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Scavuzzo: la resgiùra scout

by Reda MiX | domenica 18 dicembre 2016

La cumanda lè si diceva a Milano, indicando la padrona di casa, decisionista, linguacciuta, regina indiscussa dello spazio famigliare dai bassifondi del Bottonuto sino alle case degli ‘sciur’ di Montenapo. Mentre tutta la città si chiede se Sala arriverà a mangiare il panettone, la nostra Sindaca ‘a chiamata’ calza a pennello in quella che, fino a pochi decenni fa, era una delle figure più caratteristiche meneghine: non erano state forse le resgiùre del Ticinèes e i loro piscinin a dare il via alle Cinque Giornate? La Scà, come si intitola un suo blog (su wordpress) reperibile in rete, è una che comanda e non solo temporaneamente. Insegna matematica in una scuola privata ma non sopporta tornare a studiare per completare il Siss. E’ il 2008 e inizia a guardarsi intorno. Del resto, da capo gruppo scout, la parrocchiana oggi 40enne, ha gestito lupi e lupetti, branchi e escursioni per la cattolica (cattolicissima) Agesci, e il suo blog trasuda di brani del Vangelo, viaggi in Terrasanta, citazioni di Carlo Maria Martini. Voi, che avete votato la lista Milano Civica x Pisapia, pensavate di dar vita alla ‘Rivoluzione Arancione’ e invece vi ritrovate una suora rossa, leopoldina per di più, come temp-sindaco. Pensavate che gli ‘arancioni’ fossero tutti ex leoncavallini travestiti con la giacca? Sognavate di continuare l’esperienza dei Comitati e della partecipazione diffusa?

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E invece no, la parabola della Scà descrive in pieno l’abbaglio che ha portato moltissimi milanesi a sostenere San Giuliano Pisapia nel 2011, credendo all’icona immaginaria dipinta da Repubblica a Radiopop, dal Manifesto a MilanoX. Pisapia, quasi fosse Che Guevara ma finito a difendere alla biblio di Baggio le ExpoRuspe delle corrotte Vie d’Acqua, tra le vivaci proteste dei suoi (ex) sostenitori, soprannominato El barlafus. Scavuzzo nel 2011 si sfila il foulard biancazzurro degli scout e si candida. E’ lei la reginetta della lista ideata del socialista ed ex assessore D’Alfonso, e con 1077 voti entra in consiglio comunale. Poi la folgorazione sulla ‘via del Teatro Dal Verme’ quando Renzi, acclamato dal PD delle elites milanesi, nell’ottobre 2012 viene in città per le primarie che lo porteranno a diventare segretario del PD. Scrive la Scavuzzo: ‘per impedire che i cattivi (non ridete li chiama proprio così) prendano in mano la cosa pubblica’. La strada per la perdizione è lastricata di buone intenzioni: infatti la capo gruppo scout capisce subito il bluff della sparuta truppa ‘arancione’ e il nulla politico dei Comitati di Limonta e (come gli ex verdi Monguzzi e Baruffi) passa al gruppo del PD. Tra i due ex lupetti non poteva che essere amore (politico) a prima vista. Da escursionista scout ad arancione fino a diventare renzina, senza abbandonare le origini, nonostante nel 2012 scriva addirittura una lettera a Bersani per dichiarare l’adesione all’astro (allora) nascente fiorentino. Nel 2013 passa al gruppo consigliare del PD, entrando a far parte della foltissima schiera dei ‘trasformisti’, termine coniato più di un secolo fa dal professore Giosuè Carducci in Parlamento, schifato dalla peggiore abitudine italiana, quella del cambio di partito in corso di legislatura a tradire speranze e mandato degli elettori. In città però ha appena vinto il SI al referendum, una delle poche note positive del renzismo. Battuto ma non sconfitto, ferito ma non mortalmente. E sulle spalle della scout, dagli occhialini da insegnante di catechismo, abituata a escursioni sul Grignone c’è uno zaino ben più pesante, una ferrata molto più impegnativa di quanto non vorrebbe farci credere.