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Leftism

Strike Meeting a Roma: #scioperosociale #commonwelfare

| venerdì 12 settembre 2014

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Movimenti sociali vs austerità. Tre giorni dedicati all’autunno dei precari e delle precarie. Si parla di sindacalismo sociale, di base e conflittuale. E di coalizioni contro la precarietà. Appuntamento a metà ottobre con i movimenti della casa e al 14 novembre con gli studenti

di Roberto Ciccarelli, dal manifesto

È tempo per uno scio­pero sociale. I movi­menti sociali tor­nano a riu­nirsi a Roma: all’università la Sapienza, sabato alle Offi­cine Oz e nel cen­tro sociale Strike, dome­nica mat­tina a Acro­bax per lo «Strike mee­ting» (www​.auti​stici​.org/​s​t​r​i​k​e​m​e​e​t​ing).

L’incontro è stato pre­ce­duto da una cam­pa­gna sui social net­work par­ti­co­lar­mente sug­ge­stiva: gio­vani silhouette in nero e ano­nime che allu­dono ad alcune delle pro­fes­sioni più pre­ca­rie del momento: c’è un’infermiera, un’addetta ai call cen­ter, un lavo­ra­tore dell’edilizia. C’è una stu­den­tessa, oppure una cogni­ta­ria con il pc e il mouse. Ogni imma­gine è accom­pa­gna da uno slo­gan con rela­tivo hash­tag da lan­ciare su twit­ter: #sto­p­job­sact, #red­di­to­per­tutti, #sala­rio­mi­nimo, #com­mo­n­wel­fare. Sono i con­cetti che accom­pa­gnano il lavoro teo­rico dei movi­menti sociali ita­liani, e non solo, ma in più c’è la dichia­rata inten­zione di dare bat­ta­glia in autunno con­tro la legge delega sul lavoro in discus­sione in Parlamento.

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Si tratta della seconda parte della legge Poletti che pre­vede, tra l’altro, l’istituzione di un con­tratto «a tutele cre­scenti» che con­tra­sta con la riforma del con­tratto a ter­mine sta­bi­lita dalla riforma appena appro­vata. La mag­gio­ranza deci­derà se appro­vare la norma liber­ti­cida che libe­ra­lizza i licen­zia­menti in cam­bio di un inden­nizzo (è l’orientamento della destra libe­ri­sta), oppure sospen­dere le tutele per i pre­cari «solo» per 36 mesi (è il neo-liberismo com­pas­sio­ne­vole del Pd). Ma non di solo lavoro si par­lerà in que­sta «tre giorni». C’è il «piano Lupi» sulla casa che ha dichia­rato guerra ai poveri che occu­pano in man­canza di un tetto. «Un prov­ve­di­mento che san­ci­sce la fine della poli­tica di inter­vento pub­blico con­tro l’emergenza abi­ta­tiva» si legge nella «call» dell’incontro.

L’idea è lan­ciare uno «scio­pero pre­ca­rio» nelle città, dove gli spazi ven­gono sgom­be­rati e la nor­ma­liz­za­zione can­cella le pra­ti­che e la memo­ria, e uno scio­pero in rete «NetStrike» indi­riz­zato a «mezzo milione di pro­le­tari digi­tali che lavo­rano come web design o web edi­tor, pro­gram­ma­tori, nel mon­tag­gio audio e video». Si vuole pro­muo­vere uno «scio­pero gene­rale del sin­da­ca­li­smo di base e con­flit­tuale» per unire il lavoro dipen­dente (oggetto di un attacco senza pre­ce­denti sul sala­rio e sul suo valore — si pensi alla mac­china infer­nale della «meri­to­cra­zia» che Renzi-Giannini vogliono appli­care agli sti­pendi degli inse­gnanti) al lavoro auto­nomo e precario.

L’ottica è quella della «coa­li­zione» per inver­tire la ten­denza ultra-trentennale della fram­men­ta­zione. Il metodo è quello del «sin­da­ca­li­smo sociale o metro­po­li­tano». Visto che i pre­cari non vivono solo in fab­brica, o negli uffici, nei work­shop si pro­verà a riflet­tere sulle pra­ti­che che per­met­tono agli «sciami intel­li­genti» di fare rete. Un’attività ambi­ziosa, e non scon­tata, che intende tor­nare «a far male ai padroni».

A metà otto­bre è pre­vi­sta la set­ti­mana di mobi­li­ta­zioni dei movi­menti per il diritto all’abitare. Il 14 novem­bre ci sarà una gior­nata di con­flitto indetta dall’assemblea nazio­nale in Val Susa e rilan­ciata ad ago­sto dagli stu­denti al «Riot vil­lage in Salento».