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storielle paranoiche: Frank e il portatile

| sabato 15 dicembre 2012

di Daniele Salvini

Frank lavora col suo portatile, da quando i portatili sono diventati cosí potenti non ha bisogno di avere un Pc fisso in casa e del resto si trova benissimo. Sul suo laptop Frank scrive, aggiorna il blog, tiene la contabilità del mutuo, ascolta musica e legge le ultime notizie in rete. Inoltre in questo modo puó viaggiare liberamente senza perdere le sue abitudini e la sua corrispondenza, sta tutta nel laptop, basta portarselo sempre appresso, del resto sono cosí leggeri al giorno d’oggi, basta non perderlo, basta non farlo cadere.

Essendo Frank una persona previdente ed avendo giá avuto una brutta esperienza, ben si ricorda di quando suo figlio (sia ricordato con gioia il suo nome!) rovescià una tazza di caffelatte sul vecchio portatile, che sí certo era vecchio.. cosí Frank non si dimentica mai di fare un backup del disco, o almeno della sua home che contiene i suoi dati personali. Dunque ogni tanto infila una capiente chiavetta da 16Gb (la tecnologia ci viene incontro, ti rendi conto? 16 giga!) ed effettua un backup della sua home. Frank ha imparato qualche anno fa cosa sia un backup incrementale e lo esegue da allora didatticamente ma davvero gli interessa piú che altro sapere che tutto quello che ha sul laptop venga salvato e sia disponibile in caso di disastro, dunque sincronizza la sua home nella
chiavetta e sta tranquillo e sereno.

O meglio stava tranquillo e sereno, perché l’altra sera voleva fare un backup e non trova la sua pennina Usb. Eppure la lascia sempre nel cassetto, pensa. Sua moglie non ne sa niente, il figlio
undicenne (quello del caffelatte, possa la sua fronte essere libera da rughe!) sostiene di non saperne niente.. Finisce che ne compera un’altra (la tecnologia è cosí alla portata di tutte le tasche oggigiorno) e qualche settimana dopo la ritrova, nelle tasche di quell’impermeabile che mette assai poco e che infatti lascia adesso al lavoro nel caso che piova uscendo.

Frank è contento di ritrovarla, ma non puó fare a meno di pensare che tutti suoi dati sono stati nella
tasca dell’impermeabile appeso nell’attaccapanni all’entrata di un ufficio dove entra ed esce parecchia gente. Per settimane. Il pensiero da solo è seccante. Frank non va mica d’accordo con tutti tutti tutti i suoi colleghi, l’anno scorso dopo quel periodo di scherzi stupidi tutti hanno preso l’abitudine di usare una password al salvaschermo. Nessuno ha mai saputo chi fosse, quel
pirlone che si divertiva a rinominare i documenti sul desktop.. e la riunione che seguí fece chiaramente capire che rallentamenti al lavoro dovuti a incuranza nel gestire i propri documenti sarebbero stati maltollerati. Evabbe’. Comunque i suoi dati sono stati a disposizione di chiunque
per diverso tempo (anche del pirlone, se gli avesse ficcato le mani nella giacchetta). Insomma di chiunque volesse mettergli le mani nelle tasche.. cioe’. Appunto. Che fastidio.

Dunque Frank quando trova un video su internet che spiega come proteggere i dati lasciati su una pennina Usb lo guarda con attenzione. howto crittografare backup in penna USB 3minuti si intitola, Crittografare con Truecrypt. Pare che possa crittografare l’intera pennina Usb usando una
passphrase e poi copiarci la sua home come aveva sempre fatto prima. Colla differenza che adesso non si deve preoccupare di chi dovesse trovarla. Pare una bella idea, dice tra sé e se, e comincia a guardare il video, tre minuti eh?