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Roghi & Informazione: Emergenza Democratica a Milano

by Stefo | martedì 16 ottobre 2018

E’ davvero umiliante per ogni cittadino milanese assistere quotidianamente all’indecente spettacolo offerto dall’informazione diffusa dai mezzi di informazione che hanno sede in città. La puzza dei due recenti casi di Transiti e dei due roghi di Bovisasca e Novate, ampiamente trattati da MilanoX, è arrivata anche ai nasi meno sofisticati. E’ un odore mefitico simile a quello diffuso dalle veline Stefani durante il Regime e impesta ormai l’attuale informazione cosiddetta ‘democratica’, cieca e sorda di fronte alla feroce e tossica realtà quotidiana di Milano. Stiamo parlando di un’informazione i cui maggiorenti hanno organizzato un recente convegno per denunciare i rischi delle cattive ‘fake news’, che circolano pericolosamente sulla rete. Come quella che state leggendo e che noi di Milano X siamo orgogliosi di diffondere.

La prima pagina delle pagine milanesi del Corriere della sera di oggi, martedì 16 ottobre 2018.

 

Quella della foto sopra è la prima pagina del quotidiano più letto a Milano e in tutta Italia, già distintosi pochi giorni orsono per aver diffamato pesantemente l’attività di un noto ambulatorio popolare di via dei Transiti. Mentre Milano soffoca di diossina tossica e muore per le micropolveri cancerogene diffuse da due megaroghi, 17 dall’inizio del 2017, i titoli dell’edizione milanese sono sul gradimento dei cittadini ai ‘finto-navigli’. Ieri i bimbi delle scuole e degli asili milanesi non hanno potuto giocare in cortile; finestre chiuse ad esile difesa dalle particelle mutagene sprigionatisi a Novate e alla Boviscaca, i cui fumi non sono ancora spenti nei minuti in cui scriviamo. Ma questa notizia non esiste per i media! Bastano questi due recenti esempi a dimostrare che quella che viviamo a Milano è una vera emergenza democratica e non riguarda un giornale o una TV, o la maggioranza dei giornali e delle TV ma tutti i giornali e tutte le TV. Se questo succede nella capitale economica d’Italia figuriamoci come se la passa il giornalismo di informazione in altre parti meno ‘ricche e avanzate’ del paese. Sulla TV regionale statale cioè pagata coi soldi del canone, le priorità sono le ‘Vie d’acqua’(ancora?), le Olimpiadi e le cerimonie di santificazione di due preti lombardi. Nella capitale dell’informazione e dell’editoria italiana, centinaia di giornalisti e decine di telecamere a disposizione sembra vivano in un mondo di fantasia, scandito dagli ordini di expoconsulenti, banche e fondi di investimento sempre più pressanti ed attenti a non far sfuggire nulla che non sia il quotidiano sonnifero da somministrare i degenti dell’ospedale psichiatrico.

Roghi quotidiani di sostanze plastiche in via Cenni a fianco di case e impianti sportivi frequentati da centinaia di bambini.

Immagini rassicuranti, fotomontaggi e rendering come piovesse, nulla capace di distogliere i pazienti dall’usuale schermo piatto a cui sono assuefatti. Ma quel titolo sui ‘finto-navigli’ e sul 77% dei cittadini che secondo un sondaggio sarebbero favorevoli a spendere 500 milioni per i ricchi borghesi del centro storico, nasconde anche un altro e peggiore pericolo, quello della sostituzione del voto democratico con un sondaggio. Ovvero la sostituzione della democrazia con la manipolazione della pubblica opinione. Perché su un argomento così importante, oggi che sono disponibili alcuni dei costi del progetto (500 milioni di euro a salire), e si sa che il 70% delle pozzanghere non navigabili e collegati tramite un tubo sotterraneo riguarderanno vie e cittadini ricchi del centro (Brera, Vetra, Via Torino, Francesco Sforza) chi si dice democratico non propone un referendum vero? Di fronte a spese enormi a carico di tutti i cittadini, anche quelli che abitano in vie fatiscenti a San Siro e in Famagosta, in Comasina e Quinto Romano, milioni che da soli permetterebbero di mettere in sicurezza edifici pubblici tra cui asili e scuole il cui stato di manutenzione è inesistente, perché chi vuole evitare di regalare Milano alle peggiori destre xenofobe non da voce al libero voto invece che ai finto-sondaggi e ai fuffa debat-public pagati dalle banche proprietarie dei quotidiani più diffusi? Le risorse mancano specie nelle periferie più disagiate della città, invisibili ad ogni inchiesta e ad ogni reportage, così come per la Scuola Media di via Adriano, o per la Viscontini di Trenno, per comprare una porta al Nido Mompiani (Corvetto) o ristrutturare l’anagrafe di via Larga e il palazzo pubblico di via Pirelli 39.

Scuola Media di p.le Axum, quartiere San Siro. Infiltrazioni d’acqua dal tetto finito di costruire nel 2016.

I soldi  e i ritardi negli appalti sono gli stessi per cui il presidente più a sinistra di Milano, Simone Zambelli di zona 8, ha minacciato le dimissioni. E allora perché chi si dice ‘progressista’ o ‘di sinistra’ vuole permettere un così ingiusto e ignobile sperpero di fondi pubblici invece di provare a dare quel che le periferie aspettano dal primo mandato Pisapia? Domani sera dalle 19 al Piano Terra vi sarà un incontro per mettere insieme una opposizione a questa barbarie a tutto beneficio di city user e albergatori, temp-citizen e elites, fondi immobiuliari e rendite finanziarie, ricchi proprietari immobiliari e commercianti del centro, e a scapito dei bisogni e delle necessità dei ceti popolari milanesi. L’auspicio è che il valium dell’informazione non abbia assopito anche gli ultimi accenni di vigore della città capace di piegare un impero nel 1848 e di donare 5mile vite dei suoi più giovani figli per la Libertà tra il 1943-1945. Milanès desciuleves!

Roghi, discariche e autofficine abusive in una delle sterminate periferie milanesi.