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Politecnico e Comune: le mani su Città Studi

Città Studi resiste | domenica 27 maggio 2018

“Stanno per partire i lavori di ristrutturazione dell’area di Architettura del Politecnico. Il progetto originario, firmato da Renzo Piano, prevedeva demolizioni, nuove costruzioni e una zona alberata, ma nessun edificio di 5 piani a ridosso della piscina e dei giardini. Il Politecnico intende invece costruire anche questo nuovo edificio, che sarà in vetro, si affaccerà direttamente sull’impianto balneare e i suoi giardini, pretendendo pure di abbattere decine di metri del muro di cinta (vincolato come tutto il complesso) e sostituirlo con un basso parapetto in vetro.

L’edificio, alto 15 metri, sarà incombente sulla piscina e sui giardini dal lato esposto a sud e creerà una zona d’ombra che, specialmente d’inverno, priverà dei raggi solari gran parte dell’area giochi utilizzata soprattutto dai bambini piccoli. Si deve a Michele Sacerdoti e non certo ai rinomati studi di architettura del Politecnico lo studio delle ombre che graveranno sul suolo pubblico.


Da notare che gli edifici del Politecnico esistenti sono molto più arretrati rispetto al muro di cinta.
Ci preoccupa inoltre il destino degli alti alberi in prossimità del muro.

Infine, questa nuova costruzione, così dove è prevista, non può essere ammessa secondo le norme regolamentari che esigono di costruire a una distanza minima di 5 metri da altra proprietà confinante. Sempre che il Comune non faccia un regalo al Politecnico derogando a questa norma.”

Ecco la distanza tra i fotomontaggi di Sala & Maran e la realta’. Palazzina progettata dal ‘Poli’ a deturpare l’originaria struttura della piscina Giulio Romano toglie luce e sole ai giardinetti pubblici meta di decine di mamme. Demoipocriti bitumano Milano.