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Sala apre il fronte: trincea Padova

by Stefano Mansi | martedì 15 novembre 2016

Viale Padova! viale Padova! grida il ‘distratto del decumano’ salito sulla cadrega di Sindaco solo grazie ai voti dei ‘compagni’ del ‘meno peggio’. Viale Padova! risponde la ex infermiera ( ed ex Cgil e Sunia) che guida le forze di sicurezza meneghine con piglio siracusano. Viale Padova! tuona dalla prima pagina il Corrierone. Si sa, Expo è finito, il Leoncavallo non c’è più e…. bisogna pur trovare un argomento riempipagine per le sempre più obbedienti redazioni meneghine. Visto che l’ndrangheta degli appalti che hanno nutrito e dato energia alle mafie non interessa la ‘creme’, ecco arrivare a Viale Padova. Non che la morte di Antonio Rafael Ramirez, il 32enne dominicano aggredito in Piazza Loreto tre giorni fa e morto ieri, sia un fatto da sottovalutare. Anzi. Ma non riguarda quel che sempre distratti, ancorchè non milanesi giornalisti, definiscono genericamente ‘le periferie’. Vorremmo ricordare a Sindaco e assessori ‘ariosi’ che Piazza Loreto non è periferia, tutt’altro. Non solo nell’immaginario di Milano ma anche nella topografia del territorio. Ci si raggiunge San Babila in 20 minuti a piedi. L’affare viale Padova riguarda da vicino l’ipocrisia di chi grida all’esercito per coprire il fallimento di tutte le ‘politiche per la sicurezza’ lautamente finanziate. Son passati 5 lustri e la solfa è sempre la stessa di quando Pillitteri venne ‘beccato’ a dare dei ‘razzisti’ e ‘fascisti’ ai lavoratri dell’Atm del deposito di via Cambini. Esercito in città. Una misura di facciata che costa un botto e non risolve minimamente il problema di viale padova che è sempre lo stesso da almeno gli anni 60. Abbandono scolastico. Strutture pubbliche al devasto (piscina Cambini su tutte).

via-riccardi

Desertificazione sociale (tranne mercatini, parate e laboratori di quartiere della sinistra dell’app-profit con la ‘r’ moscia). Case insicure e sovraffollate senza che nessuno si occupi di fare controlli agli impianti/affitti/salubrità dei locali. Risse e aggressioni impunite nonchè segnalate da ormai stanchi residenti. Intendiamoci. Non andava meglio con gli scippi dei ‘robbosi’ negli anni Settanta. E nemmeno con le rapine che hanno insanguiinato viale Padova negli anni Ottanta e Novanta (dal Bar di via Derna al gioielliere Bartocci all’altezza di Ponte Nuovo). In viale padova non serve l’esercito se non per certificare il fallimento della fintosinistra in sella a Palazzo Marino che non ha imparato la lezione della splendida giornata di via Montello. Il buio è ormai lì, dietro la siepe. La rincorsa ai temi della destra più bieca certifica una sconfitta già presente. E poi eravamo noi, chi non solo si è rifiutato di votare Sala ma ne ha sempre denunciato la pericolosità fin dai tempi dei primi arresti di Expo (chi si è già scordato della Via d’acqua?) quelli a ‘non aver capito’. Quelli che ‘facevano il gioco della destra’. Non diteci che non vi avevamo avvertito.