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Pornoterrorismo

by Rosario Gallardo | mercoledì 26 marzo 2014

E’ in corso (con offerte esclusive per i mecenati) un crowdfunding per portare in Italia un libro con la sua autrice: “Pornoterrorismo” di Diana J. Torres aka Pornoterrorista. Lei è di Barcelona ma da qualche mese si è trasferita in sud America e adesso si sta preparando per un tour Italiano che la vedrà in tappe sparse per tutto lo stivale. Di Diana ho già scritto parecchie volte, ora dovrei presentarvi il libro, ma non lo farò perché non l’ho ancora avuto tra le mani e saprei dirvi molto poco. So che si tratta di un testo nel quale convivono visioni politiche con scorci autobiografici, so che vi potrete trovare sia poesia che storia e che è un pezzo importante della vita di una donna che di certo ha fatto scelte poco conformi alle tendenze sociali predominanti. Non che sia per forza un esempio da seguire: i santi sono un esempio, gli eroi sono da celebrare, mentre le persone che hanno un’identità lucida vanno conosciute, così che ispirino in noi il coraggio per lasciare emergere le nostre coloriture, se mai avessimo voglia di goderne. Ora, io lo so che a molti da fastidio l’idea di fare della sessualità una campagna politica e certamente non posso garantire che di questo non si tratti, ma posso invece spendere due parole su questo particolare tipo di fastidio e su questa particolare tipologia di campagna politica. E’ uso comune pensare all’intelligenza come a quella capacità intellettiva di gestire le astrazioni, mentre sono dette istinto tutte quelle spinte a compiere azioni di cui non abbiamo un corredo argomentativo. In questa visione è un gesto politico portare la sessualità dal piano dell’istinto a quello della semantica verbale in quanto è lì che la volontà può guidare le azioni. Ma che un’azione sia politica non vuol dire che sia buona per noi, la politica è una pratica correlata alla funzione di governo e quindi di controllo su singoli e gruppi sociali. C’è chi preferisce non dare nome e non imporre consapevolezza nei gesti erotici, felice del suo limbo caotico, lungi dal lasciarsi dire da qualcuno, anche nel sesso, cosa è politicamente corretto e cosa non lo è. Personalmente non condivido l’ottica che divide il piano istintuale da quello intellettuale e tantomeno penso che la coercizione si possa veicolare solo su un piano intellettuale. E’ vero che immaginiamo i freni inibitori provenire dalla testa a inibire il corpo, ma nulla è così lineare. Fatto sta che qualunque argomentazione politica a favore di una sessualità piuttosto di un altra la trovo imbarazzante. Come l’idea stessa che si possa esaurire una macro questione come questa con un singolo punto di vista. Una signora sedicente femminista milanese mi ha appena rifiutato la presentazione del libro di Diana in una nota libreria femminista milanese perché ritiene che l’argomento sesso e femminismo sia già stato ampiamente esaurito dalle pubblicazioni di Carla Lonzi negli anni settanta. Mi ha ricordato una signora che, sei anni fa alla nostra prima mostra di foto di nudo, mi disse che non era interessante dato che negli anni settanta ne aveva già vista una. Avrei voluto dirle che queste parole avrebbero potuto mandare in frantumi seimila anni di storia delle arti visive. Comunque per la signora che ha già letto tutto ciò che c’è da dire sulla sessualità, le donne e la politica in “La donna clitoridea e la donna vaginale”, un testo che già ai suoi tempi brillava di contemporaneità facendo il verso a Cesare Lombroso, non è rimasto che sottolineare che ai massimi sistemi sulla sessualità loro preferiscono testi sulla differenziazione di genere. Io non lo so se Pornoterrorismo è un testo che parla di questa particolare prospettiva che immagino racchiuda in se l’alfa e l’omega di tutta una particolare visione del mondo riassumibile, come sulle pagine della settimana enigmistica, nell’elenco delle differenze tra maschietti e femminucce! Diana si autodefinisce femminista ma, come giustamente mi fa notare la signora clitoridea, i femminismi sono tanti ed evidentemente,  nel suo caso, non gradiscono conoscersi tra loro. Neppure so se il libro è certificato FAI, come le vacche naturama dell’Esselunga. Questo invece mi è stato chiesto da un signore napoletano, di una certa età, la cui unica prerogativa per presentare il libro nella sua città era un pedigree scritto nero su bianco o una dichiarazione di schieramento politico certificabile. E’ certamente un pensiero anarchista quello che muove Diana e quindi alberga tra le pagine del suo libro, ma non credo si tratti di un testo politico come lo intende l’ottuagenario partenopeo. Poi c’è chi teme si tratti di una simpatica narrativa che si definisce postporno in quanto la protagonista è una birbante attivista di sinistra immersa in fattarielli blandamente erotici, dove le femmine sono lesbiche, i maschi sono stronzi e la protagonista vive mille avventure piene di significati in rosa, in pieno stile da trafiletto di Donna Moderna. Conosco Diana e il diamentro d’accesso della sua vagina e non credo che vi ammorberà con raccontini di sinistra. No, purtroppo è solo testo, non ci sono le foto del suo bellissimo culo ma se vi fate vivi alle tappe del Tour, sono certa che non vi troverete delusi nel conoscerla di persona.

Le date e le città del tour sono le seguenti:
9 d’aprile: PALERMO
10 d’aprile: NAPOLI
11, 12, 13 d’aprile: ROMA
14 d’aprile: BOLOGNA
15 d’aprile: GENOVA
16 e 17 d’aprile: MILANO/RHO
18 e 19 d’aprile: TORINO

Il 17 Aprile Diana Pornoterrorista sarà ospite negli Atti Osceni di Rosario Gallardo e vi consiglio di segnarvi bene la data in agenda. In città non troverete alcun posto per festeggiare tanto degnamente l’incombenza della santissima pasqua.