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Si Aggira per l'Europa

| martedì 5 ottobre 2010


*by euroriot*

C’è una certa percezione che si aggira per le strade dell’Europa…

Un’aria strana che entra dentro le stanze della gente e rompe tutte le consuetudini…

Uun certo sentire, qualcosa di simile ad un alito di vento, un sussurro, un fremito che aspetta solo di diventare uragano.

L’abbiamo sentito forte e chiaro nelle strade di Barcellona e di Madrid. Abbiamo visto come sia in grado di rompere ogni clichè, abbiamo visto le volanti della polizia in fiamme, come un segnale da cogliere. Le pietre che volavano sopra i porci che bastonavano, come al solito, solo gli inermi. A Barça dove un luogo, occupato in piazza Catalunya, si fa crepa e scompagina la cartografia di uno sciopero generale trasformandolo in uno sciopero umano e metropolitano..

Abbiamo colto il messaggio care sorelle e fratelli della Grimalla, abbiamo colto…

L’abbiamo assaporato a lungo, in Exarchia, al Politecnico di Atene, a Salonicco. Le vele rigonfie hanno preso il largo, e nell’ora della rivolta non si capiva più chi c’èra in mezzo. Saranno studenti? Anarchici? Comunisti? Disoccupati? Immigrati? E chi se ne frega… non c’era nemmeno tempo per capirlo, eravamo troppo presi ad insorgere insieme. E dicevamo “i fuochi della Grecia riscaldano il nostri inverno”.

Tempo prima ha sospinto le nostre vele in lungo e in largo nelle terre di Francia, dai boulevard lussuosi di Parigi fino ai vicoli e ai tetti della Seine-Saint-Denis, come due cumuli di polvere diversi che mischiati dal vento danno origine alla dinamite. Così è stato l’incontro tra la rabbia ingovernabile della racaille di periferia ed il moto ondoso non-solo-studentesco del cpe.

L’abbiamo capito, complici ed amanti della prima ora, che d’ora innanzi faremo di ogni movimento sociale un trincea. Di ogni crisi un incendio, come si scrive da qualche parte. Tutti dicevano “Fare come in Francia”, ma non sapevano cosa davvero significasse.

Chissà da quante altre parti, in quante altre occasioni si è potuto sentire questo vento strano. Nel freddo di Amburgo Bruxelles e Berlino, tra le foreste della Russia o nelle foreste di mangrovie nel delta del Niger.

Quella sensazione che ti entra dentro, ti sale dalla schiena e ti si appiccica in testa .. un misto tra l’adrenalina prima di un’azione e un orgasmo collettivo e prolungato.

Chissà quando lo sentiremo di nuovo soffiare, proprio qui nella nostra città…

C’è qualcuno che giura di vederne già i primi, timidi, segnali.

C’è chi si sta già preparando alle più pazze scampagnate.

C’è anche chi dice che qui da noi non verrà mai a soffiare, e si chiude in casa triste e solo.

Noi dal canto nostro, abbiamo una finestra sempre aperta. Alle volte, prima di dormire, ci affacciamo e annusiamo l’aria. Si , la schifosissima e putrida aria di Milano-di-merda.

Che il vento della rivolta generalizzata si porti via lo smog delle fabbriche-galera, delle università-azienda delle scuole-caserma. Che un tornado di sciopero umano seppellisca la quiete delle merci e della polizia. Noi, che abbiamo il sole nel cuore, saremo sempre pronti a procurar tempesta…

VENERDì 8 OTTOBRE SPEZZONE UNITARIO E DIROMPENTE

INAVDIAMO IN MASSA L’UNIVERSITA’ STATALE E FACCIAMONE UNA FABBRICA COLLETTIVA DI CONFLITTO METROPOLITANO. SEGUITE LA BANDIERA PIRATA.