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Sasha Shulgin RIP – sintetizzò mescalina, introdusse l’ecstasy e testò varie droghe psichedeliche

| lunedì 16 giugno 2014

Alexander_Shulgin

Il 2 giugno è scomparso a due settimane dal suo 89° compleanno Alexander aka Sasha Shulgin, il cosiddetto padrino della psichedelia, vale a dire il chimico che fino alla sua morte sintetizzò e sperimentò su se stesso e i suoi amici dozzine di nuove feniletilamine (come il 2CB) e triptammine (pericolosissime, don’t try them at home) come descrisse con dovizia di particolari in PIHKAL e TIHKAL (Phenethylamines/Tryptamines I Have Loved And Known).

Negli anni ’60 isolò il principio attivo del peyote, vale a dire la mescalina, il cactus allucinogeno utilizzato nelle cerimonie sciamaniche degli indiani americani del deserto. Negli anni ’70 recuperò le ricerche dell’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale sull’MDA (erano alla ricerca di una droga antifame) e reintrodusse l’MDMA, vale a dire l’ecstasy, per uso psicoterapeutico, prima che la “empathy drug” fosse proibita dall’FDA nel 1980, diventando quindi la sostanza clandestina di milioni di raver in tutto il mondo nei due decenni successivi a ritmo di techno e house, da Manchester a Ibiza, da Goa a Detroit.

A Shulgin era stata data libertà di sperimentare con composti chimici psicoattivi che presto sarebbero stati verosimilmente dichiarati illegali in cambio dell’obbligo di fornire un campione di ogni nuova droga al governo federale e di testimoniare come perito in tribunale in processi collegati a sostanze psichedeliche (o meglio enteogene ed empatogene).

Diversamente da Albert Hoffman, che sostanzialmente ripudiò la sua scoperta, l’LSD (aveva le sue ragioni, vista quanta gente c’è rimasta sotto), Alexander Shulgin non denunciò mai l’uso ricreativo delle droghe, semmai l’oscurantismo scientifico del proibizionismo.

shulgin

La sua morte simboleggia la fine di un’era ottimista nella ricerca della felicità, anche attraverso la neurochimica. Oggi il mondo è più tetro e cupo e la gente si fa di speed, di coca, di roba. Ci si droga per sopravvivere nel mercato spietato e nel deserto umano. A tutti gli altri, si prescrivono psicofarmaci a iosa per non star male e tirare avanti fino alla prossima crisi. Le designer drugs vanno bene se sono contro la depressione, non per aprire (o friggere;) la mente..