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PRIMARIE SI, PRIMARIE NO, PRIMARIE UN CAZZO

| venerdì 31 luglio 2015

Milano 3 maggio 2015

Il ‘Candidato’ ancora non c’è ma sul tavolo delle primarie del CSX tutto è in movimento. Verdi, Sel, Rifo, Pd, Idv, e i ‘comitati civici’ stanno discutendo delle regole di ingaggio nel consiglio degli undici (www.consigliodegliundici.it) un gruppo di cui fa parte anche il giornalista Gad Lerner e il responsabile della Giunta Pisapia per le politiche giovanili Alessandro Cappelli, che si è riunito nelle scorse settimane alla Casa della Cultura.

‘Nulla è ancora deciso’, ci spiega Anita Pirovano coordinatrice di Sel a Milano ‘Anche se per adesso Majorino è il candidato che più accoglie le nostre istanze. Non siamo appiattiti sulla sua candidatura, gli abbiamo lanciato una sfida più che essere i suoi supporter, vedremo insieme agli altri con cui stiamo costruendo ‘il consiglio degli undici’ che dovrà decidere le regole di partecipazione delle primarie. Certo è che se la scorsa volta avevamo dei pezzi da Novanta molto noti come Onida e Pisapia, a questo giro dobbiamo puntare più sul gioco di squadra che sulle singole persone.’

Al tavolone dell’ammucchiata che spera di ripetere l’exploit del 2011, però, restano tre sedie vuote e chi è già arrivato si guarda intorno per capire chi arriverà. La prima è quella di Franco D’Alfonso e del suo Partito della Città che comprende commercianti, la Triennale e alcuni costruttori, senza escludere quel pezzo di Comitati a lui ancora fedeli (come si è visto con la vicenda della M4 al Parco Solari). Non sono in pochi a scommettere sul suo arrivo a partita iniziata, il colpo di classe del giocatore esperto. Magari con al suo fianco la ‘Buona De Cesaris’ (e i tanti, tantissimi che ammirano la sua concretezza, fuori e dentro il CSX) così come ama definire l’ex Vicesindaca che non ha mai spiegato in consiglio comunale i motivi del suo abbandono. Il loro ponte per il tavolo potrebbe essere Caputo, ex socialista confluito nel PD che zitto zitto è stato il primo ad avanzare la sua candidatura.

Dall’altra parte resta vuota la sedia della sinistra per Pisapia, che comprende pezzi di rifo, ‘Acqua Bene Comune’, Agnoletto, il prof. Basilio Rizzo (che vorrebbe mollare la spugna dopo oltre 25 anni in consiglio) e molti dei presenti al convegno ospitato a Palazzo Marino pochi giorni prima dell’inizio di Expo. E la loro candidata potrebbe non essere quella Anita Sonego, l’unica di Rifondazione presente in consiglio, che ormai viene considerata come un corpo estraneo alla maggioranza. ‘Sel è appiattita su tutto quello che decide la maggioranza. Come è stato sulle scelte urbanistiche, sul Canale via d’acqua, sul decisionismo della De Cesaris così come in tutte le altre delibere’, spiega.

A restare col cerino in mano sembra essere il solo Emanuele Fiano, che nonostante sia il recordman dei passaggi televisivi sulle reti lombarde e abbia un posto da vice sottosegretario del Governo Renzi, ha ormai capito che per lui c’è poco spazio. ‘Sì e mi dispiace’, ci svela una sua fedelissima, responsabile organizzativa di una sezione del Nord Ovest di Milano, ‘Ha capito che da Roma non lo appoggiano e che a Milano il partito è con Pierfrancesco Majorino. Pensava di farcela, ma la corsa è lunga e tutto si deciderà a metà settembre. Quando da Roma arriverà un nome.’ Quel che tutti temono e nessuno ha il coraggio di ammettere è che gli equilibri capitolini si riversino anche su Milano, alla faccia dell’autonomismo lombardo tanto caro ai laici della maggioranza. Il Partito della Nazione c’è e presto farà sentire il suo peso, per questo il CDX non ha sciolto ancora le riserve su liste, equilibri e assetti. A sinistra e fuori dai partiti invece, nulla si muove.

I movimenti sono evanescenti, smacchiati dalle 10mila spugnette del post NoExpo MayDay: ‘Con Majorino candidato sindaco ‘di sinistra’ l’astensionismo a sto giro più che una scelta è un dovere’, pensano in tanti, che però potrebbero votare col naso tappato solo se dall’altra parte ci fosse Salvini. Se l’ex FGCI Majorino, Agnoletto e i comitati civici del borghesissimo duo Castellano-Ambrosoli sono il massimo che si offre all’altra Milano, il rischio concreto è la crescita dell’astensionismo. Anche e soprattutto nelle periferie e tra quella ‘Milano piccola’ che non manda i figli alle scuole private, non ha la carta di credito per accedere al bike sharing e l’aria condizionata in casa. Se a questa fetta si aggiungono i tanti delusi, gli ex comitati x pisapia, i tanti comitati cittadini (No Portello, No Monte Stella, No Moschea, No Canal, 573 alberi e chi più ne ha più ne metta) il CSX non può certo dormire sonni tranquilli. ‘Comunque vada, ci troveremo con una maggioranza spostata pesantemente al centro’, prefigura Anita Sonego.

‘Aspetta ancora due mesi’, ci svela un dirigente del NCD in Regione Lombardia, che chiede di mantenere l’assoluto anonimato. ‘E’ stato tutto programmato. Certo ci saranno i fessi che ancora ci credono e che abboccheranno come l’altra volta, ma ci siamo già divisi i posti. La Lombardia e Milano devono correre, i cantieri ripartire, il cash girare. Non c’è spazio per queste cazzate. Certo le primarie… ma ci sono le ferrovie e il terzo valico con Genova, Atm e Trenord, MM e Aler, le fusioni della Città Metropolitana, e poi senza un accordo tra Regione e Comune me lo spieghi dove va a finire il milione di mq di Expo. Dai, siamo seri. Se vogliamo parlare di filosofia possiamo farlo, ma quel che conta sono gli affari. Chi vuol vivere di sogni è giusto che lo faccia, figuriamoci, ma basta fare discorsi da ragazzini. Qua ci sono miliardi di euro in ballo.’