MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Storia Eretica degli Ambrogini d'Oro

| domenica 6 ottobre 2013

04-Sant_Ambrogio_di_Milano

di Dino Taddei

«Chi è colui che aveva nella sinagoga spirito immondo di demonio, se non la folla dei giudei che, come stretta da spire serpentine e legata dai lacci del diavolo, simulata la purità del corpo, profanava con le immondezze della mente interiore?» Vi metto sulla strada: chi ha detto queste parole, non è un feroce nazista ma è il nostro santo protettore Ambrogio che, quando non era a cavare occhi agli eretici e ai residuali pagani, volgeva la sua misericordiosa attenzione agli ebrei, rivendicando l’incendio dei loro templi. Povero Ambrogio: da martello dell’ortodossia, si trova oggi ridotto ad Ambrogino (d’oro per dargli quel quarto di nobiltà come si usa nei cioccolatini). Ogni anno stancamente si attende il 7 dicembre, la Fiera degli Oh Bej Oh Bej (quanti stucchevoli dettati che ho scarabocchiato alle elementari del tipo: ‘Colori e girandole, dolciumi e caldarroste: il babbo ti tiene per mano tra la folla festante’. In realtà mio babbo aveva già bevuto sei o sette vin brulè, tanto che ero io a doverlo tenere per mano..), i notabili spazzolano gli smoking per trascinarsi fiaccamente alla Prima della Scala, attesi, altrettanto fiaccamente, da qualche riottoso contestatore.

E poi quel fuoco di paglia che è la consegna alla legione di benemeriti del sospirato Ambrogino d’oro. Dico legione perché ogni anno vengono insigniti tra medaglie d’oro (anche alla memoria) e attestati, una settantina di persone, associazioni, enti benefici. Pensate, settanta Ambrogini all’anno, moltiplicate per una vita del premio di ottanta anni e fanno la bellezza di cinquemilaseicento premiati, praticamente, se non è un vostro parente, ne troverete sicuramente uno nel vostro palazzo. D’altronde non c’è da stupirsi troppo per la manica larga: viviamo in un Paese di commendatori e cavalieri, nel quale la massima onorificenza repubblicana si chiama ‘Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone’, roba da far impallidire il Direttore Generale di Fantozzi. Pensate che qualcuno ha timidamente proposto di dimezzare gli Ambrogini, un po’ per tagliare le spese, un po’ perché dare settanta premi è come non darlo a nessuno. Non mi direte che alla Stramilano eravate contenti quando premiavano voi e gli altri 50.000 con la stessa medaglia? Naturalmente non se ne è fatto nulla, ogni forza politica ha la sua batteria di candidati e nessuno vuole deludere il suo spicchio di grandi o piccoli elettori. La lista degli ultimi dieci anni (settecento giusto per rimarcare) ha coperto ogni campo in modo pirotecnico, alla bersagliera si è passati da Radio Deejay all’Associazione Parkinsoniani, dall’Ospedale Militare di Baggio (dove si andava a far finta di essere depressi per evitare la leva) agli Amici della Cascina Linterno, dal Radiotaxi 8585 all’Associazione figli della Shoah (con grave scorno per Ambrogio).

Forse facciamo prima a ricordare chi ha scelto di declinare l’ambito premio con ottime motivazioni etiche; pochi ma esistono: Dario Fo, Robert De Niro (ma a chi è venuto in mente di metterlo in mezzo??), Elio e le Storie Tese e addirittura gli operai dell’Alfa che lo hanno restituito l’anno dopo. Ho letto su MilanoX del dibattito che si è aperto partendo dal caso della Critical Mass e alla sua non presentabilità dovuta all’assenza dei requisiti legali, dico la mia che prescinde dal caso specifico: la domanda non è come mai le istituzioni non riescono ad essere così flessibili da captare/cooptare realtà significative, piuttosto: possiamo vivere e agire anche se queste istituzioni non ci premiano? Possiamo costruire un’altra città malgrado i loro Ambrogini? Sarà un’antica diffidenza ma quando ti mettono il collare (da Grand’Ufficiale) stai sicuro che pensano già di averti addomesticato.