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Sfratti: assistenti sociali denunciano 'Siamo allo sbando'

| giovedì 24 settembre 2015

20150922_110942[1]L’assemblea svoltasi ieri presso la sede della casa del volontariato di via Marsala è un colpo allo stomaco rispetto ai roboanti comunicati sull’operato dei Servizi Sociali del Comune. E visto che le voci arrivano dirette dai lavoratori servizi sociali, lo sconcerto è amplificato. Promossa dalle RSU, è iniziata illustrando le ridicole cifre delle assunzioni previste nel piano occupazionale 2016, con solo 10 assistenti sociali e nessuna figura amministrativa. Modesto Prosperi (Cgil) si è soffermato sulla recente scelta di 9 posizioni organizzative criticando l’assenza delle ‘pesature’ delle competenze nella loro scelta. In un caso è stato scelto un funzionario appena entrato al Comune che non ha nessuna esperienza nel settore servizi sociali. Cella (Cgil) ha poi evidenziato come nulla sia stato ancora fatto per risolvere lo stado inadeguato di alcune sedi come quella di via San Paolino (Barona) e Sant’Elembrado (Gorla) che versano in uno stato pietoso. Caliseo, rsu (Uil) e lavoratrice di zona 7, ha aspramente criticato l’operato dell’assessore Majorino e della dirigenza soprattutto in merito alla riorganizzazione partita il 1 giugno, e che ha proprio nelle zone 7 e 3 le due sperimentazioni più avanzate. Lamenta scarsa informazione sulle procedure da attuare, spesso inesistenti, poca o scarsa comunicazione coi responsabili e afferma che le richieste fatte dai delegati sindacali ai due tavoli di maggio e luglio, presenti i dirigenti Mancini e Minoia (ex funzionario di vertice della Giunta provinciale Penati), si sono conclusi con un nulla di fatto. I dirigenti non hanno messo in pratica nessuna delle richieste pratiche fatte dai sindacalisti, specie sulla definizione delle competenze, sull’assenza di un segretariato, e sulle reali funzioni dei nuovi sportelli unici che accorpano in modo confusionario servizi anziani, minori, disabili. Il delegato della Cisl ha criticato sia lo stato fisico dei luoghi di lavoro, con diversi centri per disabili privi di aria condizionata e i servizi del piano terra di Largo Treves dove ogni giorno passano decine di utenti e bimbi tenuti in stato allucinante, che le recenti scelte delle posizioni oprganizzative denunciando come le stesse siano in molti casi frutto di favoritismi. Molte funzionarie di esperienza non sono state nemmeno considerate, generando nel personale molta insoddisfazione. Così come gli altri delegati sindacali ha espresso dubbi sulla riorganizzazione e soprattutto sui tempi della stessa, visto che è partita soli 10 mesi dalla scadenza del mandato dell’attuale Giunta. La rsu ha spiegato che i tavoli di incontro si risolvono in mere comunicazioni di delibere di giunta approvate mesi prima mai discusse coi sindacati: i tavoli sono diventati semplici luoghi di comunicazione delle decisioni adottate, e ha proposto di organizzare un presidio sotto le finestre dell’assessore Majorino. Cella e Summa (Usb) hanno posto l’accento sulle esternalizzazioni già in atto e che riguarderanno a breve interi servizi, visti i numeri del piano occupazionale e l’assenza di assunzioni in molti uffici.
G., un lavoratore di zona 3 assistente sociale, ha spiegato che proprio in quella zona non esiste comunicazione tra funzionari ‘di concetto’ e ruoli esecutivi, la programmazione è inesistente e ogni settore sta procedendo a una riorganizzazione diversa da zona a zona da servizio a servizio ed esponendo una situazione dove è venuta meno addirittura l’universalità dei servizi sociali. ‘Gli unici input veri che arrivano dalla dirigenza sono quelli di scoraggiare le persone ad attivare i servizi a fare domande di intervento, e gli assistenti sociali si sono trasformati in burocrati sempre alle prese con carte e mail piuttosto che stare con i tanti milanesi in difficoltà, le famiglie che in numero molto elevato si recano ai servizi sociali’. ‘I tanti progetti propagandati da Majorino’, ha affermato, ‘Sono esercizi narcisistici, specie in tema di sfratti, le cui procedure sono state demandate alle zone, senza nessuna coordinamento tra le stesse. All’ufficio di via Dogana, che prima si occupava degli sfratti, sono state tolte le competenze, ma chi si rivolge alle zone viene preso in giro’. Le comunicazioni che vengono inviate ai dirigenti responsabili non hanno seguito e le famiglie vengono lasciate nel caos più totale. Sia chi perde la casa che chi perde il lavoro non viene minimamente preso in carico, c’è un disinteresse totale per le persone. ‘Addirittura ci siamo sentiti dire che le famiglie che non riescono a mantenere più i figli vanno semplicemente segnalate al tribunale, ma io non voglio diventare l’assistente sociale che toglie i bimbi alle persone’. I servizi sociali milanesi ormai non sono più garantiti personalmente, ma a macchia di leopardo.
Ha parlato poi una lavoratrice di zona 9 che chiede al sindacato di difenderli e di organizzare una risposta, e chiede a tutti i lavoratori di non farsi carico i mansioni non proprie, come sta succedendo nella riorganizzazione, ma di chiamare funzionari e p.o. pagati per assumersi le responsabilità. ‘Abbiamo un codice deontologico, rispettiamolo’. Diversi lavoratori chiedono di organizzare uno sciopero o un presidio, una lavoratrice suggerisce di organizzare un flash mob improvviso a una delle tante presentazioni dell’assessore e candidato sindaco Majorino.
Una lavoratrice di zona 9, assistente sociale, riferisce che l’assessore dunate una riunione ha dtto perentorio ‘Non vi permettete di mandarmi le persone in ufficio’. Esiste un coordinamento indipendente di lavoratrici dei centri diurni per disabili che si riunisce peiodicamente. Il loro intervento, unico di dipendenti comunali, al Forum del 3 settore non solo non è stato minimamente preso in considerazione dai presenti in sala ma è stato stigmatizzato più di una volta dai dirigenti responsabili.
La lavoratrice V. M. chiede il rispetto della professionalità, e invita tutti ad essere presenti in via Larga alle riunioni dell coordinamento indipendente che si tengono alla sede rsu alle 16.30. Riferisce che gli assistenti sociali sono stati accusati di non saper scrivere i rapporti, e i soldi dei corsi di aggiornamento sono stati usati per…’un corso di scrittura’. In zona 1 il Nucleo Distrettuale Disabili è allo sfascio, non sa nemmeno a chi rivolgersi per i casi in carico.
In zona 7: ‘Dove il consiglio di zona e l’assessore si glorificano che non c’è lista d’attesa’, continua una lavoratrice, è solo perché non va nessuno. Il servizio non viene pubblicizzato. Gli sfratti di zona nessuno li segue e le famiglie restano senza protezione. Strana, molto strana la presenza dell’ufficio comune con l’asl di via ricordi voluto fortemente dal direttore centrale Minoia’.
Tutti lamentano che i tavoli sindacali del 3 luglio e di maggio, non hanno sortito nessun effetto e chiedono ai sindacati di mobilitarsi. Nonostante ciò ai voti non viene messa nessuna proposta di presidio o sciopero del settore.