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Scacco al Re Sala

| lunedì 11 aprile 2016

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La corsa a Palazzo Marino (- 2 mesi al 5 giugno) regala ogni settimana nuove sorprese, l’ultima delle quali l’accordo tra Parisi e Passera, che entrerà senza nemmeno candidarsi nella coalizione di centrodestra. La mossa di Passera, seppur prevedibile, è un colpo duro per Sala e riduce ancor di più l’area di possibile consenso (e di voto) dell’ex direttore generale designato dal sindaco Moratti. L’accordo è fatto, anche se molti degli ingenui che avevano supportato (anche offrendo casa per riunioni e ore di tempo) la breve corsa dell’ex ad di Poste Italiane, meditano vendetta. Mentre a destra si stanno ricompattando tutte le liste, con una Forza Italia in crescita anche nei sondaggi e Lupi che sta lavorando a più non posso per la sua lista (Milano Popolare), Sala sembra scomparso dall’agone politico. Sinistra per Milano non è l’armata arancio che aveva portato al trionfo Pisapia, e le defezioni iniziano a farsi sentire, mentre le accuse fratricide azzoppano la sinistra. E dell’altroieri il duro attacco su facebook di Luca Gibillini contro Basilio Rizzo condiviso e commentato da centinaia di milanesi. I ‘compagni’ per Sala non sono riusciti a convincerne molti della bontà dell’esperimento: a sto giro saranno quattro i candidati sindaco con ingredienti di ‘sinistra’ (e non solo), Sala, Basilio Rizzo, Marco Cappato e Luigi Santambrogio. Una frammentazione che, specie in zona 2 e 8 secondo diversi sondaggi, potrebbero regalare (mal che vada) a Parisi due presidenti di Municipio (così si chiamano le nuove zone). Sala, secondo il sondaggio certificato di Kaleidos relativo al 15 marzo 2016, è 6 punti sopra Parisi, con Passera dato al 5 e Basilio che fatica a raccogliere candidature e presenze ma che supererebbe la soglia del 3%. Nelle zone, oltre alla lista di ‘Milano in Comune’, che ripresenta il quasi identico logo di Sinistra per Pisapia del 2011, vi saranno alcune liste civiche e ambientaliste che si sono rifiutate di appoggiare Sala. Mentre i 5 stelle pagano il cambio in corsa Bedori-Corrado e sono attestati al 15%, diversi cittadini stanno convergendo con Alternativa Municipale di Santambrogio, un raggruppamento che tiene insieme Beltrami Gadola e i socialisti di Biscardini, l’ex assessore Croci e ciò che resta dei repubblicani milanesi con il comitato Proteggiamo il Monte Stella a far da apripista ai comitati cittadini. Si è ritirato invece Ghezzi con la sua Milano Coesa, che non è riuscita a affermarsi come lista civica.

Il difficile viene ora, che gli schieramenti sono in via di definizione: Sala, Parisi, Corrado, Rizzo e Santambrogio, Cappato, ecco il poker che correrà per lo scranno più alto. Tre settimane per raccogliere le 2mila firme che servono a presentare una lista in Comune non sono poche, così come non sono poche le 300 firme per le liste che si presentano solo nei 9 municipi. Sembra naufragare, anche nelle zone, la possibilità di convergenza, auspicata da tutti ma negata nei fatti, di avere una lista anti manager. I 5 stelle non accettano apparentamenti, Sandro Barzaghi che cura l’organizzazione di Rifondazione non vuole sentire parlare di apparentamenti, mentre gli unici disposti a convergere, oltre alle liste del centrodestra (Lista Civica Parisi, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Forza Italia, Milano Popolare) sembrano essere Cappato e Santambrogio. La scacchiera però non è ancora definita, e di qui al 4 maggio, ultimo giorno utile per presentare candidati e firme, ne succederanno delle belle. Stupiscono i toni bassi del PD, e l’annichilimento di Sinistra X Milano che paga la scelta (o sarebbe meglio dire l’obbligo) di Francesca Balzani di non candidarsi. Il centrosinistra appare in difficoltà mentre Sala si è dimostrato un candidato in grado di far emergere come mai prima d’ora le differenze piuttosto che gli elementi di unione. Un manager voluto da Roma venuto a dividere l’esperimento milanese, che sta finendo nel peggiore dei modi. La data cruciale sarà quella del 17 aprile e dei risultati del referendum anti-trivelle, mentre pare chiaro a tutti che la mossa vincente sarà quella del primo turno, domenica 5 giugno in pieno ponte e chiusura delle scuole, con l’elezione delle liste, del sindaco e dei consiglieri comunali e di municipio: il 19 giugno chi pensiate resti a Milano a votare?