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Recensioni di "Fuoco dalla montagna" e "La grande opera"

| domenica 7 agosto 2016

Omar Cabezas, “Fuoco dalla montagna. Il romanzo della guerriglia sandinista”, Milieu edizioni

Scritto nel 1982, tradotto e pubblicato ora in italiano da Milieu edizioni, “Fuoco dalla montagna” è un racconto in prima persona di un comandante guerrigliero del Fronte Sandinista di Liberazione del Nicaragua.

Tradotto in venti lingue, è un classico della letteratura politica contemporanea, al pari del “Diario in Bolivia” di Ernesto Che Guevara.

Scritto con un linguaggio popolare, che riprende la lingua parlata, è un racconto in presa diretta della vita di Omar Cabezas, che da carismatico leader del movimento studentesco di Leòn, prima si unisce al FSLN, poi si dà alla macchia nelle impenetrabili montagne del Nicaragua.

Sulle montagne, sottoposto alla fame, alle intemperie, a un’addestramento durissimo, alle privazioni, alla violenza di una guerra che vedrà decimati i suoi “companeros”, l’autore vive una profonda maturazione esistenziale, che lo muterà profondamente.

“Fuoco dalla montagna” è un romanzo di formazione, ma oltre a questo è una testimonianza non mediata dell’esperienza politica di quella generazione nicaraguense che sfidò la dittatura di Somoza non solo con le parole, ma con le armi in pugno, ponendo fine al suo governo oppressivo e corrotto che durava da un quarantennio dopo anni di guerriglia.

Lo consiglio agli appassionati di politica e storia americana, oltre che agli apprendisti guerriglieri.

www.milieuedizioni.it/prodotto/fuoco-dalla-montagna/

Alberto Mossino e Vito D’Ambrosio, “La grande opera”, Arca Edizioni

Cosa succede quando in una piccolo e sonnacchioso paese della provincia piemontese si comincia a mormorare che presto verrà costruita una centrale nucleare? Partendo da questo scenario fictional ma verosimile, Mossino e d’Ambrosio mettono insieme un thriller di provincia con tutte le carte in regola.

Eh si, perché se di fiction si tratta (è questo il caso), personaggi, scenari, dinamiche sono descritte con colore e spessore.

Il plot narrativo funziona, il ritmo della storia incalza fino all’ultima pagina, alternando principalmente due punti di vista: quello di un trentenne del paese, che diventerà uno dei leader della protesta assieme al suo entourage, e quello di un cronista cinquantenne, scafato e combattivo.

Scorrendo le pagine si sente l’eco delle proteste dei NO TAV: in alcuni capitoli rivivono dibattiti che sembrano raccolti in presa diretta dalle assemblee di movimento e si delineano strategie sperimentate nelle lotte contro l’alta velocità in Val di Susa.

La passione per la scrittura del duo Mossino / d’Amborsio si combina con un amore incondizionato per la vita placida del countryside piemontese, descritto in tutte le sue contraddizioni e ingenuità, regalandoci un piccolo grande romanzo che mescola crime e denuncia politico-sociale.

www.arcaedizioni.it/shop/arte-letteratura-poesia/63-la-grande-opera.html