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Smogville

#Salamadonna se vince, ma Parisi è la Sfiga Cosmica

| sabato 18 giugno 2016

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Riassunto delle puntate precedenti: un sindaco onesto e amato d’un tratto diventò ignavo e sfasciò tutto palazzo marino perché il gioco non gli garbava più, ma pretendeva che il gioco andasse avanti come diceva lui. A qualche Balzani di distanza (ah, ora si ricicla a Bologna, speriamo ci resti) la frittata è fatta: la lista Pisapia ha preso pochi voti in più di Basilio Rizzo (uno che ti fa dire guardando il suo poster elettorale: ma le cure dentarie il Comune non le passa?) e Sala rischia di perdere al secondo turno di domani con il Parisi, un manager romanista finanziato da Berlusconi che è riuscito nell’impresa di far resuscitare forza italia ai danni della lega di salvini (2:1).

L’uomo (un volto a metà fra grillo parlante e zeta la formica) risulta più simpatico del bauscia Sala, uno che sembra sempre dirti: ma il sindaco io lo posso fare anche a St. Moritz, cazzo aspetti a votarmi che ho fatto Milano grande con Expo? I centomila delusi dalla fine suicida dell’esperienza arancione se ne sono stati a casa al primo turno. E tuttavia disertare il secondo turno ora che i due candidati sono appaiati, sembra una scelta masochista. Se grattate sotto la crosta liberale del fratellastro di Heather, viene fuori che: Parisi vuole riportare lo smog a livelli da città mineraria cinese; tagliare servizi sociali e nidi senza pietà; i musulmani e gli immigrati sono un problema di sicurezza e chi vuole la moschea a Milano (città di cui il Qatar possiede la metà dei grattacieli) è amico dei terroristi. Tuttavia non è solo questo che non possiamo perdonare a Mr Fastweb, colui che avrebbe i Fratelli di Taglia in giunta e ci riporterebbe ai nefasti giorni di Albertini quando i bambini milanesi riempivano gli ospedali con le loro malattie respiratorie, ma l’orrida fottuta rivista propagandistica in stile Sorrisi & Canzoni in cui il ciclista per caso racconta tutta la sua noiosissima vita di manager prima socialista poi berlusconiano. L’unico evento significativo della sua vita: quando la moglie gli ha fatto tagliare i baffi.

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E’ tutta sulla falsariga della rivista che il cardiopatico Silvio mandò in ogni casa italiana nel 2001, il Parisi magazine. Ecco pagine dall’orrendo reperto a cui molti per fortuna paiono essere scampati.

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Cioè alla fine domenica a Milano si vota su una cosa: vogliamo tornare al 2001 o vogliamo che la città continui a essere più verde e cosmopolita, pur irreversibilmente scoglionati dalle speranze bruciate in questi anni?