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Periferie Tradite: Stop agli Alloggi per Sfrattati

| lunedì 18 maggio 2015

Si fa presto a dire case popolari a Milano. Pubblicità pessima, situazioni al limite del racket e tanta colpevole incuria. Una situazione simile a quella di tutto il patrimonio immobiliare di proprietà del Comune di Milano: case, palazzi, terreni, proprietà varie e non solo nel territorio meneghino. Oggi, a segnare un punto di non ritorno tra la propaganda arancione che aveva fatto ben sperare e la realtà (disastrosa) dei fatti, un presidio organizzato dai sindacati della Casa (Sunia Cgil e Sicet Cisl) sotto palazzo Marino. Anche la Giunta ‘Spongebob’ Pisapia infatti, ci ha messo del suo in questi quattro anni, e la situazione del servizio assegnazione alloggi popolari sta lì a dimostrarlo. Gli uffici (E.r.p.) di via Pirelli 39 sono al limite del collasso con un arretrato da incubo e metà dei dipendenti che han chiesto il trasferimento. Ad accogliere decine di richiedenti al piano terra del palazzo (tra un mese gli uffici saran trasferiti….al Cimitero Monumentale) due commessi che non capiscono né parlano lingue straniere, armati unicamente di tanta buona volontà. Presidio fisso di 2 agenti di PL più uno negli uffici protocollo al piano, il servizio più odiato dai comunali. ‘…E chi ce la fa a stare qui’, ripete A. che di stare ad ascoltare i casi umani che si presentano agli sportelli non c’ha proprio voglia. ‘Anche perché li prendiamo letteralmente in giro. Assegnamo, se va bene, 3 case al mese…’. Ciliegina sulla maleodorante torta la decisione dell’assessora Daniela Benelli (condivisa dalla ‘Giunta Mastrolindo’) di interrompere l’assegnazione alloggi in deroga, un servizio per le famiglie sfrattate, già fermo da quasi un anno nel silenzio tombale di Repubblica/Corriere/Tg3Lombardia. Non basta il tardivo passaggio della gestione della manutenzione ordinaria degli alloggi da Aler (praticamente fallita) a MM spa, per risolvere i problemi. Come ci spiega un funzionario dell’ente diretto dal Comune e guidato dal giugno 2014 dall’ex bancario consigliere comunale del PD Amedeo Corritore: ‘Ci sono almeno due camion di pratiche che aspettano di essere visionate da anni. Aler ce le ha rispedite così come eran state date. Arretrati, lavori di manutenzione mai pagati, rendiconti, domande. Pensa che ci son 18 mila famiglie che aspettano una casa ed almeno 2 mila alloggi vuoti. Senza parlare dei 1300 alloggi occupati abusivamente in tutta Milano’. MM spa dal primo settembre diventerà una società privata a quasi tutti gli effetti: è ormai deciso dalla Giunta ‘Cif Ammoniacal’ il passaggio dal contratto degli enti locali a quello Gas Federcasa, nettamente peggiorativo. I lavoratori se la sono segnata al dito: ‘Pensa che quando abbiam chiesto alla De Cesaris di assorbire almeno qualcuno dei 236 lavoratori finiti in mobilità da Aler ci ha detto che avrebbero remato contro….Ma ti rendi conto, i lavoratori pagano le ruberie dei dirigenti anche col posto di lavoro’, ci svela un sindacalista presente ai tavoli di trattativa. Risultato MM spa sta procedendo… a nuove assunzioni. Simbolo della catastrofe il complesso di via Solari 40, progettato a fine Ottocento e ultimato nel 1906 dalla società umanitaria, antesignano delle case popolari milanesi. Finanziate da filantropi (Moise Loria su tutti), sottoscrizioni delle società operaie, e tanta fatica, le case di via Solari sono tra i complessi popolari più prossimi al centro e versano in uno stato davvero pietoso. Le immagini che illustrano l’articolo parlano da sole. ‘Vedi quel tetto?’, mi mostra uno dei più giovani tra gli abitanti dei palazzi mentre mi mostra un vecchio sottotetto in legno che sporge su via Stendhal. ‘E’ da almeno 4 anni che cadono tegole. L’anno scorso il marciapeide è stato transennato non so più per quanto tempo…ma si può?’. ‘L’ingresso è senza lucchetto…ma sai quante macchine entrano a parcheggiare durante il salone del mobile? Via Savona è qui dietro…’. Uno degli edifici che saranno oggetto di intervento è vuoto da 18 mesi: Aler ha provveduto a spostare gli inquilini in altre case popolari. Rientreranno? Difficile dirlo oggi, visto che gli spazi interni dei 5 palazzi e 15 scale in cui è diviso il ‘quartiere operajo’, hanno già visto due ristrutturazioni concludersi con un poco di fatto.
Il progettato intervento di recupero, se ne parla da anni ma questa volta è quella buona, non riuscirà però a intervenire su tutti i palazzi da ristrutturare. ‘Tutta la parte che affaccia su via Solari, compresi i negozi al piano terra oggi occupati da associazioni e una ciclofficina, son rimasti fuori dell’intervento’, ‘Eh… ma non lo scriva’, si affretta a chiedere il geometra del Comune. 8 milioni non sono bastati a ‘finire’ il lavoro e MM spa, avrà in carico la gestione ordinaria delle case restate fuori dalla ristrutturazione. Che oggi subiscono rotture frequenti dei centenari tubi di rame, acqua in casa e umidità oltre a uno stato degli infissi (alcuni mai sostituiti) da film horror. Tutto questo a fronte di affitti raddoppiati rispetto a quanto si pagava nel 2011. ‘Da 116 euro al mese adesso ne pago 236’, ci spiega Rosa, una simpatica ottantenne che troviamo nel bel giardino interno agli edifici.
‘Succederà un macello, lasciatelo dire’, mi spiega un collega del Demanio. ‘Aler non aveva nemmeno aperto gli scatoloni di planimetrie passati a suo tempo dal Comune di Milano. MM spa non è preparata a gestire tutta questa mole di lavoro’. Dito nella piaga del patrimonio del Comune di Milano, un mondo tanto sconfinato che nemmeno i dirigenti preposti sono in grado di delinearne i confini: beni non solo poco valorizzati ma che stanno andando letteralmente a pezzi, come è successo per una delle cascine storiche di Milano, la Case Nuove di via Paravia, a 600 metri da De Angeli, in zona 7, costruita nel 1500 lungo la strada vercellese. Venderla no, perché era un ‘bene comune’. Ristrutturarla nemmeno perché ‘costava troppo’. Così è stata demolita dal Comune di Milano, con buona pace del Consiglio di Zona guidato da tanti consiglieri che sono in prima fila nelle iniziative ‘Nessuno Tocchi Milano’ ‘Bella Milano’ e ‘Cleaning Day’. Altro che spugnette e pennelli, qui c’è da intervenire con qualcosa di più forte. E’ da principianti pensare di far sloggiare certe specie di tarme con una mano di sgrassante. Le vecchie poltrone che abbondano tra via Larga, via Pirelli, Palazzo Marino e i consigli di zona, sono infestate da anni dagli stessi parassiti. Senza una seria disinfestazione sarà impossibile fermarle prima che finiscano tutta la polpa più tenera (il patrimonio dei milanesi). Lasciandoci solo la fuffa.
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