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Recensioni: Figli della Stessa Rabbia / Flavio Costantini. L’anarchia molto cordialmente

by Pablito el Drito | mercoledì 27 aprile 2016

Matteo di Giulio, “Figli della stessa rabbia”, Agenzia X

Sequel del romanzo hardcore “Quel che brucia non ritorna”, ambientato a Milano dopo il crollo della cortina di ferro, il nuovo libro di Matteo di Giulio si svolge sempre all’ombra della Madonnina ma nel 2015, durante la Disneyland-Expo che ci siamo appena lasciati alle spalle.
Il protagonista è un loser in piena regola: fuggito dall’Italia, rifugiatosi ad Amsterdam per quasi un ventennio, ipertatuato e amante del punk/hc, vive di lavori saltuari, come un eterno ventenne. Fino a quando non perde il lavoro ed è costretto a rientrare in Italia, ricominciando tutto da capo in una città che, a causa del binomio crisi/expo, fatica a riconoscere.
Catapultato in una città impoverita, individualista e falsa, nell’azienda di pulizie in cui trova lavoro conosce il peruviano Carlos che, dopo il corteo del primo maggio, viene ridotto in fin di vita da tre energumeni. Per vendicare l’amico, senza esitazioni, decide di passare all’azione.
“Figli della stessa rabbia” è un romanzo di strada duro e appassionato, un inno alla giustizia e alla verità senza compromessi, che conferma la vena romantica e idealista dei personaggi di Di Giulio.
La scrittura, asciutta e limpida, è intermezzata da citazioni di brani hardcore che impreziosiscono il testo (che, peraltro, vi consiglio di ascoltare). Da leggere con la corrispondente colonna sonora.
Il libro è disponibile al link http://www.agenziax.it/figli-della-stessa-rabbia/

Qua c’è il videotrailer
https://www.youtube.com/watch?v=H8iOc3-msMg&feature=youtu.be

costantini

Roberto Farina, “Flavio Costantini. L’anarchia molto cordialmente”, Milieu

Flavio Costantini (1926-2013) negli anni sessanta e settanta è diventato, grazie alle sue opere potenti e riconoscibilissime, un formidabile tramite della cultura libertaria.
Ha infatti dipinto col suo tratto unico scene che sono nella memoria dell’anarchismo mondiale: Jules Bonnot che fronteggia la guardia repubblicana, Ravachol che innesca un ordigno, Emile Henry che beve una birra con una bomba che gli sporge dalla blusa, Gaetano Bresci che centra tre volte al petto il re, Sacco e Vanzetti che prima della condanna a morte posano per i fotografi, Alexandre Marius Jacob che svaligia cattedrali e case borghesi. Non mancano Bakunin, Makhno, Soudy, Ferrer, Michele Angiolillo, Auguste Vailant, Sante Caserio ritratti in azione.
Le immagini dei suoi quadri, molto apprezzati (e ben quotati), sono tuttora usate come copertine di libri o manifesti politici anarchici in tutto il mondo.
Il libro di Farina non si limita a essere una biografia, un catalogo, un testo di critica d’arte.
L’autore, infatti, ha frequentato a lungo Costantini, che si ritirò in un paesino della Liguria insieme con la moglie e il cane: pagina dopo pagina ci racconta l’uomo oltre che l’artista, tramite una sorta di dialogo a due, che spesso sfocia nell’aneddoto, in spassosi sketch, in riflessioni mai banali.
E che ci rivela il carattere di Costantini: acuto, complesso, giocoso, imprevedibile.
“Flavio Costantini. L’anarchia molto cordialmente” è un ottima prova di scrittura per Roberto Farina, di cui avevamo già recensito l’interessante biografia di Giandante X, artista e militante antifascista, sempre pubblicato per i tipi delle piccola e agguerritissima Milieu edizioni.

http://www.ibs.it/code/9788898600410/farina-roberto/flavio-costantini-anarchia.html