MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Cultur(A)

Recensioni: “Miccia Corta” di Sergio Segio e “La vera storia del bandito Giuliano” di Tommaso Besozzi

pablo | lunedì 22 maggio 2017

Sergio Segio “Miccia Corta. Una storia di Prima linea” (Milieu)

“Miccia Corta”, ristampato e aggiornato da Milieu, è un memoir di uno dei fondatori di Prima Linea, organizzazione armata attiva dalla metà degli anni settanta fino ai primi anni ottanta, di cui l’autore fu il principale dirigente e comandante militare.

Impressiona la lucidità del racconto, che si apre rievocando le prime azioni violente, compiute nel milanese nei primi anni settanta nel contesto di un sindacalismo duro e senza sconti, fino alla decisone della lotta armata, un salto in avanti che per la vita dell’autore, ma anche per quella di altri – sia compagni d’armi che vittime della violenza – fu cruciale.

Nella prima parte del racconto Sergio Segio ci cala nel clima dei suoi anni giovanili, vissuti con l’inquietudine di un possibile colpo di stato – erano gli anni della strategia della tensione, di bombe nelle piazze e sui vagoni, di violenze poliziesche, dello squadrismo foraggiato dalla massoneria filoatlantica – per poi fare un salto in avanti, fino al 1981, dieci anni dopo l’incipit.

In quell’anno, fallito l’assalto al cielo, sganciatosi da Prima Linea, assieme a altri ex compagni in clandestinità appartenenti a altre organizzazioni, pianifica e realizza un’eclatante evasione di quattro prigioniere dal carcere di Rovigo.

La scrittura di Segio, potente ma non retorica, ci rende partecipi dei suoi dubbi e delle speranze di liberare gli altri milianti politici incarcerati, nel momento in cui gli era ben chiaro che la stretegia armata era fallita e di essere in un “cul de sac” da cui era impossibile uscire senza perdere anche la propria dignità e indentità.

Un testo importante per capire la storia di quegli anni, dalla speranza di dare fuoco alla prateria alla lucida disillusione, un classico da cui è stato tratto anche un film (“La prima linea” di Renato de Maria, 2010) da cui l’autore ha preso le distanze.

La nuova edizione è ricca di documenti, contiene scatti d’epoca e una raccolta delle copertine di riviste militanti degli anni settanta: Potere operaio, Lotta Continua, Rosso, Abc, Senza tregua e altre.

https://www.ibs.it/miccia-corta-storia-di-prima-libro-sergio-segio/e/9788898600656

Tommaso Besozzi “La vera storia del bandito Giuliano” (Milieu)

Uscito nel 1959 e ripubblicato ora da Milieu, “La vera storia del bandito Giuliano” ripercorre la vita del controverso bandito siciliano dagli anni dell’adolescenza, trascorsa durante la seconda guerra mondiale, alla tragica morte avvenuta in seguito a un intrigo, che proprio Besozzi, inviato dell’Europeo, ebbe modo di svelare al grande pubblico.

Besozzi, inviato il giorno stesso della morte del bandito in Sicilia, restituisce un potentissimo affresco dell’isola, una ricostruzione accurata dal punto di vista storico della figura di Giuliano, una freschezza nel racconto che non ha pari nel panorama italiano.

Giuliano, leggenda locale siciliana, non fu semplice da raccontare: fu figura popolare e solitaria, ma in una cornice come quella della Sicilia degli anni quaranta e cinquanta, dominata dall’omertà, percorsa da fremiti di lotta di classe, e da uno scontro tra la vecchia mafia di don Vizzini e le giovani leve della coppola e della lupara.

A settant’anni dall’eccidio di Portella della Ginestra, prima grande strage di Stato di cui Giuliano fu più pedina che regista, Milieu ha deciso di salvare dall’oblio questo scritto, offrendo a Ferruccio de Bortoli l’onore/onere di introdurci la figura di Besozzi, gionalista investigativo scaltro, arguto e solitario, originalissimo interprete della propria epoca.

Integra il testo un’appendice a cura di Enrico Mannucci, biografo ufficiale del Besozzi.

Da leggere!

https://www.ibs.it/vera-storia-del-bandito-giuliano-libro-tommaso-besozzi/e/9788898600694