Armi si trova così ad essere un tassello fondamentale di uno degli ultimi corridoi verdi di Milano che fino a pochi anni fa partiva dal Cimitero Maggiore, area tombata dal cemento armato a partire dal 2014 con i 900.000mq della piastra di Expo, che proseguiva nel Lago dei Tigli (interrato nel 2013) di via Triboniano per poi proseguire verso il Gallaratese e cascina Merlata (gli ex ‘Boschi della Merlata’), sede di uno dei più grandi interventi edilizia degli ultimi decenni. Una cintura verde che comprende oggi Il Bosco in Città, i campi intorno a via Figino (foto) anch’essi edificati dal Comune di Milano con il secondo intervento di Housing Sociale della città, il quartiere Ippico (Trotto e Galoppo, anch’esso a rischio cemento) il Parco Trenno, il Parco Pertini, il Parco delle Cave fino a Bisceglie.

Via Cenni, i palazzi dell’Housing Sociale sugli ex campi di fieno della Cascina Torrette di Trenno

La privatizzazione e la destinazione ad altri usi che non siano il verde pubblico di Piazza d’Armi interromperebbe la lunga linea verde del ‘Far West’ milanese, mettendo a rischio il delicato equilibrio naturalistico che lega insieme tutte queste aree, una enorme ricchezza naturalistica e paesaggistica disconosciuta dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici (l’area è priva di vincolo) di proprietà dei cittadini milanesi, sconosciuta ai più, che i promotori del presidio del 28 vogliono porre come primo obiettivo della mobilitazione. C’è di più. Incredibilmente, così come per le stalle e la ex pista del Trotto, i prati di via Bisanzio ed altre aree del Quartiere Ippico tra le zona 7 e 8, piazza d’Armi è stata inserita nel Piano di Governo del Territorio negli ambiti ATU (Ambiti di Trasformazione Urbana) quelli a più alto indice di trasformazione, leggasi asfalto&cemento, privi di indici di sensibilità paesaggistica. Nella pratica, tali aree verdi dalla forte valenza paesaggistica vengono trattati come fossero impianti industriali da riconvertire, un assurdità contestata anche da soggetti istituzionali, quali Touring Club, Italia Nostra e Fai.

Il grattacielo di Figino, discutibile opera inclusa nell’intervento di Housing Sociale, fotografato da via Novara

Così mentre il Sindaco Sala è alle prese con la grana San Siro, un impianto dai costi d’affitto enormi per le due società calcistiche cino-milanesi che lo utilizzano, gli abitanti di Baggio, San Siro, Quinto Romano, Quarto Cagnino, via Novara, lanciano un appello alla città, alle tante realtà ambientaliste, agli ecologisti, ai vegan, animalisti, G.a.s., ciclisti, gruppi informali che spesso faticano a rendersi visibili ed imporre la propria agenda delle priorità, come invece succede in altre nazioni europee (Germania in primis). La lotta ai cambiamenti climatici, per la qualità dell’aria e la conservazione del paesaggio, spiegano i promotori, non è mai stata così vicina a Milano-Smogville. Da Duomo a Inganni, sono 15 minuti di metropolitana. Le forze ecologiste presenti nella maggioranza (Sinistra X Milano) vorranno sostenere queste rivendicazioni o, come successo per le vie d’Acqua di Expo, seguiranno la linea imposta dal Sindaco? La città saprà rispondere a una sfida così importante e strategica per il suo futuro?

Il calcestruzzo avanza a pochi metri dai 35 ettari a verde di piazza d’Armi