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shogun2

| mercoledì 27 aprile 2011


Prima delle bombe atomiche, prima dello Tsunami e prima del disastro di Fukushima, il Giappone era composto da una serie di clan in lotta per il controllo del paese: Hojo, Takeda, Shimazu, Chokosabe e altri 28.
Probabilmente anche oggi è così, anche se i clan si presentano sotto forma di società per azioni, ma l’era feudale giapponese ha tutto il uso fascino. Ecco a voi Shogun 2 Total War, sviluppato da Creative Assembly, per Sega con distribuzione Halifax.
Siamo tra il 1500 e il 1600, la guerra degli Onin è finita da poco, decine di clan si spartiscono il potere, il cristianesimo avanza alle porte sotto forma di commercianti europei, mettendo in crisi i seguaci di Shinto e del Buddha. Quale clan raggiungerà per primo il controllo di Kyoto e dello shogunato?
Ma il nostro ovviamente, visto che diventare shogun, ovvero imperatore del Giappone. è lo scopo del gioco.

Non si tratta di un obbiettivo semplice, per realizzarlo ci serviranno, ninja, metsuke, monaci, geishe un economia che funziona, un grande esercito e soprattutto un grande Daymo.
Il “medioevo” giapponese è ricostruito con cura e passione, dagli eserciti agli agenti segreti, si sente il lavoro partorito da equipe di storici, da studiosi delle armi e da appassionati di filosofia giapponese.
Il gioco è una sorta di risiko virtuale, diviso in due parti di gioco. La prima strategica vede la mappa virtuale del Giappone e l’economia da gestire, la seconda parte è quella delle battaglie, che potremo seguire dall’inizio alla fine o lasciare all’intelligenza artificiale.

Dopo aver attraversato l’impero napoleonico, il medioevo europeo e le guerre di Roma, questo titolo storico ritorna alle origini era il 1999 quando sul mercato venne lanciato Shogun 1 Total War.

I risultati sono ottimi, sia a livello di trama che a livello di gameplay, viene rafforzato il comparto multiplayer, ma l’aspetto diplomatico del gioco ha ancora i soliti vecchi difetti.
Il punto debole è come sempre l’intelligenza artificiale del computer, anche in questo caso i risultati non sono ottimi, tutto è più complicato e difficile ma questo meccanismo rende il gioco talvolta frustrante. Basta un piccolo errore per gettare al mare un impero nascente.
Inoltre causa l’alto livello di dipendenza e la durata di questo titolo, il consiglio è quello di continuare ad avere una vita sociale reale lontano dall’immaginifico medioevo del Giappone.