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Polizia Locale: salta il contratto

| martedì 5 maggio 2015

Ore 16, lunedì 4 maggio, il ‘May day after’. Da Palazzo Marino, riposti guanti e sgrassatori, partono le chiamate ai sindacati. Convocazione urgente, l’ennesima di una sconclusionata serie che dura da troppe settimane. ‘Ma cosa sarà?’, si chiedono i segretari. ‘Magari è per gli scontri dell’Expo’ sogghigna qualcuno. ‘Ma no, è per dirci che il Prefetto ha chiesto di non fare assemblee e scioperi fino a novembre’, ipotizza un’altra mentre entra a ‘Palazzo’. Certo che in piazza XXIV° Maggio insieme a Mazzali c’eran metà r.s.u. del Comune, oltre un ex segretario confederale compreso, anche se pochi avrebbero oggi il coraggio di ammetterlo dopo quanto successo. I revisori dei conti (esperti scelti dalla Giunta, nda) hanno detto niet, il contratto decentrato della Polizia Locale non va bene  (leggi manca il cash). Qualcuno ha barato ai tavoli di confronto, e ora le carte sono scoperte. Ma guarda caso è iniziato l’Expo e dopo la ‘Devastazione di mezza Milano’ (per citare la giovane forzista Sardone su Telenova) c’è forse qualcuno che vuole/osa/può lamentarsi? E no per Dio e per la Patria, c’è di mezzo il ‘Futuro del Paese’, ‘Siam Pronti alla Vita, l’Italia Chiamò’. Guai a chi evoca solo lontanamente l’ExpoCrack, moderna Caporetto. Così dopo tanto blaterare di ‘sicurezza’ e ‘nessuno tocchi Milano’,  in Comune inizia a serpeggiare un dubbio: la voragine nel bilancio nell’anno Expo è profonda. Tanto da mettere in dubbio, per la prima volta dal Dopoguerra, il pagamento degli stipendi. Non dei privilegi dei 150 consulenti esterni arancio che oggi hanno dato il meglio di se su twitter e facebook (leggere il messaggio postato sull’account dell’arredo urbano per credere). E nemmeno dei superstipendi dei 130 dirigenti a 4 e 5 zeri.  I primi a fare le spese della ‘Troika Meneghina’ sono proprio gli agenti della Polizia Locale che lo scorso 6 dicembre avevano iniziato a sentire puzza: solo il ritiro delle delibere con le quali la giunta azzerava il contratto decentrato del Corpo aveva salvato gli Oh Bej Oh Bej (nella foto un’assemblea in Beccaria) dallo sciopero che di lì a 15 giorni avrebbe investito il Capodanno di Roma. Con strascichi pesanti. Città in cui, oltre a Venezia e a molti altri municipi, i Vigili sono senza contratto. Niente indennità di disagio, niente rimborso lavaggio divisa, niente maggiorazioni notturne, niente incentivi per turni ‘difficili’. 1200 euro al mese come un commesso qualsiasi e via andare a fare i blocchi stradali inforcando le Doniselli, così come l’ultimo Saverino tra tanti. La mediazione è saltata e ora anche le più collaborative tra le sigle sindacali hanno capito che non era una questione legale (motivo per cui venne affidata a un professorone strapagato l’analisi amministrativa della questione, rivelatasi poi infondata) e nemmeno una volontà politica (Granelli e Bisconti dovettero rimangiarsi le delibere di novembre con cui disdettavano unilateralmente il contratto decentrato). A nessuno era sfuggito che la sospensione delle delibere di Giunta e la conferma del decentrato mancava della firma dei due dirigenti responsabili, il duo Carli-Lopedote, che di leggi se ne intendevano e sono stati sostituiti da Alessandro Pollio Salimbeni, che sarà simpatico, sarà un ‘compagno’ dell’Anpi e sincero democratico, ma che di contratti ne sa poco o niente. Ad aggiungere danno alla beffa il fatto che il 7 maggio (dopodomani) scadono le graduatorie per i 7°, 6° e 5° livello dei precari. Altre 150 persone che perderanno anni e anni di anzianità e l’ultimo treno per un reddito, se la Giunta non dovesse rinnovare le loro graduatorie. Già dal prossimo mese potrebbero mancare nelle buste paga dei 3000 vigili milanesi dai 300 ai 500 euro. A rischio sono ora tutti gli straordinari di Expo, i turni alle rotonde che portano alla ‘piastra’, le squadre impegnate in ExpoInCittà. Qualcuno domani su giornali e TV riuscirà a spiegare che questa faccenda rischia di essere terribilmente più seria, per la sicurezza di Milano, rispetto a 10 macchine incendiate? Se i ghisa si incazzano non basterà la marcia dei 20 mila (al max saranno stati 5mila radunati da comitati x Pisapia e sedi del PD) con scope e guanti di domenica a Cadorna. La Sicurezza dei cittadini è una cosa seria, che dura più di 20 minuti e un giorno su 365. Non un film da mandare a reti unificate, ma uno strumento fatto di donne e uomini che stanno in strada (almeno 1400, sempre) da usare con ponderazione. E non c’entra niente con la più lunga e vergognosa campagna elettorale che i cittadini di Milano stanno oggi subendo. E ben presto pagheranno a caro, carissimo prezzo.Beccaria