MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Generazione (A)

SEL entra al congresso con Schulz ed esce con Tsipras: Cronistoria

| lunedì 27 gennaio 2014

tsiprasschulz

di Rubia Verdiana

Questo weekend si è svolto a Riccione il congresso nazionale di SEL. Il Palacongressi ha ospitato più di 1000 persone tra delegati, ospiti e giornalisti. L’apertura di venerdì, dopo il saluto di Laura Boldrini, ha visto l’intervento fiume di Nichi Vendola impegnato in 1 ora e 40 di rassegna degli svariati nodi che compongono la trama del giovane partito-moviemento. Dalle questioni interne, alla relazione con il PD, allo scenario europeo e globale, ai temi trasversali e ai contenuti forti che si iscrivono nel suo dna. La relazione introduttiva è parsa ad alcuni ostica e barocca, in pieno stile vendoliano. Altri sono stati lieti di pagare lo scotto di tanta esuberanza oratoria perché convinti che in questo momento di forte antipolitica sia importante valorizzare il collante culturale che tiene insieme la comunità di riferimento.

Una cultura politica che si è fatta sentire al Congresso. Compreso quello di sabato 25 mattina, in cui la platea ha fischiato l’intervento del renziano Bonaccini. Nichi Vendola è intervenuto in corsa mentre Bonaccini si sperticava dal podio perchè la contestazione ha assunto, per citare il segretario, i toni del plebeismo e del primitivismo. Non si è trattata, in realtà, di una contestazione gretta o aggressiva, ma di un ribollire poco più che sommesso. A posteriori il commento di molti delegati è stato “ci stava”. E infatti, fino alla fine dell’intervento di Bonaccini, il ribollire è rimasto, segnando una lacerazione evidente nel sentimento della base di fronte alle recenti posizioni del segretario piddino.


http://www.youtube.com/watch?v=5ymq0fB2BW8

Il sabato si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti più disparati. Si distinguono tra i più interessanti quello di Fabio Mussi, Elettra Deiana, Said Chaibi, Giulio Marcon, Cathy la Torre, Luca Casarini, Igiaba Scego, solo per citarne alcuni. Nel corso del congresso sono intervenuti anche Susanna Camusso e Maurizio Landini. Nella tregiorni si sono espressi anche quasi tutti i parlamentari. Nessun contributo purtroppo è arrivato dal mondo dell’arte e dello spettacolo. Il circo mediatico è stato tenuto lontano, forse per proteggere i lavori del congresso in questa fase delicata. Forse invece quei contributi sarebbero stati stimolanti, perché in grado di offrire un punto di vista diverso sulle tribolazioni del partito. In questo senso può anche interpretarsi la reazione della platea a Bonaccini, vissuto come presenza scomoda e ostile, in un momento in cui il partito si trova a mettere in discussione la sua stessa sopravvivenza, oltre al suo significato politico.

Il congresso si è strutturato in un’assemblea centrale e in tavoli separati, tematici, e incontri tra coordinamenti regionali. Il giorno di sabato sono stati letti all’assemblea i messaggi incoraggianti giunti dai due candidati di sinistra alla Commissione alle Elezioni europee di maggio, il giovane Alexis Tsipras (Syriza, postcomunista) e Martin Schulz (SPD/PSE, socialdemocratico). Durante la sera del sabato si è svolta una riunione del coordinamento politico, composto da circa 50 persone, dove è stato messo ai voti un ordine del giorno che chiedeva una decisione precisa sulla strategia politica per le europee:

http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/lodg-approvato-su-europa-ed-elezioni-politiche-aprire-un-confronto-con-tsipras-per-una-lista-comune/

La maggioranza del coordinamento ha votato a favore di quest’ordine del giorno. La mattina di domenica a mezzogiorno Nichi Vendola ha tirato le fila del congresso in un intervento conclusivo dove ha preso atto dell’adesione diffuso al progetto di Alexis Tspiras. Soltanto dopo l’assemblea è stata chiamata a confermare l’ordine del giorno votato la sera prima. A introdurre il voto assembleare 3 interventi: Paolo Cento a favore, Claudio Fava contro, Titti di Salvo per l’astensione. Ha pesato sul voto la dichiarazione di Schulz trapelata in assemblea (“Chi attacca la Merkel attacca la Germania”). La presidenza ha fatto una prima conta dei voti per alzata di mano stabilendo la vittoria della tesi Tsipras, e quindi dell’avvicinamento al progetto di Barbara Spinelli per una lista di sinistra a sostegno della candidatura del segretario di Syriza alla Commissione Europea, prendendo posizione decisa per l’Europa e contro l’austerità. Ma a causa delle proteste di alcuni delegati, si è reso necessario votare di nuovo e contare con precisione tutti i voti. La tesi Tsipras ha di nuovo prevalso nettamente, ma con molti astenuti. I sostenitori della tesi Schulz infatti sono stati quelli più lacerati dalla scelta. Per non spaccare il partito di sono astenuti, ma rimane in loro la perplessità per una scelta che rischia di schiacciare SEL di nuovo nell’angolo dell’arco parlamentare, insieme a Rifondazione, ma soprattutto a formazioni che poco hanno a che fare con SEL come il progetto di Rizzo e gli altri gruppi ancora meno rilevanti.

Chicche ideologiche del congresso

SEL ha dimostrato di essere un partito democraticamente maturo. L’esito del voto del coordinamento politico ha fatto andare in minoranza Gennaro Migliore, capogruppo SEL alla Camera (oltre che Vendola, che ha sempre manifestato la sua propensione per il progetto del PSE). Ma in assemblea, la domenica, Migliore ha votato a favore dell’odg pro Tsipras. Molto onore, ma anche dimostrazione che la “comunità” di SEL, così come tante volte ci ha tenuto a chiamarla Vendola, può essere divisa sulla base di posizioni differenti ma mai al punto da indurre la frattura. Il voto di domenica ha generato molta emotività, anche rabbia. Però nulla che sconfinasse nel personale. Come se il laboratorio che si stava svolgendo fosse comunque avvolto da un cuscinetto protettivo, reso morbido dal desiderio di esperire una politica senza arroganza, quindi senza indurre ferite.

SEL ha anche dimostrato di non essere un partito dell’uomo-forte. La richiesta più volte esplicitata da Vendola di rimuovere il suo nome dal simbolo, ma anche lo stile di intervento in generale, potrebbero inserirsi nel corso dell’apertura al mondo femminile intrapreso dal partito (la bellezza, la gentilezza). In realtà, si tratta di qualcosa di più profondo e inconsueto in questi tempi di uomini-al-vertice, perché è un’aspirazione a fare politica lontano dai presupposti sociali e antropologici che ispirano il presidenzialismo. Molti osservatori esterni si sono scocciati per il discorso di apertura di Vendola, lamentando il suo veltronismo di ritorno (sì.. ma..), senza rendersi conto che in un partito con ambizioni democratiche come SEL la decisione deve arrivare dal basso. Per questo Vendola, in apertura, ha messo le carte sul tavolo, senza sbandierare una via alla salvezza o un corso certo per uscire fuori dalla crisi e correre verso il successo. La realtà è che nessuno può dire quale sia la soluzione migliore. Italia Bene Comune è stato archiviato in fretta e la legge elettorale di Renzi va contro chi ha consentito al PD di avere tantissimi parlamentari grazie al risicato ma altissimo premio di maggioranza. In uno contesto dinamico come quello presente e come quello attraversato negli ultimi anni è irragionevole intestarsi tanta certezza. Non a caso Renzi ha tanta fretta di realizzare qualcosa di quanto ha promesso. E proprio per questa fluidità potrebbe ritrovarsi con le pive nel sacco.

Un partito-movimento come SEL poi, vive con attenzione maniacale il tema della maggioranza e della minoranza, per ovvi motivi. Il desiderio di “tenere dentro” anche il punto di vista di minoranza è quello che anima l’apertura a Schulz nelle dichiarazioni conclusive. Anche se si decide per Tsipras, infatti, un’anima del partito guarda a Schulz, perchè lì ci sono obbiettivamente energie vicine al sentire di SEL (come a onor del vero ci sono anche con il partito dei Verdi europei). Questa eterogeneità viene spesso scambiata per stadio politico adolescenziale ma rappresenta in realtà una grande ricchezza. Qualunque sia il modo migliore per “vincere”, la sperimentazione di questo piccolo partito è autentica, oltre che inedita rispetto a un mainstream politico ormai evidente emanazione di un modello statunitense o un populismo irrazionale e aggressivo a cui, con le diverse sfumature di lega e M5S, ormai siamo abituati.