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Salta il Bilancio: Esercizio Provvisorio

| venerdì 18 marzo 2016

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Il consiglio comunale non è in grado di approvare il bilancio di previsione entro la fine del mandato. Che formalmente scade il 4 giugno, il giorno prima delle elezioni, ma nella pratica termina venerdì 29 aprile. Dopo quella data, infatti, anche la Giunta, che è il massimo organo decisionale del Comune, potrà deliberare solo atti di ordinaria amministrazione (quasi nulla). E pensare che c’è chi crede chiusa l’esperienza giornalistica di MilanoX: ecco un’altra delle notizie (e soprattutto delle fonti) che manca dalle oltre 25 pagine quotidiane dedicate a Milano da CorRepuGiorLibeGiorMetrLeggo, megafoni delle 4 veline al giorno spedite dall’Ufficio Stampa ‘monstre’ di Palazzo Marino. ‘Non ce n’è, non ci sono i numeri. Ormai stiam facendo le liste, basta’, ci confida un consigliere del PD sul pianerottolo del 3° piano di via Marino, ai gruppi consigliari. La maggioranza non c’è più e non ha i numeri per approvare l’importante documento contabile entro i termini previsti per la legge (dlgs 267/2000) bloccando di fatto tutta la macchina comunale. ‘Più accordi riusciamo a fare entro aprile e meglio è’, ha dichiarato il Direttore delle Risorse Umane ai sindacati durante un recente incontro. Si perché in Comune, ormai, si naviga a vista. Non più progetti di lunga portata ma ‘short list’, l’ennesimo termine anglosassone a confondere le idee e nascondere la verità: i settori avanzano a tentoni, la macchina comunale ha benzina fino all’estate. Un guasto pesante ai cilindri del motore, qualche valvola è già saltata con la cinghia di trasmissione (del cash) che non c’è più: vi dice qualcosa la vicenda ‘Scali ferroviari’? Un rumoraccio di ferri e scoppi che si aggiunge alla naturale preoccupazione di dirigenti e posizioni organizzative: incarichi conferiti per legge a tempo determinato e (sulla carta) revocabili dalla nuova Giunta che verrà. Anche i ‘Che Guevara in cravatta’ della Rivoluzione Arancio infatti, si sono ben guardati dall’operare un serio ricambio delle figure apicali del Comune, garantendo nonostante le promesse e le sbrodolate contro il duo dei ‘consulenti d’oro’ Albertini/Moratti la più ferrea continuità con tutte le gestioni precedenti. Non è un mistero: tutti i dirigenti aspettano (e tifano) perché la scala gerarchica venga ri-confermata dal timbro dell’ex collega e direttore generale (anche lui superpagato) Giuseppe Sala, che per la lunga fila dei lacchè su facebook e negli uffici è già diventato ‘Beppe’. Gli effetti di questo doppio blocco sulla normale attività dei servizi pubblici comunali si fa già sentire sui settori più importanti che il Comune gestisce per la comunità locale. ‘Non sappiamo più che ne sarà del servizio acquisti dei periodici e delle nuove proposte letterarie’, ci spiega B. ‘sembra che ogni zona avrà la responsabilità di fare acquisti e il sistema centrale bibliotecario venga sventrato a favore dei Municipi, ogni zona farà da se’. ‘Un giorno non ci sono più soldi, un altro ci dicono di spendere subito tutto, non si capisce più un cazzo’ ci svela F. che lavora al Verde, ‘E’ l’effetto delle short list, spese determinate da fare subito senza una minima di programmazione. E guai ad avanzare dei soldi. Spendi tutto è l’ordine che arriva dai dirigenti, con buona pace della programmazione, della sobrietà e di tutte le cazzate con cui riempiono i giornali’. ‘Invece noi’, ci racconta M. che è una giovane precaria dell’Infanzia, siamo in bilico da mesi. ‘I sindacati han fatto partire a dicembre i corsi per un concorso a tempo indeterminato dei Nidi, previsto nel piano delle assunzioni del 2016. E’ da dicembre che stiamo studiando. Ma prima doveva essere bandito a gennaio, poi entro febbraio. Adesso siamo a pasqua e non è ancora uscito, vi sembra possibile?’.

Facile immaginare chi saranno le vittime innocenti della frustrazione delle educatrici. Se anche il concorso uscisse domani, dovranno lavorare ancora per mesi (alcune decine sulle 2000 in servizio lo sono da più di 6 anni) a tempo determinato. E’ tempo di elezioni baby, c’è da gestire la nuova infornata di posti/progetti/contributi/gettoni arricchita dalla loro neoqualifica Metropolitana. Non è un caso se l’unico concorso per amministrativi, che servono a fini puramente elettorali, ha prodotto 60 assunzioni in meno di 3 settimane (uscito il 15 febbraio con la prova l’11 marzo…). Il bilancio fa poco ‘smart city’, è molto poco ‘social’ e non ha nulla a che vedere con termine ‘partecipato’. I numeri sono impietosi: sarà per questo che il costo del sito del comune, così ricco di loghi, colori, e inglesismi di ogni tipo è triplicato in 10 anni?