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Sub/Culture

Sonic Olympus

| giovedì 1 dicembre 2011

 

I Sonic Youth sono una delle band più importanti degli ultimi 30 anni, forse di più, forse i SY stanno in quella ristretta cerchia di chi ha saputo tracciare le traiettorie della musica di un secolo. I SY sono una delle band fondamentali del novecento, ecco… dai loro esordi rumoristi, quasi no-wave alle loro tessiture sonore lunghe ed ipnotiche, cresciute di palco in palco con live che sprizzavano energia da ogni poro. E poi hanno smesso di avere idee. O meglio, hanno deciso di tenersele per se’, perchè la loro produzione discografica “maggiore” non vede un episodio degno della sufficienza da una quindicina d’anni. Hanno provato a divulgare sottoterra, con i bellissimi esperimenti della Sonic Youth Records, qualcosa di quel verbo brutale che li aveva spinti sin lassù nell’Olimpo, ma anche questo esperimento pare in fase di stanca da tempo. Una fase che non si esaurirà, se non con l’inevitabile: i SY sono sull’orlo dello scioglimento, l’attività della band è sospesa e programmi per il futuro non se ne vedono. Niente più dischi mediocri, ma neanchè più concerti con pareti di feedback a trapanare i timpani del pubblico. Oggi Thurston Moore ci ripensa, sforna un discutibile album di folk songs e se lo porta in tour da solo in giro per il mondo. Venerdì 9 dicembre arriverà al Teatro Dal Verme, si siederà su una seggiolina di plastica e inizierà a cantare. E la tristezza che avvolgerà il pubblico sarà sicuramente minore della sua, quindi è il caso di andare, per dargli una pacca sulle spalle e ricordargli che comunque ci guarda tutti dall’alto in basso.

Non è che fino al 9 non c’è nulla, anzi, questo mese dicembrino parte forte, per poi spegnersi mortalmente passato la metà. Si inizia giovedì 1 con il topless post-industriale di No Bra (al Toilet), mentre ai Magazzini Generali tornerà la vecchia scuola del death metal con Morbid Angel, Benighted e Necrophobic e al circolo Malabrocca (Pioltello) gli incubi di Poe troveranno forma in musica grazia al Babau & i Maledetti Cretini.
Incubi che proseguono la sera successiva, nel nome di Tim Burton, questa volta, la cui geniale produzione è omaggiata da un festival al Bloom di Mezzago: sul palco la reunion degli Area, Vincenzo Zitello, Paolo Carelli, i Nichelodeon e altri. A risvegliarci da questi brutti sogni ci pensano, a suon di schiaffoni, B-Real & Psycho Realm, ovvero la filiazione gangster dei Cypress Hill, sul palco del Leoncavallo in un venerdì sera che propone anche la trasferta math-rock al Blob di Arcore, con Ni e La Sindrome della Morte Improvvisa.

Sabato stessi luoghi e nomi nuovi: chi si fosse perso il dedalo hard-free-vintage dei Newtone2060 il mese scorso lo può ritrovare al Leoncavallo, in compagnia del bombardamento audio-visivo di “Megatsunami”, opera del collettivo Otolab a base di strobo e caos. Chi invece preferisse la Brianza, torni al Blob dove arrivano Very Short Shorts, geniale trio-italo francese dedito alle colonne sonore per rapine in banca. Completa la nottata il ritorno di Roni Size, al Bitte.

Domenica 4 arriva TRoK!, alla Cascina Torchiera, con due band inglesi che interpretano il rumore in chiavi diverse: i That Fucking Tank lo fanno sculettando, Guns or Knives nuotando nel blues.
Sempre in Torchiera ci si resta per la serata successiva, con il quartetto post-rock Gentless3. E’ la proposta low-budget, perchè se si vuole spendere di più c’è spazio per i nomi grossi: Battles ed Aucan al Live Club (OCCHIO! CONCERTO ANNULLATO) o Dwarves al Magnolia.

Sentendo aria di feste, la settimana ingrana da subito e rilancia martedì con il genio cristallino di Tim Hecker, che riempirà con un tappeto di droni la sala di O’, mentre la songwriter gotica Zola Jesus sarà al Magnolia.

Mercoledì si festeggia Sant’Ambroeus con i parenti (preferiresti i Voodoo Glow Skulls al Bloom?), per poi trovarsi giovedì 8 davanti ad un dubbio amletico. Ai Magazzini Generali arrivano i dEUS, probabilmente il gruppo che più di ogni altro ha saputo interpretare i mutamenti del pop-rock al passaggio ad un nuovo millennio plastificato. Il problema è che allo stesso tempo al Blob di Arcore ci sono gli Tsigoti, la miglior band in circolazione in Italia al giorno d’oggi, con il loro carico di punk anarchico distribuito su una piattaforma essenzialmente free-jazz. Insomma, con tutto il rispetto per Tom Barman, io saprei cosa scegliere.

Detto ampiamente di Thurston Moore in apertura, venerdì 9, c’è da sottolineare come la serata offra anche parecchie alternative: il Mande Quartet di Pape Kanoute su tutti (al Biko), ma pure il blues di Black Eyed Dog con Alessandro Falzone e Cesare Basile (alla Scighera).
Il weekend si completa sabato 10 al Bloom con il Damo Suzuki network, la cui formazione sembra essersi ormai standardizzata (con Xabier Iriondo, Enrico Gabrielli, Manuel Agnelli e Cristiano Calcagnile) ma i cui suoni continuano a viaggiare liberi e improvvisi.

Ci sarebbe domenica 11, ancora, volendo chiudere questa prima tranche di dicembre, densissima tanto quanto povere saranno le settimane successive, ma è una giornata con poco da consigliare, se non un esperimento sociologico: alle 15 c’è “hardcore matinee” allo Sga di Arese (con Gottesmorder, Vulse, OFU), la sera ci sono i Red Hot Chili Peppers al Forum. Confrontando le due iniziative si potrà notare gli estremi opposti della scala dell’energie, da infinito a zero.