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PuzzaMilano: quartieri nord-ovest a naso chiuso

| lunedì 1 febbraio 2016

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La puzza si è sentita greve, pesante come mai prima d’ora. E non solo perché ieri era il 10mo giorno consecutivo di sforamento di PM10 nell’aria milanoide. Poco prima dell’inizio del derby un tanfo insopportabile, ancora presente oggi in mattinata, ha invaso il quadrante nord-nord ovest di Milano a partire dalle 20. Decine di telefonate ai vigili all’Arpa anche se la notizia è stata diffusa solo da alcune pagine facebook di zona 8 e siti indipendenti e rilanciata da alcuni consiglieri di Zona. Altri casi erano successi nel passato ma l’odore non era mai stato così esteso. ‘E’ lo stesso odore che sentivo quando abitavo a Settimo. E’ l’inceneritore di Figino’, racconta Valeria che da 45 anni abita in questa zona della città. Da San Siro al Gallaratese, da Quarto Cagnino sino Trenno, da Quinto Romano sino a Figino, lì dove da circa 20 anni ha sede il secondo più grande ‘termovalorizzatore’ della Lombardia (secondo solo a quello di Brescia). ‘Al primo e al secondo piano non si sente nulla’, spiega Vanessa, che abita ai piani alti delle case che affacciano sul Meazza, a circa un km in linea d’aria dall’enorme tubo che spicca ai limiti della città. ‘Ma più su la puzza era insopportabile ieri sera’. Il sospetto è che le tonnellate di materiali, anche plastici, smontati in queste ore da oltre una decina di bulldozer nel sito di Expo, che sorge a meno di 500 metri in linea d’aria dal forno gestito da AMSA spa una delle controllate del Comune, siano stati bruciati ieri sera appena dopo il tramonto.

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Figino è stato recentemente oggetto di un megaintervento edilizio di housing sociale andato male (2/3 degli appartamenti sono vuoti), anzi malissimo. Dalle stanze dei bottoni dell’edilizia comunale tengono le bocche cucite, guai a parlar male dell’Housing Sociale, ma gli operatori immobiliari sono stati costretti a rifare per intero le condutture di tutto il paesino con costi enormi. Che oggi scaricano sugli inquilini. 700 euro per 65 mq all’estrema periferia ovest di Milano, dove se sei senza auto hai finito di muoverti visto che stiamo parlando di una zona a circa 15 minuti di autobus dalla fermata di Molino Dorino. L’inceneritore e i suoi fumi sono lì dietro, a meno di 300 metri dalle prime case. ‘Certo, mica siamo scemi’, ci confida Ennio che lavora al forno, ‘Le mandate, come le chiamiamo noi, le facciam partire dopo il tramonto, spesso a mezzanotte e mezza che alle due molti smontano, così nessuno vede’. Controlli? ‘Ascoltami zio’, ‘Qui di controlli non ce ne sono, e poi con tutto sto umido come cazzo fai a fare partire la fiammata. Normale che ci buttiamo un botto di carta e cartoni, quando va bene. Alla fine il forno è come un megafornello di casa. Non si brucia la roba umida, se non dopo troppo tempo’.