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Pisapia Pellegrino a Roma Torna a Milano con la Coda fra le Gambe

| lunedì 7 dicembre 2015

renzipisa

di Paolo con Ale, dalla Comancha

Pisapia e la brunetta dei ricchi e poveri vanno in pellegrinaggio a Roma a trattare con Renzi per il candidato PD alle primarie di Milano, che l’avvocato dimissionario vorrebbe sia la sua vicesindaco (doveva essere la Decesaris ma va bene anche la Balzani) invece di Sala Expo (“troppo divisivo”), ma il fiorentino li gela con un sorriso da lupo: “Che siano primarie aperte e che vinca il migliore candidato. Ovviamente il mio.” Anche le primarie devono slittare al 28 febbraio (Pisapia lo farà ingoiare a SEL), perché se no il Giuseppone Supermanager non ha il tempo di raccogliere le firme.

Insomma il sindaco uscente non ha fatto neanche in tempo a salutare il suo vecchio prefetto Tronca, ora praticamente sindaco di Roma nominato dal governo, in attesa che nuove elezioni facciano piazza pulita del pateracchio Marino. A proposito dello sventurato genovese a Roma, il Pisa aveva commentato in televisione: “Per fare il sindaco, bisogna conoscere bene la propria città”, salvo poi ritrovarsi a cercare di sbolognare una genovese a Milano (sì, ok, meglio lei di lui, anche perché il Marino era sponsor di Majorino, ma meglio scordarle certe cose..).

Ma cosa ci è andato a fare a Roma un sindaco di Milano? Il nuovo sindaco non lo dovevano decidere i milanesi, che dai tempi di Sant’Ambrogio rivendicano e praticano orgogliosa autonomia da Roma? Cosa ci fa il sindaco uscente a Roma a dichiarare “no comment” senza essere candidato alla corte costituzionale? Ecco un po’ fa male vedere un milanese fare il pellegrino a Roma sperando di essere giubilato. E poi Palazzo Marino (aridaje) non è mica feudo del sindaco di cui può disporre tramite investitura del successore. Insomma Giuliano, nel momento che hai dato forfait prima di expo, dovevi ritirarti a vita privata mica metterti a fare il kingmaker. Così ti sei reso debole e vulnerabile agli occhi di chi comanda a Roma, che ha più bisogno di Milano di quanto Milano non abbia bisogno di lui.

Non avendo nessun interlucutore nel PD meneghino autonomo da colui che i cazzi li fa diventare i hazzi, per evitare di sottostare a sua volta ai volteggi del fiorentino, il Pisarca prende in mano l’iniziativa, e porta con sé un sms: #iononvotosala. E porta la Balzani per un provino, ma Renzi dice: “Le faremo sapere”. Proabilmente si è anche parlato di città metropolitana (din din din: pisapia è anche a capo del nuovo livello amministrativo) per compensare chi si ritira dalle primarie alla Fiano gangnam style.

Al di là delle figure da pellegrino, un fatto rimane. Prima era Sala d’Attesa. Ora è Sala da Pranzo. Si mangerà Majorino e Balzani in un sol boccone? Il suo slogan: “Milano deve passare dalla Milano da bere alla milano da vivere bene” ad alcuni è sembrato d’antan ma non è casuale, è un tributo doveroso alla platea dgli ex socialisti (din din din diaspora PSI. Sempre lì, sempre liii.. in mezzo al campo.. una vita da mazzettaro..)

Perché Giuseppone lui c’era quando c’era il Popolo delle Libertà, lui c’era quando tutti i socialisti erano riuniti in Forza Italia, lui c’era quando il Crassi era padrone di Milano e Sala imparava a fare il manager in Pirelli.

Forza apparecchiare la tavola, ché presto arriva l’Ultima Cena, con il Giuda di Sala che tradisce la sinistra del Messia Pisapia a vantaggio di tutti i barabba ciellini, centristi e socialisti in trepida attesa.