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Piano Periferie: Cemento & Speculazione

by redazione MiX | lunedì 20 febbraio 2017

Giovedì 16 febbraio 2017 al consiglio del municipio 6 sembrava di essere ad un consiglio comumale della Locride. All’O.d.G. il parere, non vincolante, in merito alla delibera di Giunta n.34 del 10.02.2017 PG 69692/2017 “Parere Calchi Taeggi”. L’annosa questione, mai posta abbastanza alla conoscenza dei cittadini, riguarda un intervento edificatorio massiccio che destina tutte le ultime aree pubbliche verdi, compreso un campo sportivo, della zona Inganni-Bisceglie-Lorenteggio, in gentile ossequio alle società edificatrici dell’ immobiliarista Borio Mangiarotti e della cooperativa ACLI Solidarnosc, subentrate alle precedenti succedutesi negli anni. Società che vogliono la permuta della cava altamente tossica di loro possesso con il poco verde pubblico rimasto in zona . Cava e area già oggetto di processi giudiziari; che ha visto passare la quota edificabile da 0 a 90% magicamente negli ultimi pochi anni. Nonostante ciò, queste società preferiscono costruire più volentieri su aree verdi incontaminate pubbliche. Evidentemente i nostri amministratori non aspettavano altro, fregandosi le mani in vista di una bella permuta di terreni, danari e carriere. La “permuta” in questione riguarda una superficie interessata di 413.000 mq. Un intervento massivo, molto più importante dei più noti scali ferroviari ma sconosciuto ai più, che devasterà tuttele ultime aree verdi rimaste tra via Bisceglie e il Giambellino. Sono questi gli interventi di riqualificazione delle periferie tanto decantati in campagna elettorale? Tra i contenuti essenziali della proposta che cercano di legittimare questa sporca operazione speculativa, ops, permuta, si legge:Il miglioramento planivolumetrico mediante la densificazione e omogeneizzazione del tessuto urbano esistente…” Ovvero si costruisce a ridosso del già edificato per armonizzare le planimetrie e rimpinguare le casse comunali lasciando ai cittadini un grande parco tossico.  Il ricucire la frangia urbana lungo la via Bisceglie, oggi caratterizzata da tessuto edilizio promiscuo e assai poco riconoscibile “-che dopo questo intervento non sparirà, ma anzi si accrescerà omologandosi in bruttezza per continuità e volumetrie cementificate. 

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E ancora: “ a completare lotti urbani verso via Cardellino in un più corretto rapporto tra pieni e vuoti”– qui il verde pubblico viene considerato “vuoto” in dispregio alla sua funzione vitale. Quanti “vuoti” sono rimasti a Milano da riempire di cemento secondo questa logica?Ieri sera i cittadini hanno rinnovato a gran voce la loro contrarietà evidenziando come le motivazioni succitate diventino tragiche di fronte al problema enorme che grava sulla tutela della salute pubblica del Comune di Milano, vista la situazione dell’inquinamento dell’aria, compromessa al punto da quadruplicare i livelli massimi consentiti dall’Unione Europea e considerato il fatto che è proprio con la carenza di spazi alberati prospicienti alle abitazioni che si accresce il problema dell’inquinamento atmosferico. Hanno rilevato che il piano di valutazione sull’impatto viabilistico era talmente obsoleto da risalire a tempi precedenti alla realizzazione del cavalcavia Giordani e del Vodafone Village. Zona dunque già pesantemente congestionata dal traffico su cui si andranno a riversare altre enormi volumetrie, con strutture che aggraveranno la situazione, senza neppure uno studio di valutazione attuale in proposito. Hanno sottolineato che si sarebbe creato un pericoloso precedente per le future richieste da parte di quei costruttori che vorranno scambiare aree contaminate con aree comunali a verde. Inoltre, hanno considerato l’accanimento con cui le Giunte, precedente e attuale, perseguono nel progetto di favorire le società edificatrici, secondo il principio di imparzialità, che dovrebbe guidare l’amministrazione del Comune di Milano, contro il volere della cittadinanza di zona 6 che ha più e più volte manifestato la propria contrarietà. Accanimento palesato oltretutto nella formulazione della delibera di Giunta a scadenza di mandato, dunque in attesa del voto di una nuova maggioranza che con più probabilità l’avrebbe accolta. I cittadini, anche insieme al Comitato Calchi Taeggi che da oltre 10 anni segue la questione, hanno chiesto che la bonifica della cava ex Geregnano abbia termine prima dell’inizio della cementificazione delle altre aree oggetto di permuta con le società edificatrici, ovvero prima dell’ abbattimento degli alberi di grande dimensione che quelle aree ospitano in numero considerevole.

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Che le risultanze delle successive analisi chimiche effettuate sull’area della cava exGeregnano, dopo la predetta bonifica, vengano comunicate alla cittadinanza in ordine ai principi di pubblicità e trasparenza che dovrebbero caratterizzare l’attività del Comune. Che preventivamente ai lavori di abbattimento alberi, scavo e sterro, sull’area denominata Parco Blu, tra le vie Ciconi e Bisceglie, vengano effettuate analisi e rese note le risultanze affinché sia esclusa la possibilità di possibili dispersioni nocive nell’ambiente proprio in considerazione della programmata bonifica a cura dei costruttori. Le richieste, tutte bocciate dalla maggioranza, sono state accolte esclusivamente dai consiglieri di opposizione che le hanno fatte proprie nelle proposte di emendamento. Il presidente Minniti parla di palazzetti dello sport che spuntan fuori di delibera, poi in un tutt’uno con un campo d’atletica il parco delle crocerossine verrà invaso da altre piste e giochi(visto che il campo colombo sarà riempito di cemento)…specchietti per le allodole. Fuori di delibera peraltro. A questo punto,come già in precedenza avvenuto durante il periodo della campagna referendaria sulla Costituzione, insieme agli altri cittadini presenti, mi sono ritrovata nel paradosso, nella schizofrenica scissione interiore di sentire me stessa applaudire consiglieri rappresentanti di partiti storicamente e totalmente distanti dal mio pensiero politico. Forze politiche che ascoltano le pance, si, ma almeno ascoltano. Non ridono in faccia ai cittadini con l’arrogante saccenza o la sbrigativa denigrazione dei problemi come ha fatto la maggioranza del partito sedicente democratico. Non hanno mai millantato falsa intenzione di ascolto, belle parole sulla partecipazione, “inclusione sociale” profusa a piene mani… Il Pd ha bocciato tutti gli emendamenti, primo fra tutti quello sulla bonifica preventiva sull’area della cava tossica che vogliono destinare a parco. Perchè tutti sappiamo che quella bonifica non si farà mai. A tal proposito il presidente Santo Minniti si è premurato di intervenire di persona per richiamare i suoi alla ferma linea dell’obbedienza, magari ce ne fosse stato uno in grado di tirar su la schiena e non avesse avuto voglia di strisciare come un verme ai piedi del capitale privato; non foss’altro che per la tutela della salute pubblica. Bulgari e compatti anche sull‘annullamento delle modifiche già approvate dalla giunta precedente che chiedeva una percentuale di edifici da destinare ad E.R.P. (case popolari). Il costruttore non ne vuole sapere, non se ne faranno. Edilizia convenzionata al massimo, e solo per 30 anni. Ronza però ancora nella mia testa di sprovveduta una domanda: ma queste persone porteranno i loro figli a Curma o a Santa tutti i week end per farli respirare ?