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Leftism

“San Vittore in Vendita”: Collaboratore Cancellieri Sospettato di Appalti Illeciti

| mercoledì 12 febbraio 2014

SVittore

di Giorgio Salvetti

La pro­cura di Roma ha aperto un fasci­colo sul piano car­ceri da 470 milioni rea­liz­zato dal com­mis­sa­rio Angelo Sine­sio, uomo di fidu­cia del mini­stro Can­cel­lieri. Si tratta di un altro duro colpo per il Guar­da­si­gilli azzop­pato dopo le pole­mi­che per le famose tele­fo­nate alla fami­glia Ligre­sti, pro­prio men­tre si discute di staf­fette, rim­pa­sti e rim­pa­stini che potreb­bero costarle la pol­trona. Il dos­sier è affi­dato ai pm Paolo Ielo e Mario Palazzi. E’ cata­lo­gato con la let­tera “K” e per ora non ipo­tizza né even­tuali reati né inda­gati. Ma i sospetti sono molti gravi e sono stati rive­lati ieri da Repub­blica. Si parla di appalti e nomine di con­su­lenti discu­ti­bili al punto da inte­res­sare la magi­stra­tura. Come poi è pun­tual­mente avve­nuto.
L’indagine ha il com­pito di appro­fon­dire le denunce con­te­nute nel dos­sier pre­sen­tato a Palazzo Chigi da Alfonso Sabella, vice­capo della orga­niz­za­zione giu­di­zia­ria del mini­stero della Giu­sti­zia. Sabella è stato pm a Palermo con Caselli dove è stato minac­ciato dalla mafia. Per due volte ha lavo­rato al Dap prima di pas­sare al mini­stero della Giu­sti­zia. E’ pro­prio come diret­tore delle risorse al Dap che Sabella si batte per­ché le car­ceri ven­gano ristrut­tu­rate piut­to­sto che costruite con gli appalti. In que­sto modo ha rea­liz­zato un piano alter­na­tivo che con 200 milioni rea­liz­ze­rebbe 70 mila posti a fronte di soli 9 mila al costo di 700 milioni.
Angelo Sine­sio, invece, è stato il vice della Can­cel­lieri quando era pre­fetto e il capo della sua segre­te­ria tec­nica quando era al Vimi­nale. Il 22 otto­bre del 2013 ha pre­sen­tato alla Camera il suo piano car­ceri. Il 21 novem­bre Sabella ha scritto al diret­tore del Dap, Gio­vanni Tam­bu­rino denun­ciando “dati non cor­retti e cir­co­stanze non veri­tiere” e un “non frut­tuoso impiego di risorse pub­bli­che”.
L’accusa più grave con­te­nuta nel rap­porto è che il piano car­ceri sarebbe gon­fiato tra­mite quella che viene defi­nita “un’appropriazione inde­bita”. Ovvero ver­reb­bero fatte pas­sare come opere del piano inter­venti invece rea­liz­zati dal Dap e dal Mini­stero delle infra­strut­ture “come i nuovi padi­glioni di Modena, Terni, Santa Maria Capua Vetere, Livorno, Catan­zaro, Nuoro”. In que­sto modo sarebbe stato aumen­tato ad arte il numero di nuovi posti. Inol­tre Sabella denun­cia irre­go­la­rità nelle gare d’appalto “con ribassi pale­se­mente fuori mer­cato (in media il 48% con punte fino al 54%) che deter­mi­nano dif­fi­coltà tali da pre­su­mere che sarà impos­si­bile finire il lavoro”. Secondo il rap­porto sareb­bero ini­ziati i lavori solo per un padi­glione men­tre i fondi di 450 milioni restano immo­bi­liz­zati nel bilan­cio.
Il dos­sier avanza pesanti dubbi anche sulla sele­zione dei con­su­lenti. In par­ti­co­lare di Fior­da­lisa Boz­zetti, com­mer­cia­li­sta fio­ren­tina, moglie del coor­di­na­tore della pro­get­ta­zione Mauro Dra­ghi scelto dall’ex com­mis­sa­rio Franco Ionta. Boz­zetti è diven­tata respon­sa­bile della cassa di 500 milioni con uno sti­pen­dio di 10 mila euro. Secondo Sabella le moda­lità per par­te­ci­pare alla sele­zione erano strut­tu­rate in modo che “solo gli autori pote­vano fare domanda entro i 7 giorni pre­vi­sti”. Addi­rit­tura si parla di mail sba­gliate e nasco­ste tra mille link sul sito del piano per depi­stare even­tuali pre­ten­denti al posto.
Infine, Sabella denun­ce­rebbe l’intenzione di Sine­sio di ven­dere “San Vit­tore, Piazza Lanza, Regina Coeli, Giu­decca e Santa Maria Mag­giore”. Ope­ra­zioni che potreb­bero sca­te­nare una serie di “appe­titi illeciti”.