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Sex & the Rebel City: Prateria!

| giovedì 18 ottobre 2012

by Fried Alice che con quest’articolo inizia la di lei collaborazione con MilanoX

Le donne under 35 (percentuale non pervenuta ma considerevole) soffrono di un’amara e anti-reazionaria necessità di essere cavalcate in maniera convinta e vivono molleggiate relazioni sessuali insensate al di fuori della tradizionale coppia. Perché? La questione è questa, se ci si arrende al medioman si vive beatamente senza pace e ignare, se s’insegue l’hereticman si rischia di entrare nel vortice laido senza ritorno. No! Le donne vogliono il climax, il sesso intelligentemente sfrenato, ma che porti anche a qualcosa dopo il climax. Sveglia! Non vogliono le copule sterili e se proprio devono esserlo almeno i preliminari, cazzo! Hotness e madness si coniugano bene nell’immaginario delle donne salvo poi scoprire che tra le lenzuola quella rampante spudoratezza sa di rampante EGOismo.

Le donne di Mailand in ascolto, siano magre/in carne, instivalate/siliconate, disoccupate/in carriera, sfatte/truccate confermerebbero che il gioioso connubio dei sensi è quello psichedelico, quello del climax appunto, perché è l’unico che è autenticamente rivendicativo di un onesto piacere fisico e potenzialmente anche mentale.

Il medioman si dimentica del climax molto in fretta, ed è perdente per questo. Nel mio stereotipo adolescenziale il sesso non era mai angelico, agognato per questa ragione, con il primo (e non ultimo si spera) amore, qualcosa che ti trasformava in una consapevole bad girl. Ma le donzelle post-menarca si dannano, non solo per la contraccezione, e non si godono il sesso in prateria. L’unica sconfinata prateria resta quella virtuale, dove si consuma il sesso sicuro, e l’adescamento. Sia chiaro che dopo una certa, anzi scriverò meno incerta, esperienza sul campo, le chicas nella fascia d’età superattiva e riproduttiva, sebbene la fucking austerity non lasci scampo neanche lì, non sono per il less is more. Il troppo non stroppia in quel caso, diciamolo. La sfattezza urbana provocata dalla città prosciuga-sensi fagocita il sesso buono, generoso, bello e onesto e quindi anche la grande A. Perché la grande A non deve mancare, meglio morire. Per questo idealmente noi donne vogliamo tornare in prateria a estraniarci selvaggiamente, a nutrirci di sesso respirato. Negli annunci degli incontri, esplorati dai senzamore senzappello, si chiedono roselline per la compagnia. Sesso e fiori, ma è un torbido binomio quello, non interessante su, quel sesso strozza l’aria.

Basta col mondo grey, vogliamo respirare.

Respirate, donne, respirate.

Vi lascio, alla prossima con Sex and the Rebel City.