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Generazione (A)

Sabato Reclaim The Space (non solo un corteo)

| venerdì 24 maggio 2013

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Il giro di boa di metà mandato della giunta Pisapia sembra aprirà una stagione diversa. La sconfitta del centro sinistra alle elezioni nazionali, il governo dell’inciucio PD-PDL, la vittoria di Maroni e della destra in Lombardia, hanno bloccato le ambizioni arancioni della triade città/regione/governo orientata a (centro)sinistra. Non è andata così, e anche Milano sta lentamente scivolando di nuovo tra le braccia della destra: nei temi, nella qualità del dibattito quotidiano, in alcuni fatti accaduti in città. Due anni e mezzo dopo la cacciata di De Corato si torna a parlare di emergenza sicurezza, di soldati, di movida da sedare, di spazi sociali da sgomberare. Con le destre che fanno ciò che di peggio sa fare la destra e una amministrazione arancione che sbiadisce di fronte alle responsabilità di governo. Il furbetto assessore al commercio D’Alfonso, forse stanco dei lidi milanesi e in cerca di fortuna altrove, ha tirato bordate alla sua maggioranza che neanche i più accaniti oppositori avevano tirato: “almeno 22 consiglieri di maggioranza (leggi PD) sono incompetenti e si fanno dettare la linea politica da Libero, non dialogano con la Giunta, la Giunta rischia di non arrivare alla fine dell’anno, il movimento arancione è fallito perchè non è stato capace di diventare forza politica”. Che detto da colui che si accredita come l’ideologo degli arancioni fa ancora più ridere.

Nel frattempo è riesplosa la questione spazi sociali. Ovviamente (e giustamente) non la prima tra le preoccupazioni dell’amministrazione (a proposito, oggi si chiude la partita sul bilancio lacrime e sangue, 470 milioni di buco, 370 milioni da trovare per Expo che graveranno sui cittadini di #expopolis) ma una di quelle cose che ha dentro gli embrioni della visione di città che si ha in testa, del coraggio, dell’immaginazione, del fare politica per il cambiamento e non per la conservazione. Cose su cui la maggioranza a Palazzo Marino sembra aver perso la bussola. Pisapia ha detto “nessun dialogo con chi ci considera avversari e usa la violenza”. Non si capisce che film abbia visto il sindaco. La giusta rabbia di Zam davanti a Palazzo Marino nel post-sgombero non si è mai trasformata in violenza, arrivata invece dalla polizia schierata a difendere un palazzo chiuso e sordo. Perchè Palazzo Marino è tornato chiuso e sordo?
La celere che carica dentro l’Università Statale, le manganellate davanti al Comune, gli sgomberi nelle case popolari, la vicenda Zam, sono state affrontate dalla maggioranza arancione in malo e superficiale modo, e in un silenzio che a molti è sembrato complicità. Pessimo poi il comunicato stampa del sindaco dopo le manganellate a #stayzam fuori dal Comune, quel “è inaccettabile qualsiasi prepotenza e violenza davanti alla casa dei milanesi” a senso unico, dove prepotenti e violenti, per Pisapia, sono stati i manganellati. O il comunicato dell’assessore alla casa Daniela Benelli, contestata ieri dai comitati per la casa di San Siro subito dopo lo sgombero di due famiglie: “bisogna contrastare le occupazioni abusive e quindi il tavolo congiunto Comune, Aler e Questura continuerà a programmare interventi nelle case occupate. Risanare il patrimonio esistente vuol dire mettere a disposizione alloggi per tutte quelle famiglie che, nel rispetto delle regole, aspettano una casa popolare”. Sgomberi quindi. Nessun cenno alle oltre 4 mila case tenute chiuse e vuote dall’Aler. Una politica di sinistra dovrebbe partire dalla riapertura di quelle case prima di pensare a sgomberi nel pieno della crisi.

Per questi e altri motivi il corteo di domani è meno solito del solito. Se gli spazi e le forze sociali cittadine lo vorranno potrà essere l’inizio di un percorso, o almeno di un ragionamento comune sulla città che si affaccia al 2015, annus horribilis della moribonda smogville. Un corteo politico per connettere realtà diverse con obbiettivi minimi comuni: difendere le esperienze autogestite, respingere la normalizzazione, ribaltare la logica dei bandi.
Per questo è importante esserci e non farsi travolgere dal pessimismo comsico e dalla pioggia infinita.

L’appuntamento: sabato 25 maggio corteo cittadino RECLAIM THE SPACE ore 15.00 Piazza Cavour Milano

E nel frattempo, per non stare con le mani in mano, oggi alle 18.30 Zam rioccupa.
Ci sono tre puntelli pubblici:
– 18.30 Piazzale Cadorna (sotto il filo)
– 18.30 Porta Genova
– 18.30 Porta Romana (angolo Mc Donalds)

Presi bene, contro le forze oscure della conservazione.