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Ecotopia

Riscaldamento Globale: Fermiamo l’Estrazione di Carbone e Petrolio

| domenica 25 gennaio 2015

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by spaghetti paceverde

I combustibili fossili stanndo riscaldando il pianeta: il 2014 è stato l’anno più caldo mai registrato dal 1880 a oggi. Il riscaldamento globale è ormai una solida evidenza empirica: 9 dei 10 anni più caldi della storia si sono verificati dal 2000 in poi.

Cosa scalda l’atmosfera della Terra cambiandone il clima?

Le energie vecchie, inquinanti e costose come petrolio e carbone.

Cosa fare per impedire gli effetti del riscaldamento globale?

ENTRA IN AZIONE! A Parigi nell’autunno 2015 si terrà il COP21, il più grande vertice mondiale sul clima dai tempi ddel COP15 di Copenhagen (2009). Leggi l’ultimo libro di Naomi Klein e unisciti alla tante carovane di climattivisti che convergeranno dal Nord e Sud del mondo nella capitale francese.

Secondo uno studio pubblicato su Nature, per contenere il cambiamento climatico e non oltrepassare i +2°C di aumento medio delle temperature globali, oltre l’80% delle riserve di carbone, il 50% di quelle di gas e il 25% di quelle di petrolio non devono essere estratte, ma le grandi compagnie energetiche, lautamente sussidiate dallo stato (€9 miliardi solo in Italia), sono lobby ricche e potenti che impediscono con ogni sforzo (legale e illegale) la fuoruscita dal capitalismo fossile.

Cambiare il modello energetico a favore di energie verdi e rinnovabili come eolico e solare (ma anche geotermico e idroelettrico), non solo contiene l’effetto serra, ma riduce i costi sanitari dovuti all’inquinamento e, in un momento di grave crisi economica, crea numerosi posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili che è labor-intensive, diversamente dal Oil, Coal & Gas che sono settori capital-intensive, i quali richiedono grandi investimenti ma poco lavoro.

La questione è tanto semplice quanto gigantesca: se non stoppiamo il capitalismo fossile e non abbandoniamo gli idrocarburi per produrre energia, la sopravvivenza di gran parte della specie umana è a rischio. Abbiamo solo 20 anni o poco più per cambiare rotta, altrimenti già entro la fine di questo secolo vedremo le grandi città costiere dell’umanità venir sommerse dal mare.