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Primarie: le Domande che Non Ha Fatto Lilli Gruber

| giovedì 4 febbraio 2016

sbalzamajor

majobalzasala

di Paolino e Alex, paladini della Comancha

Non sembra neanche passata l’Epifania che già le primarie sono qui. Neanche il tempo di conoscere i 3+1 candidati che siamo già al dibattito televisivo nazionale e al voto (sabato e domenica, per chi volesse). Da quando, sotto il sole cocente della primavera 2015 coi cantieri ancora in forse, Renzi andò a spronare i muratori rumeni a farcela per finire in tempo, vide che oltre a lui c’era uno solo che ci credeva ancora all’expo: il Sala manager lettiano accerchiato, i bracci destri arrestati, che però tirava su una sponsorizzazione via l’altra. Quando si trattò di ringraziare all’inaugurazione, il correntista toscano disse grazie Beppe, grazie Letizia, non grazie Giuliano, perché il Comune non ne aveva voluto sapere di inzaccherarsi con le inchieste che avevano già travolto Formigoni.

Quanti casini ha combinato Pisapia a fine mandato! Ha detto che ci sarebbero state primarie aperte alla società civile e invece ci siamo ritrovati le primarie del PD. Che
cosa hai portato a fare la Balzani da Renzi a Roma, in spregio alla tradizionale autonomia politica milanese, per poi darle l’endorsement solo due mesi dopo?

Come spieghi ex sindaco Pisapia che sette assessori sono passati al volo con Sala invece di appoggiare la tua designata? Perché non hai scelto una via condivisa per la scelta del tuo erede se avevi così paura del partito della nazione?

La storia delle primarie 2016 è un teatro dell’assurdo che neanche la soprano calva di Ionesco riuscirebbe a rappresentare. Pisapia non solo non ha scelto subito un successore dopo la scelta scellerata di non ripresentarsi, ma ha bloccato tutti i giochi pensando che Renzi non gli avrebbe messo i bastoni fra le ruote. Illuso: pensava che il fiorentino non sarebbe passato all’incasso dopo il successo dell’esposizione milanese? Dopo il casino di Marino, che porterà alla probabile perdita di Roma, il neoquarantenne non può certo permettersi di perdere Milano: sarebbe tenere in vita il modello arancione di alleanze a sinistra che è l’esatto contrario della strategia dell’italicum e del senato evirato.

La Lilli ialuronica ieri sera di domande scomode ne poteva fare parecchie, ma visto che né lei né nessun cronista ha avuto l’ardore di porle, le faremo noi senza paura:

Signor Sala lei ha detto che la sua collocazione a sinistra si caraterizza per la «santificazione del lavoro»: ma allora perché ha abolito il 1° maggio, giorno sacro per i lavoratori di tutto il mondo, aprendo Expo proprio quel giorno e ha scelto di impiegare migliaia di volontari a salario zero senza neanche il diritto al ticket?

In caso le arrivasse un avviso di garanzia si dimetterebbe da sindaco o aspetterebbe il terzo grado di giudizio e continuerebbe la sua attività amministrativa?

Di patrimoni netti e consuntivi si occuperanno i revisori di bilancio; noi vogliamo semplicemente sapere quanto i milanesi hanno versato per expo e quanto hanno avuto come ritorno: alla fine ci abbiamo smenato o no?

Last but not least: ha intenzione di sgomberare i centri sociali milanesi? Ci ripensi..

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Signora Balzani lei rivendica un’appartenenza al popolo arancione e all’esperienza del 2010-2011 che ha portato Pisapia a diventare sindaco, ma lei non solo allora non c’era, era a Genova come assessore tecnico nella giunta Vincenzi a Genova. E non risulta che lei abbia fatto alcun attestato di stima nei confronti di Pisapia prima che vincesse inaspettamentamente le primarie contro Boeri (e Majorino). Non le sembra di appropriarsi di ciò che non le appartiene, lei che è entrata in giunta a metà mandato e che solo dopo il licenziamento della De Cesaris è diventata vicesindaco?

Sig.ra Balzani lei ha accusato i 7 assessori della giunta che sono passati con Sala di farlo per paura di perdere la poltrona. Tuttavia non è mai stata eletta con le preferenze dei milanesi ed è solo da luglio 2015 che è la vice di Pisapia: non le sembra un po’ poco per accreditarsi come sindaco di tutti i milanesi?

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Pier Francesco Majorino, ma lo hai capito che ti hanno scaricato tutti, anche la Caritas? Non sei mai stato un vincente, ma un diligente funzionario di partito pci pds pd. La tua pubblicità col mustacchio sbiadito ci fa un baffo (e poi quello della camicia col baffo non era di sinistra). Il baffo bianco fa molto pubblicità di pipe e ristoranti a menù di pesce con sconto comitiva. Ieri ci hai fatto tenerezza, Pier. Hai fatto scattare la sindrome di Calimero che è in noi. Quello della UISP sembrava in combutta con Sala per darti addosso e farti apparire vecchio. Non sei riuscito neanche a dire: ma lei è una genovese che nessuno ha mai visto fuori da Zona 1! E lui come fa ad avere a cuore gli ultimi facendo 450.000 l’anno? Si dimetterà dal lucroso posto in CdA della Cassa Depositi & Prestiti? Dice il bocconiano che è di sinistra, e dice di chiedere a Prodi, Rutelli, Letta se lui non è di sinistra: ma quelli son tutti democristi!! E poi porca madonnina non potevi almeno dire noi siamo la Milano che vuole il matrimonio gay? Sono io la migliore garanzia contro l’oscurantismo leghista? Sei proprio un loser, ma conosci la nostra Milano, quella autonoma e non solo da Roma;)