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Scoperta l’acqua su Marte

| martedì 27 dicembre 2011

Il pezzo forte sopravvissuto dell’immaginario collettivo si prepara all’invasione dei terrestri assetati.

by “natalizio” Dan

C’è acqua su Marte, e dove c’è acqua c’è vita, soprattutto la sera.
L’annuncio è stato dato in passato da diverse agenzie e in diverse forme, stavolta tocca alla Agenzie Spaziale Europea rivelare che la navetta spaziale Mars Express ha scoperto, 30 metri nel sottosuolo, “larghi volumi di acqua ghiacciata”. La zona è quella delle montagne Phlegra, di origine tettonica e non vulcanica. l’Agenzia EU ipotizza che quest’acqua potrebbe essere usata in futuro dagli esploratori umani.

Marte con acqua è tutta un’altra cosa rispetto all’arido e rosso pianetone come ci è stato descritto, un pezzettone dell’immaginario collettivo che va a staccarsi e ricollocarsi dopo tutti questi anni. Una volta andati sulla luna, senza il minimo rispetto per la sacra rotonda bianca, ci hanno sbattuto in faccia che non era fatta di formaggio, che non vi si trovava il senno dei matti, e Lilith oramai perplessa non ha scagliato neanche una freccia contro il vandalo Armstrong che vestito di modernità à la Omino-Michelin zompettava in giro vagamente seccato per la polvere: “terra mi sentite?” ZOMP ZOMP. “Sto calpestando il suolo lunare, si, quello che avete adorato per millenni..” ZOMP. “Non ci sta niente qui, niente! Per sapere quando imbottigliare basta un orologio digitale con la sveglia!” E infatti non c’era niente, solo polvere bianca di quella inutile. La fine dei sogni, niente neanche sulla faccia nascosta, niente da andare a scoprire, ma soprattutto nessuna vita.

Marte è un altro paio di maniche, ci è stato presentato sin dall’inizio come lontano, enorme, inospitale, inutile viaggiare fin là per poi tornar indietro a mani vuote, e invece ora si scopre che ha l’acqua.

L’umanità fa fatica a coalizzarsi per uno scopo comune, che so.. per esempio garantire una vita dignitosa a tutti i suoi abitanti, e il fatto di sentirsi soli nell’universo non aiuta. Sapere di avere un obiettivo, anche lontano, può aiutare a percepire un significato nel quotidiano. Queste sono considerazioni da quattro copechi, frutto dell’indigestione di Natale, eppure tutti i mammiferi si coalizzano facilmente quando hanno (o credono di avere) un avversario comune. Marte sta per fornirci tutte quelle cose che ci sono mancate: un nemico comune, un obiettivo da raggiungere, un’identità globale, la minimizzazione delle faccende razziali, delle risorse da esplorare e molto altro. Se ci pensi è così (come dice un caro amico), l’esistenza di un altrove da conquistare può calmare gli impeti aggressivi locali, e minimizzare le differenze tra terrestri. Evocando collaborazione in luogo di competizione.

Adesso che lo sai, affrettati a registrare #occupymars su Twitter. (se ci pensi è così).

Buon 2012!

voglio approfondire questa storia..