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Schiscetta Freedom… e Milano?

by Stefo | mercoledì 21 settembre 2016

La news gira ormai da quest’estate (l’avevamo postato subito su FB MilanoX)  ma solo ieri i media milanesi l’hanno fatta uscire visto che il caso è scoppiato in una scuola di Niguarda. A Torino, dopo una battaglia legale durata oltre 2 anni, un gruppo di genitori riunito nel Comitato CaroMensa (su FB cerca Caro Mensa Torino) è riuscito ad ottenere dal Comune quel che la crisi impone. Portarsi il pranzo da casa ed evitarne le spese (parliamo di minimo 250 l’anno a figlio con redditi familiari sotto i 50 mila euro). A Venezia, Como, Genova partono iniziative simili, ma a Milano ancora tutto tace. Mentre il Comune di Milano, invoca motivi ‘pedagogici’ col risultato che i bimbi col cibo portato da casa vengono separati dai compagni di classe, anche nella città patria della schiscéta diverse mamme stanno preparando il ricorso.
“Eh si”, ci spiega Consuelo che di figli ne ha tre. “Milanoristorazione mi costa già oggi, con due bimbi, 330 euro al mese. Tenendo conto che i miei figli vanno anche all’estivo sono più di 500 euro netti l’anno. E l’anno prossimo diventerebbero più di 600 visto che mio figlio passa in prima elementare. Mi farebbe molto comodo risparmiarli.”
La direzione dell’educazione, allertata da diverse richieste giunte soprattutto nelle scuole elementari ha diramato il 16 settembre una circolare in cui invita tutte le dirigenti scolastiche a negare la possibilità di portarsi il pasto da casa, nonostante anche quello servito da MilanoRistorazione venga preparato all’esterno e ‘riscaldato’ in appositi contenitori nei locali scolastici. Mentre l’assessora e vicesindaco Anna Scavuzzo parla alla stampa di questioni ‘ideologiche’, abbiamo fatto due ricerche.
Il sito di MilanoRistorazione, società controllata dal Comune di Milano di un settore privatizzato nel corso degli anni 90, non ha nessuna tabella con i costi. Bisogna scavare in 4 link del sito www.comune.milano.it per arrivare alla tabella con le quote. Le info rispondono al numero 02.45379402, dal cellu, e 800.710.980 da rete fissa. Per un reddito complessivo inferiore a 50 mila euro (quello dell’80% delle coppie milanesi che mandano i figli a scuola, con stipendi dai 1.200 ai 1.700 netti al mese) la fascia ISEE (da consegnare dal 15 giugno al 30 luglio) dice 236.00 all’anno, il secondo figlio paga il 50% ma non il terzo. Tenuto conto delle migliaia di gratuità e del relativamente minimo apporto della fascia superiore, (dai 344 ai 608 euro al mese con redditi dichiarati superiori ai 50 mila euro) è proprio questa la fascia a cui più interessa la possibilità che la ordinanza del Tribunale di Torino del 9.9.2016 apre. La signora Consuelo, che sa fare i conti della spesa ma a cui evidentemente non interessano le questioni ideologiche invocate dalla Vicesindaca, paga ben 340 euro l’anno. L’anno prossimo sarebbero 600. Da non sottovalutare il fatto che, nonostante tutta la buona fede e l’impegno di Milanoristorazione, più della metà del cibo servito, con punte dell’80% quando vengono servite in tavola le verdure, finisce in pattumiera. I legali del comitato torinese sono sicuri, la Cassazione il 21 settembre ha rigettato il ricorso del Ministero dell’Istruzione. E ora?